O3dipus. Il crocevia del destino

Negli ultimi tempi sto gestendo O3DIPUS. IL CROCEVIA DEL DESTINO, un progetto collettivo di scrittura che ho ideato da per il Vicenza Time Cafè.

Si tratta di un seminario di scrittura creativa articolato, al momento, su tre mesi (settembre / ottobre / novembre) che convergerà su un evento finale a sorpresa, previsto per fine novembre.

Il titolo di questa Masterclass è O3dipus. Il crocevia del destino e prende spunto e alcuni temi dalle attività svolte nel corso di quest’anno di incontri al Vicenza Time Cafè, rispetto a diverse discipline. Il motivo originario di riferimento è il mito tramandatoci dalla tragedia di Sofocle, ma questo è solo incidentale. Nel soggetto proposto, sul quale stiamo lavorando, questi elementi sono del tutto attualizzati e ambientati nella nostra realtà vicentina.

Stiamo lavorando come un team creativo su un soggetto e una rosa di personaggi; è uno “scrivere insieme”, mettendo la propria libertà e creatività al servizio di un ambito condiviso. I vari racconti elaborati vengono discussi in gruppo e armonizzati con lo sviluppo di un intreccio. Seguiremo l’evoluzione dei personaggi e cercheremo di focalizzare alcuni temi portanti. Sempre in team decideremo lo scioglimento della vicenda.

  I contenuti del progetto sono fruibili in un blog, al seguente indirizzo: www.o3dipus.wordpress.com. La pagina raccoglierà nei prossimi tempi gli elaborati prodotti dal gruppo. Gli autori coinvolti scrivono a casa, da soli, nel corso dei tre mesi dedicati alla Masterclass. Io farò da moderatore, risponderò alle domande in una apposita Mailing List, fornirò indicazioni riguardo al soggetto condiviso nel laboratorio e seguirò sempre a distanza, via mail, la costruzione e la revisione degli elaborati. Vengono dedicati 5 appuntamenti nei locali del Vicenza Time Cafè per coordinare le attività di redazione, armonizzare e collegare i vari tasselli/episodi del progetto di cui questo blog conserva testimonianza.

Seguiranno, anche in questa pagina, ulteriori aggiornamenti/news sul progetto O3dipus.

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Claudio Magris, “Segreti e no”

Prime letture del 2018: “Svelare il segreto, portarlo alla luce, significa sempre anche deformarlo, già solo per il fatto di immetterlo in un contesto diverso, così come nel principio di indeterminazione di Heisenberg osservare un fenomeno significa già modificarlo, per cui si viene a conoscere non il preteso (inesistente?) fenomeno in sé, bensì il fenomeno conosciuto e osservato.” (Claudio Magris, ‘Segreti e no’, Bompiani)

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“Come si scrive un thriller di successo” di Andrea Del Castello

Come si scrive un thriller di successo è un volumetto agile e sfizioso di circa 150 pagine che farà sicuramente la gioia di tanti neofiti aspiranti scrittori e non solo. Pubblicato per i tipi di Lupi editore di Sulmona (AQ), è opera di Andrea Del Castello: scrittore, saggista e manager culturale che ho avuto modo di apprezzare e frequentare per le sue attività, in questi ultimi anni, a partire dall’eccellente Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali (MoVe, 2005), sottile e arguta disamina delle composizioni dell’ex-leader e chitarrista dei Dire Straits. Del Castello, oltre a essere un appassionato melomane ed esperto di social media, già autore de Il videoclip. Musicologia e dintorni dai Pink Floyd a You Tube (Cavinato, 2015), ha curato articoli per riviste di studi interdisciplinari italiane e straniere ed è molto competente sul versante della Narratologia e dello Storytelling. Conduce infatti anche corsi sui metodi di scrittura, e in parte questa scuola del fare e dell’esperienza è stata riversata nelle pagine di questo libro, fin dalla Premessa: «Gentile lettore, questo manuale ha uno scopo preciso: aiutare chi aspira a migliorare la propria scrittura. In particolare fornisce strumenti a chi si occupa di gialli. Ma anche gli scrittori che non raccontano storie criminali vi troveranno consigli utili alla loro attività creativa». Eccola qui, in sintesi, la sua mission: non solo chi intende occuparsi esclusivamente del genere, ma anche autori più inclini alla contaminazione degli stili e delle strutture narrative potranno beneficiare degli argomenti trattati in queste pagine. Continua a leggere

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Sedotti dall’impossibile. “Dove la storia finisce” di Alessandro Piperno

L’articolo è stato pubblicato in Sul Romanzo il 03/11/2016

È uscito in libreria agli inizi di ottobre il nuovo romanzo di Alessandro Piperno, Dove la storia finisce, edito da Mondadori. È passata una manciata d’anni dai racconti-mémoires di Pubblici infortuni (2013), dalla saga dei Pontecorvo, in Persecuzione (2010) e Inseparabili (Premio Strega, 2012). Ne sono trascorsi undici dall’esordio col botto, Con le peggiori intenzioni (2005) e lo scrittore romano, ebreo per parte di padre, racconta ulteriori sfaccettature della borghesia ebraica altolocata: le convenzioni sociali, le occasioni mancate, l’incomunicabilità, lo smarrimento esistenziale, le invidie e le ambizioni frustrate. Sembrerebbe una vicenda privata, e in effetti lo è per gran parte del racconto, ma poi interviene un evento imprevisto a spezzare il tutto e il lettore perde di vista il particolare per trovarsi, quasi catapultato, a contemplare squarci di un possibile affresco epocale. Continua a leggere

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La nobile arte dello scrivere. “Lo spazio obliquo” di Lidia Furlan

Lidia Furlan

Lidia Furlan (Venezia, 1980) è una giovane autrice che vive in un posto splendido, a Mira, sulla Riviera del Brenta. Laureata in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, ha lavorato come ufficio stampa nel settore teatrale e oggi si occupa di Comunicazione. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente questa creatura minuta e delicata quanto i suoi arabeschi di parole e – diciamo così – di tenere a battesimo questo suo esordio letterario, in occasione di una tavola rotonda imperniata sui percorsi della scrittura.

Sui percorsi della scrittura si addentra Lo spazio obliquo (Edizioni Saecula, 2017), questa sua prima, coraggiosa fatica. Perché coraggiosa? Per una serie di motivi. Primo fra tutti la capacità di misurarsi con la propria sofferenza – perciò fragile solo in apparenza, lei, ma salda e consapevole dell’implosione interiore di una forza che attendeva solo il momento e lo strumento propizi per essere drenata ed esteriorizzata –, di contenere le emozioni, per quanto destabilizzanti, di farle sedimentare per poi tradurle in carta e inchiostro, a uso consumo e proiezione per il suo lettore. Continua a leggere

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