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stand di Creativa e Dissensi Edizioni - con Giuseppe Novellino

L’appuntamento autunnale con la lettura al Pisa Book Festival si è tenuto quest’anno nei giorni 22-23-24 ottobre. Ho avuto il piacere di parteciparvi, invitato dal mio editore, con altri autori della casa editrice ed è stata un’occasione più che gradita sotto vari aspetti. Ho pure coinvolto la famigliola a seguirmi per qualche giornata in camper in un agriturismo a pochi chilometri dalla città, soggiorno allietato dal meteo favorevole, di cui vi parlerò in separata sede nella sezione viaggi-plein air.

La domenica 24, dopo una sosta in centro per l’irrinunciabile visita a piazza dei Miracoli, ho raggiunto il palazzo dei Congressi, sede dell’esposizione, alle 17. Aggirandomi per gli stand ho avuto modo di apprezzare come negli anni la kermesse pisana è andata crescendo per la partecipazione di molte case editrici indipendenti di qualità; ne cito qualcuna alla rinfusa ma erano davvero tante: Minimum Fax, Marcos y Marcos, Voland, Nottetempo, Historica, Perdisa, Stampa Alternativa, Il Foglio, Isbn edizioni, Iperborea.

Che aria ho respirato a Pisa? Diciamo che la situazione dell’editoria indipendente in Italia non è delle migliori. Aumentano i lettori “di nicchia”, che cercano e scelgono con consapevolezza pubblicazioni fuori dalle rotte abituali dei grandi numeri, pilotate dai colossi editoriali. Mai come oggi, però, i costi di produzione sono elevati e per un piccolo editore è difficile confezionare un prodotto concorrenziale ad un prezzo contenuto.
I grandi gruppi, invece, hanno prima determinato un innalzamento del prezzo base di mercato per poi gettare fumo negli occhi dei consumatori con campagne di vendita al -10, -20, -30% e puntato sulle edizioni tascabili quando i piccoli e medi editori queste strategie non se le possono permettere. Per il lettore il disagio cresce e se consideriamo che nel Belpaese già si legge poco è comprensibile che ci si faccia i conti in tasca quando un libro di 200 pagine in brossura viene a costare 18,50 € (?!?).

Ho rivisto con piacere Gianluca Ferrara; l’intervento con gli autori di Edizioni Creativa era previsto in sala Blu per le 18. Hanno moderato il dibattito l’editore e Tiziana Pedone, che già avevo incrociato ed apprezzato a Torino per il suo recente Benito Appiombato. Abbiamo conversato dei temi del mio Doppio ritratto, del materiale che ha costituito il sostrato del romanzo. Ho avuto modo di rivedere Mauro Antonio Albrizio, esuberante come al solito e in gran forma. A Torino, quando lui è salito sul palchetto prima di me, avevamo chiosato i nostri interventi La quiete dopo la tempesta. A Pisa ho parlato prima io, perciò i termini si sono invertiti. Avevamo già scherzato sulle nostre performance in un paio di botta e risposta su facebook: «prima la passionalità mediterranea, poi le compassate brume del Nord». Quasi un cliché se non fosse che sia io che Mauro Antonio abbiamo un sacco di storie da raccontare – leggere per credere! A Creativa, comunque, le storie non mancano mai e vi caldeggio l’interessante esordio narrativo di Fabrizio DeMaria con Aria. E ancora il curioso e simpatico trio di esordienti Madam (acronimo e palindromo insieme che riunisce le iniziali dei loro nomi e una nota piazza di Amsterdam) con Spacecake; ho chiacchierato volentieri di science fiction con Giuseppe Novellino, autore di La vertigine e l’attesa, una silloge di racconti fantascientifici ambientati in Valtellina, regione dove il nostro risiede. Novellino è un vero appassionato del genere: abbiamo rinverdito letture comuni, scomodando nientemeno che Asimov, P. K. Dick, Jack Vance e la mitica collana Urania. Pure Adriano Tango ha qualcosa da spartire con un certo filone narrativo che propone scenari futuribili, magari declinati con eventi apocalittici. Ma il suo La baia è qualcosa di più: ha risvolti filosofici e ambientalisti tutti da scoprire. Insomma non ci siamo fatti mancare nulla. 😛

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that's me in the spotlight

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con Tiziana Pedone e Gianluca Ferrara

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sala Blu - Pisa Book Festival

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