Ritorno a Bassavilla

Danilo Arona, Ritorno a Bassavilla
(Edizioni XII, 2009, pp. 192, € 12,00 ISBN 8895733126)

di Katia Ciarrocchi

ritorno a bassavillaDanilo Arona, critico cinematografico e giornalista ha conquistato il mondo della letteratura fantastica con le sue pubblicazioni, tra le quali ricordiamo La Stazione del Dio del suono, Black magic Woman, L’estate di Montebuio. Ricercatore di fenomeni “insoliti”, nella sua ultima opera Ritorno a Bassavilla mette in campo tutte le conoscenze, fornendo al lettore una carrellata, ben documentata, di misteri che avvolgono la città di Alessandria.

Affascinante e tenebroso il percorso che ci propone l’autore, partendo da Bassavilla – nome fittizio, “nom de plume” di Alessandria – fino a sconfinare in altre regioni, con un filo conduttore quali credenze e quanto loro possano influenzare la psiche umana; follia (?)… «C’è un punto di rottura in ognuno di noi» e quel punto spesso sfocia nelle cronache nere del nostro quotidiano: «I muri parlano, ma più che di follia raccontano d’invisibilità sociale e di emergenza, i veri grandi ‘horrori’ dei nostri tempi».

Ritorno a Bassavilla non è un romanzo e nemmeno un resoconto giornalistico su avvenimenti più o meno “strani”, ma descrive una città «[…] nata in modo tutto particolare: apparsa all’improvviso, come – è il caso dirlo – uno spettro, in mezzo a un vasto territorio di paludi tra il Tanaro e la Bormida. Un terreno dove, è noto, le radici non hanno presa più di tanto. Nata da una mescolanza di genti, venute da città e regioni diverse, dialetti diversi, costumi diversi e diverse obbedienze» (dalla prefazione di Daniele Bonfanti), nelle sue credenze, non credenze e arcani che la avvolgono donandole quell’alone di mistero che la caratterizza.

Il mistero induce negli uomini atteggiamenti diversi: alcuni mostrano paura, soffrendone la presenza. Una forma di protezione rispetto al proprio limite che impedisce il dominio di ciò in cui siamo immersi: il mondo. Altri, invece, nutrono il fascino, nel desiderio di conoscere e possedere l’ignoto, per assicurarsi il dominio sul mondo e non patire il proprio limite umano. Due lati di una stessa moneta, l’impotenza umana e l’onnipotenza che induce l’essere umano a quel terrore confuso del soprannaturale.

Lo stile di Arona è avvolgente nel suo narrare e permette al lettore di curiosare là dove lui è passato, di aprire quelle porte che probabilmente non avremmo il coraggio di aprire, di approfondire, dando forse delle risposte, a quei misteri di cronaca nera rimasti insoluti; perché in realtà molti dettati da credenze popolari e lì dove non vi è la mano di Dio, l’essere umano vi poggia la mano diabolica di un demone. Ma non sarà che si vuol nascondere la follia malata di una società che sta perdendo la via della ragione?
Un plauso dovuto ad Arona che con Ritorno a Bassavilla ha avuto il coraggio di descrivere ciò che si vuol celare dietro una maschera indecifrabile, ma che di misterioso ha ben poco.

Risorse web: www.daniloarona.com

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