The long run

the long run runnersÈ un po’ che non passo da queste parti, vero? Mi spiace. Sono affezionato a questo locus amoenus virtuale ma forze di causa maggiore mi hanno tenuto lontano dal web e dalle sue sirene. Nonché da molti contatti: cari amici, blogger, frequentatori dei social network coi quali abbiamo condiviso interessi e passioni comuni, confrontato esperienze, informazioni eccetera.

Da qualche mese ho pure interrotto le mie collaborazioni con i vari blog e siti di informazione culturale, letteraria e non. Se mi manca tutto questo? Certo che sì.
C’erano delle priorità che avevano la precedenza.

In questi mesi mi sono curato della vendita della casa paterna. Mia madre è vedova e gli anni stanno passando anche per lei: qualche acciacco, la salute malferma. Con le mie sorelle abbiamo deciso di avvicinarla alla città. Mettere in vendita la casa che tuo padre ha tirato su con le sue mani non è cosa facile: scardina le dinamiche famigliari, crea grattacapi, incomprensioni, malumori e disagi. Ma in cuor tuo sai ch’è la cosa giusta da fare, che devi essere risoluto nel prendere alcune decisioni e andare dritto per la tua strada.
Se in più ti affidi a persone che si fregiano di essere tecnici esperti, professionisti nel loro campo, ma alla fine della fiera prendono sottogamba i loro incarichi, incespicano, si distraggono, hanno di mira più l’utile immediato che la soddisfazione del cliente e la buona riuscita del loro servizio, comprendete che sobbarcarsi il peso di una siffatta questione diventa un secondo lavoro a tutti gli effetti e richiede dedizione e impegno.

Ho dovuto risolvere delle problematiche complesse: ho girato per uffici di settimana in settimana: agenzie immobiliari, notai, ufficio delle entrate, architetti, sportelli del Comune. Ho esplorato questioni tributarie, fiscali e commerciali. Bisognerebbe avere 5-6 lauree per destreggiarsi adeguatamente in questa giungla di materie e normative. Apri una finestra e ti affacci su altre 100; scopri un coperchio e come il vaso di Pandora ti si sprigionano orde di demoni capricciosi e infingardi. Mi sono arrabbiato, ho battuto il pugno, ho perso peso, ho pianto e mi sono immalinconito ma penso di esserne venuto a capo. Penso, perché non è ancora finita.

Perché vi sto raccontando queste cose? Perché non le sto raccontando a voi. Le sto raccontando a questa pagina virtuale, a questo diario in rete, come un messaggio da affidare alla bottiglia. I hope that someone gets my/ Message in a bottle. cantava Sting coi Police qualche annetto fa.

Non perdetevi mai d’animo; non ero portato per la materia, non ci ero portato ma con costanza e determinazione ho sbrogliato la matassa. Ne sono venuto a capo da solo. Voglio lasciare una traccia qui. Per quanto non vi siano noti i termini della questione, sappiate che potete farcela. Andate a fondo delle questioni, impegnatevi e smazzatevi. Non avete bisogno di stolti arraffoni; cercate di capire e di fare la differenza. Sarà una lunga corsa. Arriverete esausti ma avrete vinto la vostra personale battaglia.

A presto.

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2 risposte a The long run

  1. Spider-Ci scrive:

    Non t’invidio per niente, caro Alberto ! Posso immaginarmi quanto possa essere stato duro per te questo percorso, ma nonostante tutto hai avuto la forza e la determinazione necessaria per arrivare fino in fondo ! Alla fine è l’insegnamento che ci danno sempre anche i fumetti di supereroi, no ?! Combattere fino alla fine e non arrendersi mai !!! 😉

    Continua così, Alberto ! Forza e coraggio !!! 🙂

  2. alberto scrive:

    @Spidey: thanks! Hai proprio ragione. Quando sono in queste situazioni a volte mi faccio forza pensando ai super eroi e ai loro super-problemi; come Wolvie mi dico che preso singolarmente “Sono il migliore in quello che faccio!” e mi solleva il morale. A presto amico.

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