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	<title>Il blog di Alberto Carollo &#187; casi miei</title>
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	<description>Lettura, scrittura e quant&#039;altro. E ci faremo pure i casi miei...</description>
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		<title>Rosso Africa al Galla Caffè</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 8 febbraio ore 18.30 presso il Galla Caffè corso Palladio 11 36100 Vicenza Ausilio Bertoli presenta il suo romanzo &#8220;Rosso Africa&#8221; (Mimesis, 2011). Intervengono Marianna Bonelli e Alberto Carollo. &#8220;Il brillante e sensibile funzionario di una grande banca subisce un pesante attacco di mobbing per aver concesso prestiti non garantiti a clienti onesti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300;"><strong>Mercoledì 8 febbraio</strong></span><br />
ore 18.30</p>
<p>presso il <a title="galla caffè" href="http://www.galla1880.com/it/puntivendita-6.html">Galla Caffè</a><br />
corso Palladio 11<br />
36100 Vicenza</p>
<p><strong>Ausilio Bertoli</strong> presenta il suo romanzo &#8220;Rosso Africa&#8221; (Mimesis, 2011).<br />
Intervengono <strong>Marianna Bonelli</strong> e<strong> Alberto Carollo</strong>.</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/rosso_africa_cover.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-917" title="rosso_africa_cover" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/rosso_africa_cover-197x300.jpg" alt="rosso africa cover" width="197" height="300" /></a>&#8220;Il brillante e sensibile funzionario di una grande banca subisce un pesante attacco di mobbing per aver concesso prestiti non garantiti a clienti onesti in difficoltà. Vittima di un grave incidente stradale che lo segna profondamente, abbandona comodità e sicurezze economiche per aggregarsi volontariamente alla <em>Pro Africa Association</em>, organizzazione umanitaria che gli farà ritrovare &#8211; in Mozambico e nel Malawi &#8211; la propria ragione esistenziale tra i ragazzi più poveri dei poveri, affrancandoli non solo dalla schiavitù e dalle malattie, ma anche dalle atrocità consumate ai loro danni. Un intenso romanzo antropologico e d&#8217;amore.&#8221;</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/02/04/rosso-africa-al-galla-caffe/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;arte del piano B</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gianfranco Franchi, L&#8217;arte del piano B. Un libro strategico (Piano B Edizioni, 2011, pp. 148, € 13,50 ISBN 978-88-96665-35-0) «L&#8217;uomo del piano B è uno che non te ne sei nemmeno accorto ma tutto a un tratto ha preso e ha cambiato lavoro e ha cambiato casa. Oppure ha cambiato estetica, e ha cambiato lessico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gianfranco Franchi, <em>L&#8217;arte del piano B. Un libro strategico</em><br />
(Piano B Edizioni, 2011, pp. 148, € 13,50 ISBN 978-88-96665-35-0)</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/larte-del-piano-B_cover.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-219113339" title="l'arte del piano B_cover" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/larte-del-piano-B_cover.jpg" alt="l'arte del piano B-cover" width="178" height="283" /></a>«L&#8217;uomo del piano B è uno che non te ne sei nemmeno accorto ma tutto a un tratto ha preso e ha cambiato lavoro e ha cambiato casa. Oppure ha cambiato estetica, e ha cambiato lessico. Non ti ha semplicemente disorientato: t&#8217;ha proprio spiazzato.»<br />
Mi sono sentito gradevolmente in sintonia con questo arguto libro di Franchi, non solo perché di recente ho cambiato lavoro e in parte stile e organizzazione della mia vita – a chi potrebbe interessare, in questa sede? -, bensì per il fatto che <em>L&#8217;arte del piano B</em> è una panacea concepita e realizzata con sorprendente tempestività. Il libro giusto, edito nel momento giusto da un editore giusto e interessante quanto fortunato, che ha trovato in uno dei suoi autori la propria icona.<span id="more-219113337"></span><br />
Mai come ora c&#8217;è bisogno di un piano B, di un pungolo non esclusivamente culturale a rimettere in discussione le nostre interazioni con la realtà nella quale siamo immersi. Tutti, dice Franchi, abbiamo un piano B (pensateci, è davvero così); eppure non tutti siamo uomini del piano B. C&#8217;è bisogno di un ulteriore scarto, di uno slittamento che fa la differenza, dell&#8217;abilità di intuire che si stanno creando le condizioni per attuarlo, il nostro piano B, di armarci del coraggio e della determinazione necessari a fare fagotto di quelle quattro certezze che abbiamo stivato per l&#8217;inverno, nella nostra dispensa della vita, e come un atleta esperto lanciarci in una improvvisa, inaspettata volata. Per vincere.</p>
