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il parere dei lettori # 1
Scritto da alberto   
Martedì 03 Agosto 2010 14:28

Dopo la mia trasferta torinese al Lingotto non vi ho più parlato di Doppio ritratto. Non volevo ammorbarvi l'animo con notizie esclusivamente autoreferenziali. Noi veneti abbiamo un detto: «Chi se loda se sbroda» ed ho sempre cercato, per quanto possibile, di evitare gli autocompiacimenti e puntare in buona parte a perfezionare la mia scrittura.
Certo è innegabile che i complimenti facciano piacere e quando un libro edito e consegnato ai lettori ti regala soddisfazioni inaspettate la consapevolezza che forse hai fatto un buon lavoro ti ripaga di tanta fatica, degli sforzi e delle energie profuse.

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Un dì si venne a me Malinconia
Scritto da alberto   
Sabato 05 Giugno 2010 22:16

Jean Baptiste Camille Corot - La Mélancolie Quelli che hanno letto un assaggio dal primo capitolo del mio romanzo - messo a disposizione in questo sito - avranno incontrato la Signora in grigio, donna affascinante quanto misteriosa che inaspettatamente fa visita ad Alfredo Algelo.
Chi è questa bella ragazza dagli occhi verdi e dai capelli corvini? Ho ricevuto alcune mail di lettori con commenti del tipo «Non ho capito chi fosse la signora» e/o ipotesi fantasiose: «Era Irene per caso?»
Nessun enigma, nessun colpevole da smascherare. Molti di voi lo avranno capito: si tratta di una personificazione della Malinconia. Quando ho iniziato a congegnare la struttura circolare del romanzo avevo già immaginato con chiarezza la scena iniziale, nell'appartamento del protagonista. Personificare vuol dire attribuire modi, forme e fattezze umane a quanto in natura di umano non c'è. Anche stati d'animo, sentimenti, entità astratte. E' un procedimento molto utilizzato nelle religioni e nelle mitologie. Nell'arte figurativa del medioevo e nella sua poesia è prassi comune. Come non andare con la mente a certe rappresentazioni del Male nelle navate delle nostre cattedrali, a cicli di affreschi in palazzi pubblici e privati dove campeggiano personificazioni del Buon Governo, della Giustizia o di turbolenti moti dell'animo come la Vendetta?
Nella poesia di Petrarca l'anima del poeta è spesso una nave; la donna amata è oro, perle e fiori bianchi e vermigli; in Dante l'Avarizia è una lupa. Persino i moderni ricorrono in continuazione a personificazioni. Woody Allen danza con la Morte – la citazione è bergmaniana – nel finale di Amore e guerra (1975) e via discorrendo.

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Ultimo aggiornamento Domenica 06 Giugno 2010 08:14
 
Un assaggio...
Scritto da Administrator   
Domenica 11 Aprile 2010 15:08

Sei curioso?

Scarica gratuitamente il primo capitolo di Doppio ritratto e assaggia il libro!

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Aprile 2010 12:11
 
Patrizia Garofalo intervista Alberto Carollo
Scritto da alberto   
Lunedì 17 Maggio 2010 22:01

Intervista ad Alberto Carollo su Doppio ritratto (Edizioni Creativa, 2010)
di Patrizia Garofalo

L'intervista è comparsa ufficialmente il 04/05/2010 su http://lankelot.eu al seguente link:
http://www.lankelot.eu/letteratura/carollo-alberto-doppio-ritratto-intervista-ad-alberto-carollo.html


alberto carollo alla Quarto potere (23 aprile 2010)Patrizia Garofalo: La ricerca del protagonista indulge spesso a riflessioni che traggono spunto dall’arte; quale la valenza della cultura, a tuo avviso, come viatico al percorso umano?

Alberto Carollo: Col protagonista del mio romanzo, Alfredo Algelo, posso affermare che la cultura, come compagna di viaggio nell'avventura della vita, è fondamentale. L'arte è stata terapeutica e cruciale per la mia formazione, per la mia curiosità nei confronti del mondo e per il desiderio di condivisione. La scrittura, come pure le arti figurative e la musica, istituiscono secondo me un dialogo continuo col nostro quotidiano. Sono convinto che attraverso la rappresentazione lo sfilacciato della vita possa assumere maggiore compiutezza. Arte e vita sono inestricabili per certi aspetti, e il processo culmina nel rapporto che il lettore (o ascoltatore o spettatore) istituisce col prodotto artistico, emozionandosi e identificandosi quando vi ravvisa contenuti simili al proprio vissuto.

PG: E’ l’immagine quella che Alfredo preferisce analizzare; è la forza  di essa o una tua particolare predisposizione a questa arte?

AC: Viviamo nella civiltà dell'immagine. L'immagine sembra condensare in maniera rapida e sintetica una comunicazione ch'è peculiare in una società frenetica e spesso distratta. Ci si sofferma poco sulle valenze simboliche dell'immagine, che possono essere profonde e articolate.
Ho letto e studiato libri di Storia dell'Arte, e ancor più ho avuto il piacere di parlarne con addetti ai lavori e appassionati. Nel mio romanzo il Doppio ritratto di Giorgione ma anche altre opere, come in Dürer, Munch e Van Gogh, contengono messaggi simbolici di grande fascino: sono dialoghi in forma di immagini, ponti che uniscono il passato al presente, preziosi insegnamenti sui temi che da sempre scandiscono il nostro vivere.

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Il trittico della malinconia
Scritto da alberto   
Giovedì 25 Marzo 2010 23:18

«Galeotto fu l'articolo e chi lo scrisse», mi verrebbe da dire, scimmiottando il Sommo Poeta. E in effetti è così, in quanto l'iniziale pungolo che ha sollecitato in me un forte interesse nei confronti della Melanconia, “categoria dello spirito” - se così possiamo chiamarla - comune a molti artisti e personaggi più o meno illustri nel corso della Storia, mi è venuto dalla lettura di un numero della rivista d'arte FMR Franco Maria Ricci Editore (n. 84 Anno X/n. 1 febbraio 1991) che ospitava un intervento di Michel Butor dal titolo eloquente: Malinconia fiamminga. Molto di quello che segue l’ho desunto da questo suo studio e vi aggiungerò pure alcune mie personali conclusioni.

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Ultimo aggiornamento Sabato 27 Marzo 2010 09:50
 
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