“Come si scrive un thriller di successo” di Andrea Del Castello

Come si scrive un thriller di successo è un volumetto agile e sfizioso di circa 150 pagine che farà sicuramente la gioia di tanti neofiti aspiranti scrittori e non solo. Pubblicato per i tipi di Lupi editore di Sulmona (AQ), è opera di Andrea Del Castello: scrittore, saggista e manager culturale che ho avuto modo di apprezzare e frequentare per le sue attività, in questi ultimi anni, a partire dall’eccellente Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali (MoVe, 2005), sottile e arguta disamina delle composizioni dell’ex-leader e chitarrista dei Dire Straits. Del Castello, oltre a essere un appassionato melomane ed esperto di social media, già autore de Il videoclip. Musicologia e dintorni dai Pink Floyd a You Tube (Cavinato, 2015), ha curato articoli per riviste di studi interdisciplinari italiane e straniere ed è molto competente sul versante della Narratologia e dello Storytelling. Conduce infatti anche corsi sui metodi di scrittura, e in parte questa scuola del fare e dell’esperienza è stata riversata nelle pagine di questo libro, fin dalla Premessa: «Gentile lettore, questo manuale ha uno scopo preciso: aiutare chi aspira a migliorare la propria scrittura. In particolare fornisce strumenti a chi si occupa di gialli. Ma anche gli scrittori che non raccontano storie criminali vi troveranno consigli utili alla loro attività creativa». Eccola qui, in sintesi, la sua mission: non solo chi intende occuparsi esclusivamente del genere, ma anche autori più inclini alla contaminazione degli stili e delle strutture narrative potranno beneficiare degli argomenti trattati in queste pagine.

Fermo restando che il consiglio cardine, non mai troppo ovvio da considerare, è l’importanza della lettura, Del Castello ribadisce quanto un autore che si rispetti deve saper coltivare la facoltà di “non leggere e basta” ma di saper interpretare, di acquisire la consapevolezza dei messaggi espliciti e impliciti veicolati da un testo, di essere in grado di decodificare le correnti letterarie, le tecniche e gli stili peculiari dei grandi maestri.

Perciò i primi capitoli di Come si scrive un thriller di successo si propongono di prendere per mano il lettore e fornirgli una bussola per orientarsi nei canoni fissati dal genere nelle sue molteplici ramificazioni: il giallo deduttivo, l’hard boiled, il thriller e il noir, con le relative specializzazioni: “psicologico”, “legale”, “medico” eccetera. Con queste tipologie viene fornita una panoramica d’insieme – ch’è pure una guida ragionata per colmare i buchi di letture formative sul tema – delle opere e degli autori più rappresentativi, a cavallo tra Ottocento e Novecento, e su fino ai giorni nostri. Di seguito il gioco si fa più duro e si entra fattivamente nel merito di come affrontare la stesura di un racconto o di un romanzo. Del Castello propone 11 regole generali che dovrebbero costituire, come le tavole della Legge, dei veri e propri Comandamenti per l’autore. Si insiste sull’azione (in ogni capitolo deve accadere qualcosa!), sul celebre adagio Show don’t tell, la necessità di evidenziare tramite le azioni ciò che i personaggi pensano e scelgono, e quale sia il loro punto di vista. Si prende spunto dalla realtà che si vive quotidianamente, ma non dev’essere un’imitazione aderente e pedissequa. Entrare nella pelle dei personaggi, ma anche curare molto l’autocritica, rileggere e sforbiciare il testo, ascoltare i feedback di chi ci legge e ci critica costruttivamente.

Andrea Del Castello

Avete in testa una storia? Siete pronti a lavorare sul soggetto? Siete disposti a sobbarcarvi la fatica di sviluppare i vostri personaggi? Del Castello vi trascinerà in questa impresa avvincente, con un linguaggio chiaro e inequivocabile, divulgativo, scevro di tecnicismi là dove non ne ve ne sia una cogente necessità. Vi scoprirete gradevolmente coinvolti nello sviluppo di un’idea in germe: «Spagna, 1995. Un torero compie dei delitti in serie.» Non siete curiosi di comprendere il resto, di vedere come questo semplice spunto possa acquisire volume e sostanza, accumulare elementi e descrizioni sempre più articolate fino a divenire un intreccio complesso?

Pur essendo io piuttosto smaliziato in quanto a letture di compendi di scrittura creativa e vademecum sulle tecniche di narrazione, devo dire che ho trovato in Come si scrive un thriller di successo degli spunti intriganti (mi si passi il gioco di parole parlando di “gialli”, ovvero di “intrighi”: rimango sul pezzo!), specie nel campionario di frasi, paragrafi o estratti di romanzi utilizzati come scandagli, dove appare evidente come l’arte (e diciamo anche il mestiere) dell’affabulatore (sia esso Giorgio Faletti, Andrea Camilleri, Mirko Zilahy, Gianrico Carofiglio, Jeffrey Deaver o Patricia Highsmith, giusto per citarne alcuni) è la risultante di fattori compositi: il bagaglio di letture ed esperienze professionali e di vita, un talento connaturato ma anche un lavoro disciplinato di lima e di incessante (ri)scrittura, un trascendere il codice (padroneggiarlo per infrangerne le regole) e sconfinare talvolta in territori che non gli sono propriamente peculiari, accettando la sfida (la musica, la poesia, le arti figurative, il cinema, la linguistica o la psicanalisi solo per fare qualche esempio). Davvero ben fatto il capitolo sulla forma e le figure retoriche, spesso tralasciato o appena accennato in altre, analoghe pubblicazioni. Utili si rivelano anche gli ultimi capitoli, dedicati a brevi ricognizioni sull’editing e la revisione delle bozze, fino a come proporre il manoscritto a una casa editrice.

In questa prospettiva il lavoro di Del Castello è più che mai attuale se collocato sulla linea di altri testi a lui più o meno coevi, ad esempio il Giancarlo De Cataldo di Come si racconta una storia nera (Rai Eri 2016), o di Hans Tuzzi, col suo Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore (Bollati Boringhieri, 2017) e fornisce un sincero e appassionato contributo alla polemica, sempre in fieri, sull’opportunità dei corsi di scrittura. A questo proposito Come si scrive un thriller di successo ospita una prefazione assai centrata di Romano De Marco, giallista prolifico (i suoi ultimi libri sono editi da Feltrinelli) che così commenta: «[…] è abbastanza diffuso un certo scetticismo nei confronti delle scuole e dei manuali per coloro che desiderano cimentarsi nella scrittura. Ciò, probabilmente, è dovuto al fatto che il linguaggio e le parole vengono comunemente percepiti come qualcosa di assodato, di accessibile a tutti, e quindi inutili da insegnare se non in ambito puramente scolastico. Il linguaggio letterario, però, è qualcosa di profondamente diverso dalla lingua parlata».

Ricordiamoci di questa considerazione. Col suo approccio diretto e concreto al tema, Come si scrive un thriller di successo è un manuale onesto e ben congegnato, per introdurci nel laboratorio della narrazione, non solo di genere – va sottolineato, una volta ancora –: una visita guidata nel retrobottega dei grandi autori che sono divenuti dei classici, per conoscere meglio la loro singolare visione del mondo e svelare qualche trucco del mestiere. Scusate se è poco.

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