Festa delle donne: questo Paese non si salverà senza la meritocrazia

Di seguito potete leggere la mia intervista a Maria Latella, in occasione della Festa delle donne, comparsa l’8 marzo scorso sul sito di Sul Romanzo.

maria_latella_il_potere_delle_donne._confessioni_e_consigli_delle_ragazze_di_successoNella ricorrenza della Festa delle donne abbiamo avuto il piacere di conversare con Maria Latella, scrittrice, giornalista, editorialista e blogger de «Il Messaggero», inviata per la politica al «Corriere della Sera», direttrice per sette anni del settimanale «A», autrice e conduttrice di trasmissioni su Skytg24. In questi giorni è uscita per Feltrinelli la sua ultima fatica letteraria, Il potere delle donne. Confessioni e consigli delle ragazze di successo.

L’8 marzo è la Festa delle donne. Pensa sia importante e doveroso onorare questa ricorrenza e con quale spirito festeggerà questa giornata, se la festeggerà, Maria Latella?

Penso che vada celebrata perché è ancora troppo presto per rinunciare a una data così significativa. Ci sono quelli che dicono «l’otto marzo per me è tutti i giorni», banalità di cui io non sono convinta. L’otto marzo deve essere festeggiato e l’ho onorato regolarmente tutti i santi giorni ma in quella data lì va ricordato il concetto che in questo Paese – così come in tutti gli altri Paesi in cui le donne stanno passando dei pessimi momenti – non c’è equilibrio se non c’è armonia tra i generi. Come riconosciamo ai nostri amici e ai nostri colleghi maschi la straordinaria bellezza del lavorare e vivere insieme, così deve essere reciproco.

Il suo nuovo libro si apre sulla figura di Rita Levi Montalcini, illustre scienziata e premio Nobel, scomparsa nel 2012, autorevole quanto “pervasiva” se riferita al mondo femminile. Vuole raccontare ai lettori di «Sul Romanzo» com’è nata l’idea di questo libro e di come ha organizzato i “ritratti” di donne di cui è composto?

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Capodanno ad Arabba in camper

ArabbaArabba è una delle località sciistiche più rinomate delle Dolomiti e fa parte del prestigioso comprensorio Dolomiti Superski. Trascorrervi il Capodanno, per noi camperisti amanti dello sci, vuol dire scegliere una meta di sicuro interesse: per la bellezza del paesaggio alpino, aspro e incantevole, ma pure per l’aspetto logistico, con un occhio al portafogli (in tempi di spending review) che la rende ulteriormente appetibile.

Da Vicenza per raggiungere la frazione di Livinallongo del Col di Lana (Belluno), sotto il passo del Pordoi, ci si impiegano in camper poco più di 3 ore, per un totale di 168 Km complessivi. Vi consiglio, una volta passata Alleghe e l’abitato di Caprile, di rimanere sulla strada regionale 203, svoltando a destra all’altezza dell’Hotel La Montanina. Facendo così allungherete un po’ il percorso ma questo vi permetterà di guidare in una strada di montagna dalla carreggiata più ampia e agevole per il vostro veicolo ricreazionale. Continua a leggere

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Chi vuol esser lieto sia…

Buon 2015

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Buone feste da Samantha Cristoforetti nello Spazio

(fonte: ilpost.it)

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Dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), l’astronauta italiana Samantha Cristoforettiha inviato sulla Terra i suoi auguri di buone feste insieme con gli astronauti statunitensi Terry Virts e Barry Wilmore. Per l’occasione, parte di un modulo della ISS è stato addobbato con alcune calze e un albero di Natale, attaccato al soffitto. Cristoforetti si trova in orbita, a circa 400 chilometri dal nostro pianeta, da un mese circa e resterà sulla ISS fino al prossimo maggio.

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Antonia Arslan, Il calendario dell’Avvento

La copertina dell’ultimo libro di Antonia ArslanIl calendario dell’Avvento, edito da Piemme, è molto evocativa: una bimba di fronte a una porta finestra, oltre la quale c’è un firmamento di stelle e nebulose, un universo di storie che si “squadernano”. E non posso fare a meno di andare con la mente a quella bambina che ascoltò per prima, sotto un pergolato di glicine, il tragico racconto della “masseria delle allodole” da quel brillante ed enigmatico signore anatolico ch’era nonno Yerwant.

Il calendario dell’Avvento è una diretta filiazione di quel racconto, e la bimba Antonia è ancora curiosa e avida di storie, dolci e terribili, misteriose quanto meravigliose, eppur colme di speranza. Risiede qui la magia di un’attesa(epigrafe e commento introduttivo al testo) e il nastro della memoria si riavvolge per condurci in una Amburgo di tanti anni fa, immersa nello spirito natalizio, dove l’autrice vide i primi calendari dell’Avvento (carta grossolana, colori improbabili ma c’erano quelle finestrine, quei risvolti di carta da sollevare con l’unghia, per soddisfare una curiosità tutta infantile). «Quattro le settimane dell’Avvento; quattro le candele che si devono accendere sul davanzale della finestra, una per ogni domenica, piccole luci auguranti che ricordano al passante che in quella casa si sa che dicembre è lo scrigno di ogni festa futura, e si contano uno per uno tutti i giorni del mese, dal primo al 25 […]. Alfa e Omega, principio e fine, nascita e morte. E in mezzo il respiro di un’attesa.» Continua a leggere

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