Assisi 1Eccovi una proposta poco dispendiosa per un week-end ad Assisi in camper, in occasione dei mercatini di Natale. Noi abbiamo optato per il ponte dell’Immacolata, consapevoli che la Modena-Brennero sarebbe stata intasata, per via dei classici mercatini di Natale, e non era una buona idea puntare a nord. Una valutazione delle previsioni ci ha invece suggerito che portarci in Umbria significava avere condizioni metereologiche più stabili, e così è stato.

Venerdì 5 dicembre

Allestito Diogene nel primo pomeriggio siamo stati pronti a partire da Vicenza in tarda serata, dopo le 18:30, ora in cui Matteo terminava la sua lezione di violino. Da Vicenza ad Assisi sono poco più di 400 Km. Abbiamo imboccato il casello di Vicenza Est; all’altezza di Padova siamo confluiti nella A13 Padova-Bologna. Ce la siamo presi con calma; se guardate su Google Maps, vi fornisce una percorrenza di 3h.58’, ma col camper è più verosimile che ci arriviate in 4h.30’. Noi abbiamo deciso di pernottare fuori, in un’area di sosta. Siamo usciti dall’autostrada all’altezza di Cesena Nord e abbiamo imboccato la statale E45. Ci siamo fermati a un’ora da Assisi, nei pressi di Sansepolcro. Dopo aver parcheggiato il McLouis mi sono accorto ch’eravamo di fianco a un tir con cella frigorifera, provvisto di un generatore non propriamente silenzioso… perciò ci siamo spostati in altra area segnata.

Sabato 6 dicembre

Dormire in area di sosta non è mai agevole; c’è un andirivieni di veicoli a tutte le ore. Comunque sia, ho riposato volentieri per qualche ora e alle 7:00 del mattino io e Sabrina eravamo già operativi per metterci in strada. Temperatura alta per la media stagionale, con una percentuale di umidità di tutto rispetto. E il sole che fa capolino dalle nubi, a configurare una giornata di tardo autunno più che il periodo dell’avvento. Non venivo ad Assisi dal Capodanno del Giubileo, quando ho cercato di correre la maratona cittadina ma sono incorso in una lombo-sciatalgia. All’epoca c’era la neve, ora neanche l’ombra. Ma la E45 non è cambiata neanche un po’: una lunga teoria di buche, di rattoppi di asfalto, di tratti dissestati e cantieri itineranti. Ci avviciniamo al centro della città avvitandoci alla collina, in una dolce sequenza di tornanti.

Assisi fontemaggioUn posto strategico dove piazzare il camper e vedere Assisi è Fontemaggio (www.fontemaggio.it), sul monte Subasio, un complesso turistico che vede un albergo per giovani, dov’è possibile pernottare per i gruppi con prezzi agevolati, appartamenti e campeggio. Le piazzole sono allestite su dei gradevoli terrazzamenti, in mezzo alla natura, e dalla collina si apprezza un bel panorama della valle umbra e di Assisi. Si trova a soli 700 metri da Porta Cappuccini. Noi abbiamo percorso un bel tratto di sterrato in mezzo al bosco, in discesa, e in 10 minuti ci siamo trovati sotto le mura. Da lì si arriva a piazza Matteotti, poi la cattedrale di San Rufino e la piazza del Comune, dov’è possibile spostarsi ovunque si desideri nel centro della cittadella. Non poteva mancare una visita alla basilica superiore e inferiore di San Francesco, un vero e proprio balsamo per gli occhi e l’animo. Abbiamo pranzato in una tavola calda, con un panino al testo scaldato sulla pietra e del buon salame. Poi a zonzo per la città: San Francesco Piccolino; Santa Chiara, con la cripta dove sono conservate le sue spoglie mortali.

Assisi 3L’associazione Assicity cura i mercatini di Natale, che si possono trovare in Piazza del Comune, nel sagrato di Santa Chiara, sulla salitella per chi proviene dalla basilica inferiore del Santo. Tutto all’insegna della sobrietà, come si conviene a questa città “spirituale” per vocazione ma intenta comunque a mantenere il copioso il flusso di pellegrini e di indotti che il nome di San Francesco, patrono del Belpaese, chiama a sé ogni anno. Arredi natalizi, oggetti per la casa, cappelli e sciarpe, prodotti alimentari locali (e Norcia qui si ritaglia sempre il suo spazio tra cioccolato, tartufi e i celeberrimi salumi), ceramiche dipinte a mano, penne di legno affilate al tornio eccetera. C’è anche un simpatico trenino che, con un’offerta libera, accompagna genitori e bimbi per un breve tour tra le porte della città. In piazza del Comune ci sono anche spettacolini di magia, brevi intermezzi comici e musicali. Una piacevole atmosfera, insomma. La sera eravamo piuttosto provati per le lunghe passeggiate tra i saliscendi della città; ci siamo ritirati rapidamente in camper per sprofondare senza indugi in un sonno ristoratore.

Domenica 7 dicembre

Assisi 4Il mattino dopo, tonici e freschi, abbiamo aggirato l’hotel per infilare uno sterrato che ci avrebbe immessi sulla strada del monte Subasio. Due chilometri e mezzo a piedi ci separavano dall’Eremo delle Carceri. Il cielo plumbeo e coperto, qualche spruzzata di pioggia, ma imperterriti abbiamo caracollato per scorciatoie sassose e tratti di strada asfaltata, per ritrovarci infine di fronte ai cancelli dell’Eremo. Complimenti a Giacomo e Matteo, che si stanno rivelando dei buoni camminatori. L’Eremo, per chi lo ha visitato, non ha bisogno di commenti. Pure io, che sono un individuo notoriamente laico, provo sempre sentimenti di grande pace e raccoglimento spirituale nelle sue umili e dignitose stanze quanto nella lecceta, dove consiglio di perdersi in passeggiate, specie in questa stagione. Potreste incontrare una volpe, com’è accaduto a noi, o riflettere sulla vita meditabonda che conducevano i fraticelli Leone o Bernardo di Quintavalle, come vivevano in povertà e si ritiravano dal consorzio umano, rinchiudendosi per qualche giorno nelle loro grotte spoglie e fredde, a digiunare e pregare.