<p><em>L&#8217;arte del piano B</em> è un manuale pratico e divertente, una parodia, per certi aspetti, dei ben noti for dummies americani; è una guida trasversale e politicamente scorretta (certo: è molto di più) alla via di fuga. Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), letterato romano di sangue giuliano, austriaco e istriano ha questa ammirevole curiosità, questa capacità di mettersi in ascolto, di percepire le dinamiche della contemporaneità; ha una peculiare attenzione ai fenomeni sociali, culturali e politici del nostro tempo e dispone di un background estremamente versatile e ricco di riferimenti culturali (letteratura, cinema, musica e moderne tecnologie). I suoi temi gravitano con forza e coerenza sulla necessità di operare scelte culturali, di volgerci a una media e piccola editoria di qualità, non ancora strumentalizzata dagli interessi dei grandi gruppi di potere. Il Franchi artefice e curatore del frequentato portale di comunicazione letteraria e dello spettacolo Lankelot.eu; il Franchi poeta de <em>L&#8217;inadempienza</em> (Il Foglio, 2008); il Franchi narratore in <em>Monteverde</em> (Castelvecchi, 2009) o critico e biografo musicale in <em>Radiohead</em> (Arcana, 2009); il Franchi scout editoriale si compongono in una unica, multiforme personalità lesta a sgamare la faziosità di alcuni intellettuali modaioli che si fanno blandire dall&#8217;industria editoriale pur di accaparrarsi un lettore in più. Oppure sbertuccia il fancazzismo qualunquista di alcuni social network in cui la comunicazione è dispersa e ricombinata in modo illogico, a configurare nuove barbarie: «Cos&#8217;è che sta rovinando la qualità del lavoro, negli uffici, nei negozi, negli sportelli aperti al pubblico, da dieci anni circa a questa parte? La deconcentrazione. (…) La deconcentrazione del multitasking. (…) la possibilità di essere connessi ventiquattrore al giorno alle fonti di informazione, al proprio social network o proprio sito di riferimento, mantenendo al contempo viva la comunicazione con più di una persona, in tempo (almeno potenzialmente) reale. (…) dedicarsi a tante attività contemporaneamente, nell&#8217;assurda pretesa di essere perfettamente in grado di assicurare la stessa qualità di lavoro a ognuna di esse.»</p>
<p>Una risposta, propone Franchi, per riguadagnare la concentrazione, potrebbe essere la cucina. Quando un uomo cucina non può che essere concentrato. Non c&#8217;è niente di più bello di un piatto cucinato con passione ed amore, scrive il nostro. E non posso fare a meno di pensare al mantra rilassante di un risotto portato lentamente a cottura, con dedizione. Meditiamo. E ancora un pressante invito a ritornare ad una essenzialità nello stile di vita e di espressione. «Una delle soluzioni più sensate scelte da molti uomini del piano B è stata quella di passarsi tavolini, armadi, mobiletti o vecchi impianti stereo che non venivano più accesi da un pezzo; per arginare le spese, contenere i costi e avere qualcosa del proprio amico, della propria amica, in casa, con sé, tutti i giorni. E non c&#8217;è lettore di Second Hand che non abbia deciso di comprare qualcosa che avesse già vissuto almeno un&#8217;altra vita, altrove. La vita nuova s&#8217;è formata su una piccola cosa da niente. Incantevole.»</p>
<p>Il testo è congegnato per principi, esempi, applicazioni. È rivolto a tutti perché parla un linguaggio dallo stile minimale ed elegante quanto popular – se fosse musica sarebbe <em>Abbey Road</em> per intenderci. Gustose le invenzioni degli interludi; si legga a tal proposito <em>L&#8217;incontro col disfattista: un nemico del piano B</em>, vera  e propria operetta morale, caustica fustigatrice dei costumi attuali di un&#8217;italietta rassegnata e mortifera che ha smesso di coltivare sogni e progetti. Mi ha deliziato leggere di Ivan, il Pagatore di Bollette, personaggio fiabesco e forse non del tutto paradossale: «Non è chiaro se si tratti d&#8217;un soprannome scelto dai media, da un giornalista buontempone che ha forgiato una strana crasi tra “Iva” e “Iban”, oppure se sia proprio il suo nome di battesimo. Sta di fatto che è così che a tutti piace chiamare il Pagatore di Bollette: Ivan. Ivan è un vero esempio di professionalità. Ciò che riceve va a pagare, entro ventiquattrore.»</p>
