Goffredo Parise e vicentinità

Goffredo Parise (1929-1986)

Venerdì 21 alle ore 21 avrò il piacere di essere ospite della libreria Edison in corso Palladio 36 a Vicenza per una chiacchierata su Goffredo Parise e vicentinità, nell’ambito di una rassegna curata da Morgan Palmas, “Le notti di Sul romanzo“.

Dovevamo essere in tre: il sottoscritto, col suo umile bagaglio di letture parisiane; Raoul Bruni, docente di Letteratura Italiana e Matteo Giancotti giornalista e ricercatore. Purtroppo Bruni non potrà essere presente per motivi di salute e Giancotti ed io ci divideremo gli interventi. Matteo Giancotti traccerà un profilo di Goffredo Parise e si soffermerà sulla sua produzione giornalistica; il vostro affezionatissimo farà qualche considerazione in margine a brani tratti dalle Opere nei 2 voll. della collana mondadoriana I meridiani (1987 e seguenti) del nostro illustre concittadino: Un sogno improbabile (dove si dibatte di una categoria controversa e proteiforme: la vicentinità!), scritto per presentare un romanzo di Guido Piovene; e ancora i racconti Gli americani a Vicenza, Il colle dei sette venti e l’articolo Veneto barbaro di muschi e nebbie.

Mi raccomando: se siete in zona venite a trovarci. Goffredo Parise merita di essere letto e riletto.
Uno scrittore tra i più sensibili e originali del Novecento italiano. Ecco il cartellone dell’evento:

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4 risposte a Goffredo Parise e vicentinità

  1. Brunez scrive:

    se fossi in Italia sarei venuto senz’altro, la “vicentinità” è una cosa su cui noi stessi vicentini non sappiamo né non riflettiamo gran ché… io stesso devo dire che pur essendo andato a scuola a Orgiano, paese natale di Guido Piovene a cui è intitolata la scuola media stessa, non ho mai letto niente di lui… non parliamo poi di Parise 🙁 lacune da colmare

  2. alberto scrive:

    @ Brunez: ti avrei incontrato volentieri, caro Brunez. Alcuni sostengono che la vicentinità non esiste; spesso siamo trattati alla stessa stregua di macchiette da commedia dell’arte, di “polentoni” semianalfabeti e gran lavoratori, o riccastri antipatici, xenofobi e via discorrendo. Parise mi ha aiutato moltissimo a comprendere la mia città e i suoi abitanti, a capire da dove veniamo e (sob!) dove stiamo andando… E’ un autore molto attuale e rimane un pilastro del Novecento italiano anche se non è ancora stato indagato e valutato a fondo dalla critica e dal pubblico.

  3. Nowhereman scrive:

    Parise è uno dei grandi del Novecento italiano oggi un po’ dimenticati. Fa piacere vedere una “monografica” che lo ricorda, a beneficio di quanto non leggono più altro che contemporanei viventi o classici. Sicuramente te la sarai cavata in modo egregio. Buona domenica (m.)

  4. Ngok scrive:

    @alberto Mi dispiace che certa mitologia venga presa come realtà. Il tasso di analfabetismo in altre zone d’Italia è sempre stato molto più alto che in Veneto.

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