Roberto Benigni e i Dieci Comandamenti: meglio buttarsi su Dio

(fonte: sulromanzo.it)

di Alberto Carollo

roberto_benigni4C’era grande attesa per il rientro in Tv, dopo due anni, di Roberto Benigni con due serate dedicate ai dieci comandamenti. Dopo la sua personale esegesi dell’inno di Mameli nell’edizione del 2011 del Festival di Sanremo, vista da 12 milioni di telespettatori e dopo lo spettacolo sulla Costituzione del 2012, seguitissimo (12,6 milioni, a fronte di un 44% di share), Tutto Dante aveva invece registrato un calo considerevole di apprezzamento mediatico. Ma eccolo di nuovo a mamma RAI per un’altra scommessa, seguito dalle consuete polemiche sul compenso più che ragguardevole.

L’emozione del comico, all’entrata in scena, era palpabile. Cortese, Benigni, si è prodigato in ringraziamenti: «Vi leccherei a uno a uno», ha detto, mimando un cagnolino, felice di tornare sulla ribalta. Il gancio d’avvio è per la cronaca delle ultime settimane: «Abbiamo fatto una fatica a trovare tutte queste persone incensurate. […] Abbiamo avuto il permesso della Questura, della RAI, della Banda della Magliana… possiamo incominciare». È contento per l’accoglienza che Roma gli ha tributato; rimane per lui la città più bella del mondo. Sotto Natale, poi, con gli addobbi e le decorazioni. «Ce ne sono tantissime, specialmente quelle bianche e blu lampeggianti che hanno messo sopra le macchine per farle vedere meglio, con quei suoni tipo cornamuse». Il lazzo è facile, e diverte, ma il premio Oscar richiama presto all’ordine. Deve parlare della Bibbia, lui, non fare il racconto su Rebibbia.

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