(30-31 dicembre 2011-1 gennaio 2012)

tetto d'oro - Innsbruck

Innsbruck - il tettuccio d'oro - foto da web

Il villaggio turistico Natterer See si trova sulla riva dell’omonimo lago, a 7 chilometri dalla rinomata città tirolese. È qui che abbiamo deciso di fare tappa per il nostro Capodanno austriaco. Il Natterer è stato una vera sorpresa: più di 200 piazzole incastonate nella campagna, con intorno una maestosa cornice di picchi innevati. Un edificio dal profilo architettonico minimal-chic, con tetto a pannelli solari, ospita la hall e i servizi, veramente all’avanguardia, tanto da meritarsi l’eccellenza delle cinque stelle. Impianti sanitari dal design essenziale quanto futuribile, arredi congegnati per le famiglie, con una particolare attenzione all’igiene dei più piccoli; un padiglione per le docce che ospita una ricca collezione di miniature di camper, caravan e roulotte multicolori, da Lego a Walt Disney. Una terrazza panoramica, un bar bistrot, wc e lavatoi stoviglie con la filodiffusione; una biblioteca e un market per ogni esigenza basilare.

Il viaggio di andata, il mattino del 30 dicembre, ci ha creato qualche problemino. Sulla Verona-Brennero violente raffiche di vento scuotevano a tratti Diogene, che doveva mantenersi sotto i 100/Km orari, nonostante gli ammortizzatori Al-Ko, per non decollare dall’asfalto in fase di sorpasso.
All’altezza di Klausen e Brixen il paesaggio autunnale ha ceduto il posto ad una copiosa nevicata. Dopo il ponte Europa il biancore diffuso ci ha dato l’impressione di aver repentinamente cambiato dimensione. Strana stagione, questa. Il generale Inverno che tarda a venire, la colonnina del mercurio che permane alta rispetto alle medie stagionali e una umidità relativa disagevole stanno caratterizzando queste giornate. In Austria abbiamo invece vissuto la nostra prima parentesi autenticamente invernale e assaporato una preview delle scorribande sulla neve che – speriamo – verranno. A breve.

Va da sé che gli austriaci sono a loro agio con la neve e di conseguenza sono attrezzati alla bisogna. Un efficiente servizio di bus navetta collega il Natterer See con la città. Per gli ospiti del camping è gratuito, compreso nella card dei servizi. Il 31 dicembre, di primo mattino, ci siamo così portati a Innsbruck, attraversando le candide stradine di Natters, per fare infine scalo nella stazione cittadina degli autobus al termine di una corsa panoramica lungo i ripidi tornanti che scendono fino al letto del fiume Inn. Mentre percorrevamo Maria-Theresien-Strasse soffiava un vento gelido e la neve scendeva abbondante e asciutta. Abbiamo passeggiato fino a Friedrich-Strasse, per vedere quello ch’è il simbolo della città, il tettuccio d’oro. Lo sfarzoso bovindo ha un tetto ricoperto da 2657 tegole di rame placcato d’oro, con affreschi nella loggia, stemmi e rilievi. Si trova in un edificio del 1420, fatto erigere da Federico IV come residenza dei principi del Tirolo. Speravamo che i mercatini di Natale fossero agibili, ma avrebbero aperto i battenti solo nel primo pomeriggio. Visto che la nevicata stava crescendo d’intensità, abbiamo deciso di riscaldarci un po’ e di unire l’utile al dilettevole con una visita all’Hofburg. Il palazzo imperiale è davvero sfarzoso; in stile tardo gotico, fu teatro delle nozze di Leopoldo II con Maria Ludovica (1765). Ci siamo aggirati con curiosità nel vasto salone delle feste, per le sale di rappresentanza e la cappella. Matteo ha innescato un allarme alle barre d’entrata e il buon Giacomo, approfittando della distrazione dei genitori, si è seduto prima in una sedia del tardo Settecento, poi in un divanetto nella sala da toletta di Sissi, facendo accorrere prontamente il custode. Credo fossero vicini a spiccare un mandato di cattura internazionale.

