(fonte: sulromanzo.it)

di Jacopo Mariani

stephen_collins_la_gigantesca_barba_malvagiaQuando si vuole raccontare una storia come La gigantesca barba malvagia (edita da Bao Publishing), non si può usare solo la parola.Stephen Collins ci ricorda che la narrazione per immagini diventa potentissima quando si fa metafora, caricandosi di significato.

Sentiamo sempre più spesso l’utilizzo del termine “graphic novel”, ma quasi sempre viene usato a sproposito. Siamo circondati da fumetti che si autocelebrano e tentano di arrivare laddove l’esordiente Collins è riuscito.

Con la scelta di utilizzare soltanto il bianco e il nero che continuano a mischiarsi e sembrano lottare per tutta l’opera per sovrastare l’uno lo spazio dell’altro, l’artista crea già un conflitto che va oltre la storia raccontata.

Leggendo le prime pagine sembra di entrare in una storia già nota: un mondo perfetto, abitato solo da individui glabri, in cui il nostro protagonista vive e che verrà sconvolto da un evento straordinario.

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