Matteo

Natale si avvicina a grandi passi ed è naturale, per il genitore, utilizzare la leggendaria figura di Babbo Natale per tenere a freno l’esuberanza dei suoi figlioli.
“Matteo, smettila di dare ceffoni a tuo fratello. Babbo Natale ti vede, prende appunti e poi, invece dei regali, ti porta del carbone…”
“Matteo, giocate insieme… quel che è tuo è suo.” (Comunismo ante-ratio? Parabola evangelica?).
“Babbo Natale è incerto sul da farsi.”
“Non lo faccio più papà.”

Vuole bene a Giacomino. Lo cerca sempre più spesso, giocano a lungo assieme.
A tavola, poi, si costituiscono come una vera e propria associazione a delinquere.
Matteo è uno che vivrebbe d’aria, dopo due forchettate è già alla ricerca di distrazioni, e comincia a istigare il frate (reminescenza latina o sicula? Gianni Amelio docet), notoriamente un pozzo senza fondo, a gettare fuori bordo (dal seggiolone) le derrate alimentari. Giacomo esegue pedissequamente quanto gli ordina il suo maestro di vita e zac! il pavimento è cosparso di ogni ben di Dio – per fortuna nell’ecosistema casa disponiamo dell’animale spazzino (canide che risponde al nome di Molly).
Alla fine della fiera, si sa, a quest’età (come a tutte le altre) se gli proibisci di fare una cosa puoi star certo che la faranno (più inesorabile della legge di Murphy).
Una mia collega illuminata sembra avere la strategia vincente. Sua figlia va su per i quattro, stessa età del mio primo biondino.
“Io ho stampato delle icone da internet. Se si comporta bene incollo un bollino con un fiore nella sua scheda. Se si comporta male le incollo un bollino con un osso. Le avevo messo due ossi, ci è stata di un male all’idea che Babbo Natale potesse rimproverarla e punirla con un sacco d’ossa piuttosto che premiarla con un regalo.”
Che sia l’uovo di Colombo? Magari potrei sfruttare col Matteo l’espediente della scheda con fiori e ossa.

“Matteo, non spingere alle spalle tuo fratello mentre correte… lo fai cadere! Se poi inizia a piangere e urlare lo sente Babbo Natale e cosa pensa?”
“Non lo faccio più papà.”
“Lo dici ogni nuova volta, poi lo rifai. Sei un monello e a Babbo Natale non la si fa. Lui sa quello che deve fare e premierà solo i bambini che lo meritano.”
Stavo per far entrare in scena la scheda quando lo vedo allontanarsi, allungare la mano sul bracciolo del divano e afferrare il mio cellulare. Osserva il display, mi guarda e dice:
“Ho ricevuto un messaggio da Babbo Natale: dice che in fondo sono un bravo bambino.”
“…”

 

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