Giacomo e Matteo, Innsbruck, 31 dic 2011

Giacomo e Matteo, Innsbruck, 31 dic 2011

Nel primo pomeriggio abbiamo passeggiato per la Seiler-Gasse e la Kiebach-Gasse, la strada delle fiabe, elegante e romantica. Sui cornicioni stanno appollaiati i personaggi delle favole più celebri di tutto il mondo nordico. Per concederci una tregua alle sferzate del vento e della neve ci siamo rifugiati nella galleria del centro commerciale Rathaus Galerien, dove abbiamo acquistato del pane caldo e fragrante da un panettiere, abbiamo sostato nei wc multifunzionali dell’interrato e siamo saliti al sesto piano con un ascensore panoramico, per vedere Innsbruck dai tetti. Prima di riprendere il bus alle 16 e tornare al Natterer See, abbiamo visitato il duomo di San Giacomo. L’edificio fu ristrutturato in stile barocco tra il 1717 ed il 1724. Mi ha colpito l’imponenza del grande organo, con le canne disposte in misura decrescente a creare la prospettiva di una navata. Su una cappella laterale c’era un bel presepio commemorativo, con la città di Innsbruck e le statuine agghindate come i reggenti di Asburgo e Lorena. Affreschi e stucchi dei fratelli Asam sul soffitto e una radiosa immagine di Maria Ausiliatrice di Lucas Cranach il Vecchio nell’altare.

Dopo qualche ora di riposo in camper, tra letture e giochi coi bimbi, abbiamo ripreso l’autobus per il centro, accodandoci ad un gruppetto di italiani, torinesi e baresi, pure loro ospiti del camping. Faceva decisamente freddo per starsene nelle piazze ad attendere l’anno nuovo, così abbiamo deciso di riparare in un locale, la Pizzeria romantica in Kiebach-Gasse, adocchiata in mattinata, nel corso della nostra passeggiata. Una scelta felice: ho mangiato una buona pizza dalla pasta croccante, la cosiddetta “Diavolo” (così in listino), con salamino piccante e peperoncini verdi, seguita da un’immancabile mezzo litro di Zipfer, vera istituzione in Austria. Sabrina ha invece optato per un piatto di minestrone della casa, con verdure e una salsa speziata, dall’aroma gradevole e invitante. Pure la prole è stata attenta e composta nel saziarsi con gusto di una margherita con abbondante pomodoro e formaggio. Innsbruck è una città rigurgitante di giovani, con tanti servizi e locali per tutti i gusti. In Hofburg-Gasse ci sono una speckeria e una rivendita di formaggi locali che meritano almeno un passaggio per lustrarsi gli occhi. La qualità della vita è buona qui, la benzina costa decisamente meno (segno che in Italia dovremmo cominciare ad inquietarci). Se le cose si mettono male nel Belpaese, Innsbruck potrebbe essere un buon piano B.

Mezzanotte sembrava non arrivare mai. I pupi cominciavano a dare segni di cedimento, che si traducevano in capricci e lamentele. Abbiamo fatto una ulteriore tappa in un bistrot per un caffè e poi tutti in pole position sotto il tettuccio, pigiati nella moltitudine di austriaci e turisti da ogni dove, molti dei quali storditi dal vin brulè e dagli abbondanti beveraggi a base di birra e superalcolici. Abbiamo notato una cospicua presenza di forze dell’ordine, il che ci ha dato sicurezza. Lo scoccare dell’ora fatidica è coinciso con l’esplosione dei fuochi artificiali e una folla concitata si è spostata verso le rive del fiume, dove sopra l’Innsbrücke il cielo notturno diventava improvvisamente una tavolozza multicolore. Lì abbiamo passato qualche brutto minuto. La calca spingeva per trovare sbocco sulla Herzog-Otto-Strasse e abbiamo temuto per i bimbi. Giacomo piagnucolava per il fragore dei botti (non ha neanche quattro anni, poverino), anche se era piuttosto incuriosito dallo sgargiante spettacolo. Matteo era eccitatissimo e mi si arrampicava sulla schiena come una scimmia pur di vedere meglio. Sabrina è riuscita a portarsi oltre le transenne, vigilate dagli uomini della sicurezza e dagli infermieri dei mezzi di soccorso, che hanno portato al di là della cintura di contenzione pure i due bimbi. Io mi sono un po’ attardato e quando in tutta fretta ho cercato di scavalcare le transenne sono stato investito da un’ondata della ressa che cercava di farsi spazio in quell’imbuto. La gamba sinistra mi si è impigliata malamente nel metallo e sono caduto a terra pesantemente oltre lo sbarramento. Quando mi sono rialzato ho temuto per il peggio; avevo perso la sensibilità della gamba, temevo di essermi fratturato qualcosa. Invece mi era stata solo pizzicata a dovere; dopo qualche minuto la circolazione mi si è riattivata. Più rilassato mi sono riunito a Sabrina e ai bimbi con un sospiro di sollievo e ci siamo fatti gli auguri. Lo spettacolo dei fuochi continuava, splendido ed emozionante. Buon 2012 a tutti. Fate del vostro meglio; per il resto: che la fortuna vi assista.

Info: http://www.natterersee.com
http://www.pizzeriaromantica.at/

giacomo e matteo natterer see

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