<p>Da tempo ho fatto mia una celebre massima di Claudio Appio Cieco: Faber est suae quisque fortunae. Ciascuno è artefice del proprio destino. Mi è sempre piaciuto contrapporla al pensiero di tanti lamentosi filistei che attendono invano dal cielo un qualsivoglia segnale della provvidenza. Franchi riprende la frase e la applica al piano B-pensiero: «È una massima che ogni uomo del piano B ha come impressa a fuoco nel suo dna. Ci sono uomini del piano B che hanno deciso di stampare il loro ex libris con quel motto. (…) Ci sono stati figli di uomini del piano B che hanno inciso quelle sacre parole sulla corona funebre dei loro padri, consapevoli che erano le parole giuste per accompagnarli nell&#8217;aldilà. Ci sono stati interi piani B che sono stati ispirati, nel momento determinante, solo ed esclusivamente da quel motto.»</p>
<p>Si può anche non essere d&#8217;accordo con alcuni sillogismi del Franchi-pensiero ma è innegabile che la lettura de <em>L&#8217;arte del piano B</em> lascia il segno se rapportata ad un generale confronto col mondo attuale, se la si considera in una prospettiva volta al superamento di schemi ormai frusti, all&#8217;aggiramento di una impasse letale in termini di dispersione di umane energie. «Se c&#8217;è una cosa che dobbiamo fare, come prima mancata classe dirigente del paese, è prendere atto che sta a noi avere la fantasia, lo spirito e l&#8217;intelligenza per immaginare nuovi paradigmi politici, economici, esistenziali. (…) Siamo stati allevati e alfabetizzati per un&#8217;Italia che non esiste più. (…) Ha senso cercare una via di fuga. Ha senso cercare il sentiero per la fondazione di qualcosa di radicalmente diverso. Un altro paradigma.»<br />
È così chiaro e semplice che ci chiediamo – noi tutti che abbiamo un piano B e forse non siamo ancora uomini del piano B – come Franchi abbia potuto descrivercelo con una tale naturalezza e perspicuità. Eppure era sotto i nostri occhi. Possiamo stare bene, se lo vogliamo. Ma bene davvero.</p>
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		<title>Quarantacinque</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capita che un genitore compia quarantacinque anni. Capita che il giorno del suo compleanno gli avvenimenti non abbiano propriamente uno svolgimento fluido e rilassato. Tanto per cominciare al lavoro c&#8217;è qualche frizione, le comunicazioni tra i colleghi si complicano e il nostro quarantacinquenne tenta di svicolare, di sottrarsi alla tensione che imperversa. Aveva procurato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_219113332" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0022.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113332" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0022-300x225.jpg" alt="torta dei 45" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La torta a strati dei 45</p></div>
<p>Capita che un genitore compia quarantacinque anni. Capita che il giorno del suo compleanno gli avvenimenti non abbiano propriamente uno svolgimento fluido e rilassato. Tanto per cominciare al lavoro c&#8217;è qualche frizione, le comunicazioni tra i colleghi si complicano e il nostro quarantacinquenne tenta di svicolare, di sottrarsi alla tensione che imperversa. Aveva procurato un dolcetto fragrante e gustoso, fatto in casa dalla moglie, per allietare l&#8217;atmosfera e festeggiare in compagnia una ricorrenza che bene o male c&#8217;è. <span id="more-219113335"></span>Ovvero, il nostro genitore non prende mai bene il proprio genetliaco, lo vive con un lieve smottamento sul piano psicologico. Invariabilmente deraglia in uno stato di soffusa malinconia: un altro anno, i bilanci inevitabili dell&#8217;esistenza, a quali non riesce puntualmente a sottrarsi. Tante cose ancora da fare: obiettivi, progetti. E il tempo che stringe. Non che non sia soddisfatto di sé; al contrario, le cose gli vanno decisamente bene. Potrebbero andare anche meglio ma lui è uno che la prende con filosofia, che sa apprezzare quanto di buono la vita ha in serbo per lui. È forse questa storia della “filosofia” che lo mette in lieve disagio riguardo al pensiero del Tempo che frulla. <em>Tempus fugit</em>.</p>
<p>Capita che gli arrivi una telefonata dalla scuola del figlio. Il bimbo lamenta mal di pancia, è meglio se uno dei genitori lo viene a prendere. Allora il padre di famiglia telefona alla moglie, in giro per commissioni. Non è reperibile. Un disguido ulteriore, un cellulare nuovo, col quale non si ha ancora la necessaria dimestichezza, e lei si accorgerà dopo un&#8217;ora dei messaggi/chiamate. Ma il <em>pater</em> è un po&#8217; sollevato di poter staccare dal lavoro, pure per la necessità di dover andare a prelevare il pargolo. Pure se avrebbe volentieri festeggiato il suo compleanno e brindato coi colleghi.</p>
