The Beatles – Blackbird

Blackbird (1968) è un brano dei Beatles, contenuto in The Beatles, meglio noto come White Album.
Il testo lo trovate qui.
La canzone, composta in Scozia, è una delle più famose di Paul McCartney presenti nell’album, entrata stabilmente nel suo repertorio post Beatles. All’epoca il brano venne interpretato in chiave politica, leggendovi richiami al Black Power americano. Lo stesso autore, in un’intervista del 2001, riferì di aver preso spunto per il testo della canzone da alcuni fatti di cronaca che vedevano protagonista il movimento per i diritti civili dei neri americani nella prima metà del 1968.

Lo spunto originario – secondo quanto attestato dai biografi dei Beatles – venne a McCartney quando fu svegliato da un merlo che cantò alla sua finestra poco prima dell’aurora. Nel testo il risveglio diventa metafora di un universale risveglio delle coscienze. Il canto del merlo che si ascolta nella traccia era parte del vasto archivio di tape loop dell’autore, che girava per le vie della città e le campagne circostanti con microfono e registratore, per captare rumori e suoni che poi costituirono altrettanti inserti dei brani beatlesiani mixati negli studi di Abbey Road. Il ticchettio che si avverte in lontananza è invece per alcuni un metronomo, per altri il battito del piede di McCartney.

Blackbird è uno di quei brani che fanno la felicità di un chitarrista. Quando lo vedi suonare dal vivo fa molto figo (termine di insostituibile icasticità) ed è un felice connubio di raffinata tecnica e di esito formale (l’immediatezza, la dolcezza impalpabile della melodia si imprimono indelebilmente nell’ascoltatore).
L’uso del fingerpicking, tecnica largamente utilizzata dai chitarristi folk, prevede un attento arpeggio della mano destra e una progressione ritimica della sinistra, a configurare un canto sincrono di bassi e melodia.

Il brano è una variazione sulla Bourée in MI minore di Johann Sebastian Bach; McCartney vi aggiunge un SOL persistente (ottenuto con la terza corda a vuoto), anche quando il brano muta nel ritornello in FA maggiore.
Alcuni sostengono che l’ex-beatle si sia avvalso di un’accordatura aperta, ovvero di un’accordatura dove le corde del MI sono portate a RE, ma basta reperire su you tube i vari video dove McCartney la suona dal vivo per rendersi conto che si tratta della consueta “accordatura standard”. Per studiare il brano mi sono avvalso della tablatura che trovate qui: http://www.guitaretab.com/b/beatles/23937.html
Si tratta di una tablatura molto attenta alla scansione ritmica, ideale per comprenderne didatticamente le variazioni.

Per eseguirla, invece, ho dato un’occhiata in rete e ci sono innumerevoli musicisti che ne danno la loro versione; alcuni sono dei veri virtuosi – anche di chitarra classica oltre che folk. Personalmente trovo interessante e utile questo video che ha il pregio di impostare in maniera efficace la mano destra (che in questa sede e nel fingerpicking in generale fa la parte del leone):

Ok, buona strimpellata a tutti! 😉

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2 risposte a The Beatles – Blackbird

  1. Nowhereman scrive:

    E’ una delle prime cose che ho imparato, rigorosamente da solo davanti alla puntina del giradischi! Paul apprese la tecnica del fingerpicking da Donovam mentre erano in India, ed è lpunico beatle a usarla di frequente. Comuqneu sia, questa resta una canzone magica, della magia solipsistica che pervade tutto il White Album. Un saluto (m)

  2. alberto scrive:

    @ Nowhereman: sei un grande Maurizio! Ci sono alcuni passaggi che difficilmente avrei saputo estrapolare ad orecchio se non avessi avuto disponibile la tablatura. Sì, Macca è l’unico beatle che utilizzail fingerpicking con una certa frequenza. Non sapevo fosse stato Donovan ad insegnare la tecnica a Paul, bell’aneddoto. D’accordo sul fatto che la magia che sprigiona questo brano è unica nel repertorio beatlesiano.
    😎
    Verrò a trovarti presto, sono stato piuttosto occupato negli ultimi tempi… ma ho già voglia di leggere qualcosa di tuo.

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