presentazione TO 15 maggio 2010

Da sinistra: Gian Paolo Grattarola, Gianluca Ferrara et moi. Presentazione di "Doppio ritratto", Torino, 15 maggio 2010

Al Salone del Libro c’ero stato qualche anno fa, da visitatore. Stavolta l’occasione era ben diversa: entrare al Lingotto come autore è un’emozione singolare e con la consueta sobrietà che mi contraddistingue ho cercato di assaporare ogni momento, per quanto mi è stato possibile.
La mia è stata una “toccata e fuga”, nel senso che per vari impegni la mia trasferta sabauda si è limitata a una singola giornata, il sabato 15.
Ho preso un treno da Vicenza alle 7.00, con cambio a Milano, attesa di un’ora e più (una ventina di minuti di ritardo) e di nuovo in sella alla volta di Torino, dove ho messo piede in stazione dopo le 11. Ero in compagnia dell’amica e redattrice di CaRtaCaNta Aurora Dal Maso. Abbiamo ingannato l’attesa conversando amabilmente di libri, delle nostre faccende e dei  prossimi autori che inviteremo in città con l’associazione. La sera prima avevamo avuto il piacere di incontrare Gabriele Dadati col suo Il libro nero del mondo – e chi non c’era alla Quarto potere si è perduto qualcosa – gradito viatico alla giornata dedicata al Salone.

Qualche problema di disorientamento spazio-temporale a parte, siamo riusciti a salire sul bus giusto. Via Nizza parte da un lato della stazione dei treni e si estende per un buon numero di chilometri; ho avuto l’impressione di essere intrappolato in un tunnel temporale: l’ora della mia presentazione (dodici e trenta) si avvicinava inesorabilmente e la fermata al Lingotto non arrivava mai. Entrare al Salone è stato come precipitare in una bolgia dantesca. Mi ero appuntato il numero dello Stand e il relativo Padiglione ma l’editore, raggiunto al cellulare, mi ha dato altre coordinate (ci sono state delle variazioni). A quel punto la stanchezza del viaggio si è fatta sentire e con la mia paziente accompagnatrice abbiamo galoppato da un corridoio all’altro, nel vano tentativo di decifrare la logica delle installazioni per trovare lo Stand della Regione Campania che ospitava quest’anno le Edizioni Creativa.

Prima di me è salito sul palco Mauro Antonio Albrizio, autore di Sogni di cartone, un vero e proprio fiume in piena. Performer consumato, il Don Giovanni di Bisceglie si è esibito in un monologo tratto da uno spettacolo teatrale imperniato sul suo libro. Solare, incontenibile e pieno d’entusiasmo, Albrizio ha letteralmente catalizzato l’attenzione del pubblico. Ho sorriso sotto i baffi quando il curatore della presentazione, l’ottimo ed elegante Gian Paolo Grattarola, critico letterario di Mangialibri, poeta e autore per Creativa di Ingiustizia è fatta, ha fatto seguire ad Albrizio il mio nome. Dopo tanta joie de vivre mediterranea entravano in scena le brume del Nord, con la melanconia e i tormenti amorosi di Alfredo Algelo!
La vita è fatta pure di questi contrasti e mi sono prestato volentieri al gioco, facendo la mia parte. Intriganti anche gli interventi di Chiara Grillo, autrice di Roma-Habana solo andata e di Tiziana Pedone con Benito appiombato. Sornione e sorridente, ha supervisionato la rassegna Gianluca Ferrara, coraggioso editore, persona sensibile e prodiga, per la quale ho  confermato lo spontaneo sentimento di sintonia e amicizia provato nei suoi confronti, ancor prima di conoscerlo, leggendo dei suoi progetti. Gianluca era pure presente a Torino col suo nuovo libro edito, Nonostante il Vaticano, uscito per Castelvecchi.

Ho rivisto con piacere il carissimo amico Franco Seculin, artista tout-court, autore per le Edizioni Sabinae (presenti al Salone) della silloge poetica La luna al traguardo del bosco e l’amica blogger Momi, con la promessa di rivederci dalle mie parti, magari all’Heineken Jammin Festival.
Sono incappato in un’intervista ad Amelie Nothomb, ho visto di sguincio Walter Veltroni e adocchiato Gianluca Morozzi che firmava copie del suo ultimo nato. Non comprendo cosa ci sia da acquistare al Salone da Mondadori ed Einaudi. I loro libri li si trovano ovunque. Molto meglio curiosare gli stand di editori che hanno minor visibilità ma che producono ottimi libri: Alet, Nutrimenti, Avagliano, Fernandel, Transeuropa, Donzelli, Il Melangolo, Voland tanto per citarne alcuni.
Allo Stand di Historica ho avuto il piacere di incontrare Laura Costantini e di acquistare il suo nuovo romanzo Fiume pagano, scritto a quattro mani con l’inseparabile Loredana Falcone, che a Torino non è potuta venire. E ancora da Historica Unessential Dublin, petit cahier di viaggio di Sabrina Campolongo, fresco di stampa che mi sono letteralmente bevuto (come una deliziosa Guinnes) durante il viaggio di ritorno in treno. Ho mancato per poco Milvia Comastri (sob!) e forse Gianfranco Franchi, che Aurora ha forse (apparizione ectoplasmica come il cane nero del suo Monteverde) scorto tra la folla.
Non ho acquistato molti libri; ero confuso dal fragore incessante della carta stampata. Ho piuttosto riflettuto sulla sacrosanta campagna di Greenpeace, Deforestazione zero . E’ stata stilata una classifica degli editori “salvaforeste”. Vi invito a dare un’occhiata. Nel nostro piccolo cerchiamo di adoperarci affinché non rimanga “lettera morta”.

Vedi le altre foto di “Doppio ritratto” al Salone del Libro di Torino 2010.

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