<p>Capita che il figlio in prima elementare sia un po&#8217; in crisi. Niente di che, è bravo, si applica e proprio nel giorno del compleanno di suo padre gli ha portato a casa un 10 e lode perché ha recitato alla perfezione la filastrocca che gli aveva dato in compito la maestra. Solo è un periodo che regge con difficoltà l&#8217;impegno di quelle ore a leggere, scrivere, disegnare e far di conto. O qualche intemperanza delle maestre che perdono la pazienza &#8211; anche loro sono sovraccaricate per svariati, più o meno nobili motivi. O perché sono distratte rispetto a qualche esigenza dei pargoli. In parte può rientrare nell&#8217;ordine naturale delle cose; a volte è una miopia di singoli professionisti che ricoprono ruoli e funzioni educative, se non qualche riprovevole atteggiamento improntato ad una idiosincrasia personale e indiscriminata. Se non, diciamola tutta, qualche meschina faziosità. Non dovrebbe andare così ma si sa come va il mondo. La questione, con questi piccoli uomini e donne, è che sono in un&#8217;età nella quale non dispongono ancora degli strumenti e della consapevolezza per potersi difendere. Sono preda della loro meravigliosa e sconfinata sensibilità, e perciò più vulnerabili. Sono dei piccoli Svarovski; non puoi maneggiarli con le zampe di un ippopotamo. Capita allora che il pargoletto ci marci un poco su quel mal di pancia e approfitti della situazione per svicolare dalle spire dell&#8217;istituzione. Il “genitore senza aiuti” lo preleva da scuola e il figlio è felice di vederlo. Anche la bidella apprende del compleanno e porge gentilmente i suoi auguri. Una volta rientrati alla magione si è fatto quasi mezzogiorno e la moglie – rincasata pure lei &#8211; deve ripartire: il suo corso d&#8217;aggiornamento inizia tra una mezzora.</p>
<p>Così il nostro quarantacinquenne è inchiodato ai suoi doveri di <em>pater familias</em>. Non che la cosa non gli vada a genio, beninteso. Trascorrere del tempo con i propri figli è sempre un&#8217;opportunità intrigante quanto, ahimé, particolarmente impegnativa e il nostro genitore, forse, non si aspettava che la giornata prendesse questa piega. Sempre di tempo stiamo parlando, e il genitore ricorda en passant che da adolescente inanellò alcuni versi che si condensarono in una breve poesia, che titolò: <em>Il tempo è mio nemico</em>. Il tempo non è nemico di nessuno, pensa ora il nostro genitore “senza aiuti”. Il tempo diventa nemico di coloro che non sanno organizzarselo a dovere. E l&#8217;unico modo per farsi amico il tempo è prenderlo per le corna. Magari gli riuscisse sempre, pensa il nostro quarantacinquenne “senza aiuti”, di domare il tempo. Rendere preziose quelle ore da trascorrere con la prole, quelle ore che dovrebbero traghettarlo fino a sera, dove gli eredi dormono il loro sonno ricarica-batterie. Fino a sera, dove il nostro genitore “senza aiuti” potrà riprendere pieno possesso di un tempo più “personale”, da dedicarsi per far sedimentare esperienze ed impressioni diurne.</p>
<p>Non ha ricette che possano tornare utili per ogni situazione, il nostro genitore “senza aiuti”, ma se desiderate prendere come suggerimento le attività che seguono, dovete essere muniti essenzialmente di due requisiti:<br />
a) una ciclopica pazienza; b) niente isterismi da massaie hi-tech che la cucina l&#8217;acquistano solo per contemplarla ed è sempre intonsa e inaccessibile come un fascinoso monolite.<br />
Detto questo il nostro quarantacinquenne ha prima seguito il figlio maggiore con le lezioni per casa; poi insieme sono passati a prelevare l&#8217;altro cucciolo all&#8217;asilo. Programma del pomeriggio (una volta appurato che il pancino del grande si era “miracolosamente” risanato): organizzare la festa di compleanno di papà. Così, dopo aver appeso un bello striscione con la scritta Buon compleanno sulla parete di fondo del soggiorno e qualche stella filante alle travi del soffitto, il trio si è dedicato alla preparazione di una “complessa” torta a strati. Cose da far impallidire Willy Wonka e i suoi Umpa Lumpa.</p>
<p><em>Torta a strati dei 45.</em></p>
<p>Ingredienti: 500 gr. di panna fresca da montare; 2 confezioni di biscotti secchi tipo “Petit”; 1 confezione di cacao magro in polvere finissima; latte fresco intero a disposizione; 1 confezione di dolci decori, tipo “musetti di orsetto” et similia; 1 busta di zucchero a velo vanigliato; 1 candelina.</p>
<div id="attachment_219113333" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0020.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113333" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0020-300x225.jpg" alt="super heroes" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il festeggiato con i due super-eroi</p></div>
<p>Versare la panna fresca in una ciotola e farla montare dai bimbi col minipinner. Attenzione, nervi saldi. I pensili rossi della cucina si copriranno di puntini bianchi, tipo sorella della Pimpa. A nulla varranno le vostre reiterate imprecazioni e richiami alla gestione corretta del minipinner.<br />
