Fabio PusterlaNé santo né cane né gallo. Dal mare
affiorano oggi soltanto cadaveri gonfi.
Vengono dai carrugi
dalle coste scoscese da lingue
scarse di terra sassosa
vigneti di sangue a strapiombo
cantine infossate
madri antiche e caverne.
Vengono da un paesaggio devastato
da predoni ed incuria
dove i torrenti possono alzarsi in un urlo
e via spazzare col fango e i potenti signori
dire parole di fumo impuniti
parlare del destino
canticchiare.

I cadaveri dei poveri danzano sulle onde
verso flotte bianche di Heraclea
gli yacht lussuosi dei ladri.

(Fabio Pusterla, Argéman, Marcos y Marcos, 2014, p. 52).

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