“La stagione degli scapoli” di Vincenzo Monfrecola: tra ironia sociale e di costume

(fonte: sulromanzo.it)

di Viviana Filippini

vincenzo_monfrecola_la_stagione_degli_scapoliLa stagione degli scapoli di Vincenzo Monfrecola ha lo humour tipico della commedia degli equivoci made in England di inizio del XX secolo ma, allo stesso, tempo nella trama ci sono momenti narrativi caratterizzati da una comicità tipica della cultura partenopea. Il nuovo libro di Monfrecola, pubblicato da Gargoyle, è un’analisi della società inglese di epoca edoardiana, con i suoi usi e costumi, dove si ha una netta sensazione della separazione tra ruoli maschili e femminili all’interno della società.

La storia prende il via a Londra, città nella quale Cyrill Billingwest, noto critico letterario, deve affrontare un grande dolore che lo ha colpito proprio in quello che avrebbe dovuto essere il momento più felice della sua vita: il fallimento del suo matrimonio. Cyrill avrebbe dovuto sposare l’amata Vera, ma lei lo ha lasciato poco prima di pronunciare il fatidico “sì”. L’uomo è così affranto, e allo stesso tempo arrabbiato per l’abbandono, che decide di darsi alla scrittura, stendendo di proprio pugno Le dodici mosse di Ulisse. Se quelle di Ercole erano dodici fatiche da superare per espiare una colpa personale (la morte dalla propria famiglia), le dodici mosse concepite dal protagonista sono una sorta di manuale di istruzioni con i rimedi infallibili e ideali per ogni scapolo, per trovare la salvezza dalla prigione dell’unione coniugale.

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