Prendere una pirofila capiente e creare un pavimento di biscotti inzuppati per bene nel latte. Versare un primo strato di panna montata sopra il letto di biscotti. Creare un secondo strato di biscotti inzuppati; a questo punto cospargere di cacao magro finissimo, con l&#8217;ausilio di un colino, la superficie della torta, litigando a più riprese con gli eredi, immancabilmente lordi di panna, latte e cioccolato, nel tentativo di contenere gli effetti della polvere di cacao che andrà a depositarsi sul parquet del soggiorno – con grande giubilo del cane.<br />
Coprire con ulteriore strato di biscotti e panna (se nel frattempo avrete ancora abbastanza panna salvaguardata dalle dita rapaci dei golosi bricconcelli). Il lavoro di precisione (si fa per dire) consiste nel ritagliare da un cartoncino i due numeri corrispondenti all&#8217;età del genitore e adagiarli sulla superficie cosparsa di cacao finissimo. Distribuire infine col colino dello zucchero a velo vanigliato nei bordi del cartoncino ritagliato. Asportare il cartoncino con delicatezza, evitando di bestemmiare se qualcosa va storto. Permettere alla squadra di demolizione che vi assiste di collocare i dolci decori qua e là. Per compattare il tutto, conservare in frigorifero e servire in tavola dopo qualche ora, difendendo strenuamente la roccaforte dagli assalti dei turchi affamati. La candelina sulla torta svetta solinga e rincuora il genitore in quanto puramente simbolica – in compagnia di altre quarantaquattro avrebbe investito di sgomento il nostro malcapitato.</p>
<p>Effetti a breve e medio termine: la sera arriverà con maggiore rapidità nella vostra percezione del tempo. Se non avrete perso le staffe e mantenuto il necessario equilibrio mentale, noterete che pure la velata malinconia del quarantacinquenne avrà infilato alla chetichella la porta di servizio. Concludiamo con il calzante auspicio che ci ha rivolto un carissimo amico: «Uno scrittore finisce per avere nella vita la pazienza di cui ha avuto bisogno per scrivere» (José Saramago, Cecità).</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0021-e1326962727889.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-219113334" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0021-e1326962727889-225x300.jpg" alt="il festeggiato" width="225" height="300" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/01/19/quarantacinque/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Beatlefest 2012 &#8211; Winter Edition</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 08:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era gremito il Teatro San Marco di Vicenza ieri sera per il Beatlefest 2012 edizione invernale. Quel che mi colpisce sempre, nel fenomeno Beatles, è la sua trasversalità e permanenza, l&#8217;attraversare il tempo e unire molte generazioni; in sala, spalla a spalla con le abituali teste calve e sale e pepe c&#8217;erano madri di famiglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/beatlefest-wint2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-219113330" title="beatlefest-wint2012" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/beatlefest-wint2012-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Era gremito il Teatro San Marco di Vicenza ieri sera per il <em>Beatlefest 2012</em> edizione invernale. Quel che mi colpisce sempre, nel fenomeno Beatles, è la sua trasversalità e permanenza, l&#8217;attraversare il tempo e unire molte generazioni; in sala, spalla a spalla con le abituali teste calve e sale e pepe c&#8217;erano madri di famiglia e adolescenti. Nella fila di fronte alla mia c&#8217;erano cinque ragazzine che conoscevano a menadito i testi delle canzoni e si agitavano forsennate come fossero ad un concerto di Fabri Fibra o di Lady Gaga. Il che è decisamente confortante.<span id="more-219113326"></span><br />
Il bello di queste celebrazioni è che sono organizzate da veri appassionati più che da professionisti, il che vale sia per lo staff organizzatore che per i musicisti. La kermesse musicale si svolgeva abitualmente a Dueville (VI) ad opera di una locale associazione, <em>Dedalo curioso</em>; quest’anno è stata portata nel cuore della città con l&#8217;ausilio di varie sinergie.<br />
Doveva essere presente pure Rolando Giambelli, presidente dell&#8217;associazione <em>Beatlesiani Associati d&#8217;Italia</em>, ma purtroppo è arrivato tardi all&#8217;aeroporto – credo il Marco Polo di Venezia -, proveniente da Haiti, dove segue un progetto benefico dopo la catastrofe della recente alluvione. Lo ha bloccato la nebbia padana, ma il nipote ci ha portato le sue parole e ringraziamenti in sala, accostando il cellulare al microfono.</p>
