conversationScrivere dialoghi è un’altra delle forche caudine della scrittura creativa. E qui vi voglio: potete essere bravi quanto volete a descrivere nei dettagli, a tratteggiare personaggi memorabili, a costruire intrecci complessi, ma far parlare i personaggi delle vostre storie nella maniera più naturale possibile è un compito difficileNon c’è una “regola” o uno “schema” da seguire per scrivere buoni dialoghi. Un buon dialogo è il prodotto di un “istinto” narrativo ben direzionato, di una sensibilità che si affina con l’esercizio continuo della scrittura e della lettura di prodotti dei generi più diversi, come andrò a illustrarvi.

Provate a pensare se vi capitasse di registrare una chiacchierata tra amici: che vociare frammentato, che ping-pong verbale. Tic-tac-tic-tac, riascoltandolo potreste marcarne il ritmo. Il dialogo è fatto di pause, esitazioni, brusche accelerate, rallentamenti imprevisti, ripetizioni. È melodia, ritmo sincopato, extrasistole e tachicardia. È molto probabile che, esercitandovi, scriviate pagine di dialoghi che vi sembreranno artificiosi, impacciati e falsi. È tutta palestra, e va bene. Scrivere dialoghi è frutto dell’esperienza: più lo si fa più facile diventa. Come nuotare, correre o suonare uno strumento musicale.

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