Katia Ciarrocchi

Katia Ciarrocchi

Questo locus amoenus virtuale ch’è il mio blog ha appena un anno di vita e una manciata di post ma promette bene, sia in termini di visite – per quanto attiene alle sue peculiarità, ovvero l’essere il blog di un ordinary man che parla delle sue cose e dei libri che legge – che per i contenuti (pochi invero, ma abbiamo cercato di concentrarci sulla qualità più che sulla quantità).

Alle consolidate collaborazioni (vedi qui la pagina dedicata) dei cari amici nonché stimati recensori Patrizia Garofalo e Franco Seculin, coadiuvati in regia dall’imprescindibile webmaster Davide Longo, ho il piacere di affiancare pure quelle di Katia Ciarrocchi. Con Katia ci leggiamo e confrontiamo a distanza da tempo, via mail o attraverso il materiale che mettiamo sul web. Apprezzo molto il suo lavoro e sono lieto che mi abbia permesso di riprendere in queste pagine alcune sue recensioni. Katia contribuirà perciò a rendere più bello questo angolino della rete, per il piacere mio e di chi avrà la bontà di leggerci. Grazie Katia. Per i colpevoli che non sanno o fanno finta di non sapere faccio gli onori di casa e ti presento:

Katia Ciarrocchi è nata a San Benedetto del Tronto il 25 novembre 1968.
Amante di Letteratura italiana e straniera, è la curatrice nonché l’ideatrice del sito letterario Lib(e)ro (www.liberolibro.it)
Coltiva grandi interessi legati alla ricerca spirituale. Per lei viaggiare è il mezzo per incontrare le sue sfere emotive più profonde ed instaurare dei punti di contatto importanti. Leggere è la sua passione, scrivere la sua terapia. Ha detto di sé: “Io vivo con la solitudine, la sofferenza e la follia, ci mangio assieme, abbracciandola e sgridandola, ingannandola, mettendola a letto, io guadagno da vivere. Assurdo. Tengo buona la sofferenza altrui e mi pagano. Poi non riesco a placare la mia e spendo lacrime e carezze”. Katia lavora, infatti, in un centro riabilitativo per persone affette da insufficienza mentale, tra i quali vengono accolti e curati bambini di ogni età. Tale esperienza la pone accanto a patologie molto gravi, quali l’autismo, a metà strada tra la sofferenza di questi pazienti e il grande insegnamento che sanno dare.
Ha pubblicato testi in molte antologie e collabora a forum e siti letterari.

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