<p>A partire dalle 21 si sono avvicendate sul palco quattro tribute-band; hanno aperto le danze i LIVE AT BBC di Milano: i componenti provengono da esperienze musicali diverse ma sono tutti uniti dalla stessa passione per la musica dei Fab Four. I pezzi che hanno proposto appartengono quasi completamente al repertorio che i BEATLES eseguivano nelle loro session alla radio inglese, contenuti nel doppio CD <em>Live at BBC</em>. Poi pezzi <em>skiffle</em> del periodo Quarrymen, della trasferta ad Amburgo, del Cavern e dei primi successi inglesi ed americani. Al termine dell&#8217;esibizione il chitarrista (emulo di Harrison e fondatore storico del gruppo) ci racconta di aver visto dal vivo i Beatles in due concerti (uno al Vigorelli di Milano, wow!).</p>
<p>Seguono, come da scaletta, THE TRIFLERS; ottimi musicisti, ironici e scanzonati nell&#8217;intrattenere il pubblico con qualche battutina tra un pezzo e l&#8217;altro. Dal 2005 si esibiscono nei concerti in piazza, in feste private e in manifestazioni irrinunciabili per una cover band beatlesiana: Lennon Day, Harrison Day, Beatles Day e ricorrenze particolari, come il concerto on the snow in Val d&#8217;Aosta, una maratona musicale di tre ore davanti alle piste da sci; o quello, su invito di Red Ronnie, in Piazza del Duomo di Milano nel 2009. The Triflers ci regalano alcune cover personalizzate di brani non molto frequentati dalle tribute band beatlesiane: <em>Nowhere man</em>, <em>Hello Goodbye</em> e e <em>Sexy Sadie</em> per dirne alcune. Hanno un buon tastierista, che all&#8217;occorrenza passa disinvoltamente alla dodici corde acustica o alla Gibson elettrica. La seconda parte della loro performance prevede la collaborazione di un quinto membro alla tromba e flauto traverso, per eseguire pezzi del repertorio di Mc Cartney come <em>Silly Love Song</em> o<em> Live and Let Die</em>.</p>
<p>The TRIFLERS passeranno il testimone ai vicentini doc FOURBACK, una conosciuta Lennon/McCartney tribute band che ha anche l’obbiettivo di produrre musica british pop-rock di loro composizione. Non c&#8217;è in questa tribute band un&#8217;attenzione alla resa delle voci del quartetto, come è invece per il gruppo che li ha preceduti, più puristi in questo senso. Fourback si distinguono per l’interpretazione e il sound marcatamente rock delle hits dei BEATLES e delle produzioni musicali solistiche di John Lennon e di Paul McCartney dopo il 1970.<br />
Da quattro anni hanno un contratto con Believe Digital, leader europeo nella distribuzione musicale in rete. Fourback mi hanno convinto per gli arrangiamenti; hanno una chitarra solista molto personale e intrigante, Nino, che mi ricorda per certi aspetti Hank Marvin, il chitarrista degli Shadows – il musicista ostenta pure una stratocaster classic &#8217;69 rossa fiammante! Ci hanno regalato delle versioni memorabili di <em>Something</em>, <em>Let it be</em>, di <em>Day Tripper</em> e di <em>Hey Jude</em> che da sole sono valse il prezzo del biglietto. Fourback ono stati attivi dai primi anni Novanta fino al 2002, per prendersi una sosta dovuta a questioni famigliari (l&#8217;arrivo dei figli&#8230; ne so qualcosa, che dite?), per riprendere con slancio l&#8217;attività nel 2005.<br />
Hanno chiuso la serata JOHNNY &amp; THE ITALIAN MOONDOGS, fedeli alle canzoni originali e all&#8217;impiego di strumenti e look dell’epoca. La band è nata recentemente combinando 4 diverse esperienze territoriali. È lo stesso cantante solista, chitarra e tastiere, Gianni – che assomiglia anche fisicamente al John Lennon dei <em>Seventies</em> – a parlarcene. La formazione si articola tra Torino, Milano, Brescia e Vicenza. Fanno molta strada per provare ma la passione è grande. La band è accreditata anche all’estero: nel 2012 parteciperà a vari eventi dedicati ai BEATLES nel Regno Unito. Johnny &amp; The Moondogs ci hanno evocato tanta bellezza: da <em>Strawberry Fields</em> a <em>Get Back</em> a vari gioielli del repertorio Lennoniano, fino a finire con una jam che ha riunito sul palco tutti i protagonisti di questo gradevolissimo tributo: l&#8217;intramontabile <em>Imagine</em>. È curioso e sorprendente, ogni volta, constatare quanto l&#8217;opera monumentale dei Fab Four e di quel formidabile periodo musicale abbia prodotto tante diverse declinazioni e sfumature sonore.</p>
<p>Info: http://beatlesiani.com</p>
<p>http://www.myspace.com/thetriflers</p>
<p>http://www.fourback.it/</p>
<p>http://it-it.facebook.com/pages/Johnny-the-Italian-Moondogs/274367842589237</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/01/15/beatlefest-2012-winter-edition/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Capodanno a Innsbruck</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(30-31 dicembre 2011-1 gennaio 2012) Il villaggio turistico Natterer See si trova sulla riva dell&#8217;omonimo lago, a 7 chilometri dalla rinomata città tirolese. È qui che abbiamo deciso di fare tappa per il nostro Capodanno austriaco. Il Natterer è stato una vera sorpresa: più di 200 piazzole incastonate nella campagna, con intorno una maestosa cornice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(30-31 dicembre 2011-1 gennaio 2012)</p>
