insonnia bambinoDura la vita per i genitori senza aiuti!
Se poi ci si mettono pure le calamità stagionali, la questione si complica ulteriormente. Da qualche giorno sono vittima di un’influenza virale che mi sta prostrando. Febbre a 38°C e oltre, tosse secca, tracheite. Una sinusite che mi ammorba l’esistenza e mi spacca la testa in due come un cocomero.
L’insorgenza è stata subdola; si è presentata con un dolore al rachide dorsale giovedì scorso e si è poi evoluta con febbre nel fine settimana. Tappati in casa tutta domenica, anche perché se l’è buscata pure il piccolo Giacomo, poveraccio. Sono quattro giorni che lo ungiamo di tachipirina e la febbre, in serata, raggiunge picchi vicini ai trentanove. Nel caso di Giacomo c’è stato un preavviso di due settimane; sta cambiando i denti da latte e sono ricominciate le visite notturne in camera dei parents. Poi su quel suo ininterrotto frugnarsi con le dita la cavità orale si è innestata la pestilenza virale.
E quando il gioco si fa duro…
Reiterate visite in camera nostra; accoglimento del pargolo malaticcio in mezzo a noi. Giacomo ha la fissa del contatto fisico, molto diffusa, mi par di capire, e non solo nei bimbi della sua età. Nel suo caso si traduce in reiterati massaggi ai nei di sua madre, con un surplus di toccamenti e palpazioni varie. Se in più c’è anche il cambio dei denti e il virus, ecco che il letto matrimoniale diviene un campo di battaglia. Calci e ceffoni a raffica, spasmi delle gambe, cambi di posizione repentini – le posizioni sono le più bizzarre che possiate concepire. Guardo mia moglie al mattino e le sovrappongo allo specchio il mio viso provato per la febbre: sembra conciata peggio di me.
Hai voglia, sono due settimane che non dorme!

Questa irriducibile guerra di posizione si sviluppa con una serie di configurazioni tattiche che avrebbero fatto la felicità di Rommel, la volpe del deserto. L’obiettivo è: sconfiggere il nemico massacrandolo psicologicamente, togliergli ogni guizzo di energia residua utile a veicolare un impulso attraverso una rete di neuroni, con l’esito di renderlo simile ad un vegetale. O al parente più prossimo di un’ameba.

Loro (siamo invasi dagli ultracorpi, è una verità inoppugnabile, ma non sono degli alieni dalla pelle verde: sono sic et simpliciter la nostra progenie) hanno un asso nella manica. Ovvero il guerriero silente, pronto ad entrare in azione ad un segnale convenuto. Di chi sto parlando? Ma del fratello più grande, ovviamente, quel Matteo di sei anni che normalmente dorme il sonno dei giusti nel SUO lettino, nella SUA cameretta.
Le fasi del conflitto, nel corso delle ultime notti, possono essere riassunte in uno schema tipico:

A) La mater premurosa addormenta i bimbi nei loro lettini, sostituendosi alla normale alternanza col pater, che al momento è ammalato.
Quando gli ultracorpi si sono addormentati, i genitori senza aiuti provvedono alle incombenze quotidiane di gestione della casa: avvio della lavastoviglie dopo la cena, sistemazione della cucina, riordino del soggiorno sventrato da giocattoli, libri, disegni e pennarelli disseminati ovunque. Lavaggio serale della biancheria, organizzazione a tavolino del giorno seguente, porta fuori il cane per i suoi bisogni e a letto per mezzanotte.

B) Ore 1.00: prima incursione delle avanguardie. Giacomo viene accolto nel lettone e inizia le sue operazioni di logoramento psico-fisico.

C) Ore 3 o 4: il guerriero silente si desta, si accorge dell’assenza del fratello e raggiunge tutta la combriccola al piano di sopra – del resto perché dovrebbe starsene solo e abbandonato da tutti nel suo lettino? Perché al suo fratellino viene rivolto un trattamento di favore?
A questo punto le opzioni sono due, col medesimo effetto. Il daddy è costretto a interrompere il suo sonno e far fagotto; o D) portandosi in cameretta dei figli il più grande (con preliminari di addormentamento che vanno dai 10′ ai 20′: «Mi tieni la manina papà?»); o E) abbandonando l’alleato (sua moglie) al suo destino, in balia di quelle creature letali. Le opzioni si articolano sulla scorta della lucidità e razionalità del daddy al momento del risveglio.

L’altra sera c’è stata pure una manovra diversiva e imprevista, ma non meno micidiale. F) Mia moglie cercava di addormentare i bimbi nella loro cameretta, con scarsi risultati. Io con febbrone a 38,6°C e improvvisamente la cagnetta si mette ad uggiolare di fronte alla porta di casa. Ho cercato di ignorare quegli occhi imploranti e di coricarmi, ma quell’abominio a quattro zampe mi ha seguito fino in camera, al piano superiore. Ho dovuto scendere di nuovo al piano, intabarrarmi e portarla a passeggiare per il quartiere.
Dura la vita per i genitori senza aiuti!

p.s. Dimenticavo: buon San Valentino!, ma andateci cauti. Di seguito vi elenco alcune possibili conseguenze:

Il Kamasutra dei neo genitori

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