Assisi 5

Assisi 2Nel pomeriggio ci siamo dedicati a un’altra calata in città. Ho ancora negli occhi la basilica superiore nella luce del tramonto; ho fatto una foto perché mi scarseggiano le parole per descrivere questa breve e intensa epifania. Curiosità: il Comune stava provvedendo in quelle ore a dotare di luminarie le vie principali della città; mi è parso strano. Dalle nostre parti cominciano già a ottobre-novembre (?!?).

Per la cena abbiamo prenotato al ristorante La stalla, affiliato al campeggio. Il locale è ricavato nella stalla di un antico casolare di famiglia: volte in pietra annerite dalla fuliggine, tavoli alla francescana, all’insegna del “più è spartano e più ci piace”, un camino acceso che troneggia al centro della sala, dove puoi osservare la cuoca mentre stende sulla brace la carne o prepara qualche leccornia delle sue. Cucina umbra della tradizione. Qualche perplessità per le prenotazioni: il ristorante è stato letteralmente preso d’assalto e si è mangiato “a turni”; distribuivano dei biglietti numerati e si cercava di stare nei 40-50 minuti assegnati per il tavolo! Comunque il servizio è stato celere e cortese, avvezzo al volume di “pellegrini” gastronomici del ponte dell’Immacolata. Noi abbiamo cenato con un trittico (tre assaggi di primi piatti): strangozzi al pomodoro conditi con salsa piccante (sono simili ai nostri bigoli, con una salsa di pomodoro polposa e speziata); bigoli (sono gnocchi “allungati”, fatti di un impasto di ricotta, spinaci, parmigiano, uova e un pizzico di noce moscata); polenta fusa e salsa di pomodoro, il tutto innaffiato da del rosso di Fontemaggio IGT. E per finire un assaggio di vari dolcetti (giusto per golosità: tiramisù e crema al caffè con ricotta, zuppa inglese, tozzetti (con uvetta, mandorle e anice). Comunque se volete farvi venire l’acquolina in bocca eccovi il menù completo.

Lunedì 8 dicembre

Assisi 4 bisDopo una cena come quella che vi ho descritto qui sopra non c’è niente di meglio, per rimettersi in forma, di una corsa di primo mattino. Così alle 06:00 sono uscito dal camper, il cielo ancora trapuntato di stelle, per scendere la collina e conquistare Assisi con le mie scarpe da running. Uniche forme di vita, in stato di semi-veglia, a quell’ora, erano gli addetti alla nettezza urbana. Passando per qualche pensione udivo gli ingranaggi delle tostatrici rimettersi in moto dopo la sosta notturna, per emanare soavi balsami di polvere di caffè. Dai forni delle cucine profumi di vaniglia, invitanti. Sono sceso fino alla basilica inferiore del Santo, per una personale staffetta, e poi a sgroppare in salita, per più di un’ora, fino a raggiungere l’Eremo delle Carceri. Tornando a Fontemaggio il sole splendeva sulla valle, uno spettacolo incomparabile. Il gruppo servizi del campeggio è pulito e funzionale; nel periodo invernale è possibile utilizzare anche un bungalow riscaldato con le sue docce, ed è lì che mi sono diretto prima di ripresentarmi ripulito e propositivo all’appuntamento della colazione con la family.

Gubbio 1Dopo colazione abbiamo sistemato il McLouis, riavvolto il cavo della corrente e via, sulla strada di casa. Con tappa a Gubbio. Sulla torre campanaria del Palazzo dei Consoli c’erano quattro campanari pericolosamente in bilico, due coi piedi sul perno che permetteva la rotazione delle campane e altri 2 a ridosso del parapetto. Si esibivano in un concerto di rintocchi per il pubblico assiepato nella piazza sottostante. La temperatura atmosferica, nel frattempo, si è abbassata di qualche grado. Faceva freddo, e nei vicoli spirava un vento molesto. Ci siamo muniti di pane e affettati in un panificio e ci siamo ritirati nel camper per pranzare. Nella passeggiata di ritorno ho un piacevole ricordo di alcuni ponti medievali sul fiume, a ridosso delle mura antiche, scorci per noi inediti di questa bella città umbra che già avevo visitato con maggior attenzione e nel dettaglio qualche anno addietro.

Gubbio 2

 

Il viaggio in numeri

Equipaggio 2 adulti e 2 bimbi (9 e 6 anni)
Giornate di permanenza 4 giorni, 3 notti
Km percorsi A/R da Vicenza; spese carburante (diesel) 808 Km; 130 € approssimativi
Spese autostradali 30 € verosimili
Pasti estemporanei in take-away, paninoteche, bar 31 € per 4 persone (panino + bibita e 2 caffè)
Spese camping (2 notti) con allaccio elettrico 57 €
Cena al Ristorante La Stalla 47 € (4 primi piatti, 2 porzioni di dolce, vino, pane e coperto)
Visite La maggior parte degli edifici sacri in città sono a entrata libera
Trenino cittadino Offerta libera
Shopping mercatini di Natale Non pervenuto

Le foto sono di Sabrina Gialdoni.

 

Share Button