<div id="attachment_219113298" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Innsbruck-tetto-doro.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113298" title="Innsbruck-tetto-doro" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Innsbruck-tetto-doro-300x200.jpg" alt="tetto d'oro - Innsbruck" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Innsbruck - il tettuccio d&#39;oro - foto da web</p></div>
<p>Il villaggio turistico <em>Natterer See</em> si trova sulla riva dell&#8217;omonimo lago, a 7 chilometri dalla rinomata città tirolese. È qui che abbiamo deciso di fare tappa per il nostro Capodanno austriaco. Il <em>Natterer</em> è stato una vera sorpresa: più di 200 piazzole incastonate nella campagna, con intorno una maestosa cornice di picchi innevati. Un edificio dal profilo architettonico <em>minimal-chic</em>, con tetto a pannelli solari, ospita la hall e i servizi, veramente all&#8217;avanguardia, tanto da meritarsi l&#8217;eccellenza delle cinque stelle. Impianti sanitari dal design essenziale quanto futuribile, arredi congegnati per le famiglie, con una particolare attenzione all&#8217;igiene dei più piccoli; un padiglione per le docce che ospita una ricca collezione di miniature di camper, caravan e roulotte multicolori, da Lego a Walt Disney. Una terrazza panoramica, un bar bistrot, wc e lavatoi stoviglie con la filodiffusione; una biblioteca e un market per ogni esigenza basilare.<span id="more-219113300"></span></p>
<p>Il viaggio di andata, il mattino del 30 dicembre, ci ha creato qualche problemino. Sulla Verona-Brennero violente raffiche di vento scuotevano a tratti Diogene, che doveva mantenersi sotto i 100/Km orari, nonostante gli ammortizzatori Al-Ko, per non decollare dall&#8217;asfalto in fase di sorpasso.<br />
All&#8217;altezza di Klausen e Brixen il paesaggio autunnale ha ceduto il posto ad una copiosa nevicata. Dopo il ponte Europa il biancore diffuso ci ha dato l&#8217;impressione di aver repentinamente cambiato dimensione. Strana stagione, questa. Il generale Inverno che tarda a venire, la colonnina del mercurio che permane alta rispetto alle medie stagionali e una umidità relativa disagevole stanno caratterizzando queste giornate. In Austria abbiamo invece vissuto la nostra prima parentesi autenticamente invernale e assaporato una <em>preview</em> delle scorribande sulla neve che – speriamo – verranno. A breve.</p>
<p>Va da sé che gli austriaci sono a loro agio con la neve e di conseguenza sono attrezzati alla bisogna. Un efficiente servizio di bus navetta collega il <em>Natterer See</em> con la città. Per gli ospiti del camping è gratuito, compreso nella card dei servizi. Il 31 dicembre, di primo mattino, ci siamo così portati a Innsbruck, attraversando le candide stradine di Natters, per fare infine scalo nella stazione cittadina degli autobus al termine di una corsa panoramica lungo i ripidi tornanti che scendono fino al letto del fiume Inn. Mentre percorrevamo Maria-Theresien-Strasse soffiava un vento gelido e la neve scendeva abbondante e asciutta. Abbiamo passeggiato fino a Friedrich-Strasse, per vedere quello ch&#8217;è il simbolo della città, il <em>tettuccio d&#8217;oro</em>. Lo sfarzoso bovindo ha un tetto ricoperto da 2657 tegole di rame placcato d&#8217;oro, con affreschi nella loggia, stemmi e rilievi. Si trova in un edificio del 1420, fatto erigere da Federico IV come residenza dei principi del Tirolo. Speravamo che i mercatini di Natale fossero agibili, ma avrebbero aperto i battenti solo nel primo pomeriggio. Visto che la nevicata stava crescendo d&#8217;intensità, abbiamo deciso di riscaldarci un po&#8217; e di unire l&#8217;utile al dilettevole con una visita all&#8217;Hofburg. Il palazzo imperiale è davvero sfarzoso; in stile tardo gotico, fu teatro delle nozze di Leopoldo II con Maria Ludovica (1765). Ci siamo aggirati con curiosità nel vasto salone delle feste, per le sale di rappresentanza e la cappella. Matteo ha innescato un allarme alle barre d&#8217;entrata e il buon Giacomo, approfittando della distrazione dei genitori, si è seduto prima in una sedia del tardo Settecento, poi in un divanetto nella sala da toletta di Sissi, facendo accorrere prontamente il custode. Credo fossero vicini a spiccare un mandato di cattura internazionale.</p>
<div id="attachment_219113306" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/31122011040.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113306" title="31122011040" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/31122011040-300x225.jpg" alt="Giacomo e Matteo, Innsbruck, 31 dic 2011" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Giacomo e Matteo, Innsbruck, 31 dic 2011</p></div>
<p>Nel primo pomeriggio abbiamo passeggiato per la Seiler-Gasse e la Kiebach-Gasse, la strada delle fiabe, elegante e romantica. Sui cornicioni stanno appollaiati i personaggi delle favole più celebri di tutto il mondo nordico. Per concederci una tregua alle sferzate del vento e della neve ci siamo rifugiati nella galleria del centro commerciale Rathaus Galerien, dove abbiamo acquistato del pane caldo e fragrante da un panettiere, abbiamo sostato nei wc multifunzionali dell&#8217;interrato e siamo saliti al sesto piano con un ascensore panoramico, per vedere Innsbruck dai tetti. Prima di riprendere il bus alle 16 e tornare al <em>Natterer See</em>, abbiamo visitato il duomo di San Giacomo. L&#8217;edificio fu ristrutturato in stile barocco tra il 1717 ed il 1724. Mi ha colpito l&#8217;imponenza del grande organo, con le canne disposte in misura decrescente a creare la prospettiva di una navata. Su una cappella laterale c&#8217;era un bel presepio commemorativo, con la città di Innsbruck e le statuine agghindate come i reggenti di Asburgo e Lorena. Affreschi e stucchi dei fratelli Asam sul soffitto e una radiosa immagine di Maria Ausiliatrice di Lucas Cranach il Vecchio nell&#8217;altare.</p>
<p>Dopo qualche ora di riposo in camper, tra letture e giochi coi bimbi, abbiamo ripreso l&#8217;autobus per il centro, accodandoci ad un gruppetto di italiani, torinesi e baresi, pure loro ospiti del camping. Faceva decisamente freddo per starsene nelle piazze ad attendere l&#8217;anno nuovo, così abbiamo deciso di riparare in un locale, la Pizzeria romantica in Kiebach-Gasse, adocchiata in mattinata, nel corso della nostra passeggiata. Una scelta felice: ho mangiato una buona pizza dalla pasta croccante, la cosiddetta “Diavolo” (così in listino), con salamino piccante e peperoncini verdi, seguita da un&#8217;immancabile mezzo litro di Zipfer, vera istituzione in Austria. Sabrina ha invece optato per un piatto di minestrone della casa, con verdure e una salsa speziata, dall&#8217;aroma gradevole e invitante. Pure la prole è stata attenta e composta nel saziarsi con gusto di una margherita con abbondante pomodoro e formaggio. Innsbruck è una città rigurgitante di giovani, con tanti servizi e locali per tutti i gusti. In Hofburg-Gasse ci sono una speckeria e una rivendita di formaggi locali che meritano almeno un passaggio per lustrarsi gli occhi. La qualità della vita è buona qui, la benzina costa decisamente meno (segno che in Italia dovremmo cominciare ad inquietarci). Se le cose si mettono male nel Belpaese, Innsbruck potrebbe essere un buon piano B.</p>
<p>Mezzanotte sembrava non arrivare mai. I pupi cominciavano a dare segni di cedimento, che si traducevano in capricci e lamentele. Abbiamo fatto una ulteriore tappa in un bistrot per un caffè e poi tutti in pole position sotto il tettuccio, pigiati nella moltitudine di austriaci e turisti da ogni dove, molti dei quali storditi dal vin brulè e dagli abbondanti beveraggi a base di birra e superalcolici. Abbiamo notato una cospicua presenza di forze dell&#8217;ordine, il che ci ha dato sicurezza. Lo scoccare dell&#8217;ora fatidica è coinciso con l&#8217;esplosione dei fuochi artificiali e una folla concitata si è spostata verso le rive del fiume, dove sopra l&#8217;Innsbrücke il cielo notturno diventava improvvisamente una tavolozza multicolore. Lì abbiamo passato qualche brutto minuto. La calca spingeva per trovare sbocco sulla Herzog-Otto-Strasse e abbiamo temuto per i bimbi. Giacomo piagnucolava per il fragore dei botti (non ha neanche quattro anni, poverino), anche se era piuttosto incuriosito dallo sgargiante spettacolo. Matteo era eccitatissimo e mi si arrampicava sulla schiena come una scimmia pur di vedere meglio. Sabrina è riuscita a portarsi oltre le transenne, vigilate dagli uomini della sicurezza e dagli infermieri dei mezzi di soccorso, che hanno portato al di là della cintura di contenzione pure i due bimbi. Io mi sono un po&#8217; attardato e quando in tutta fretta ho cercato di scavalcare le transenne sono stato investito da un&#8217;ondata della ressa che cercava di farsi spazio in quell&#8217;imbuto. La gamba sinistra mi si è impigliata malamente nel metallo e sono caduto a terra pesantemente oltre lo sbarramento. Quando mi sono rialzato ho temuto per il peggio; avevo perso la sensibilità della gamba, temevo di essermi fratturato qualcosa. Invece mi era stata solo pizzicata a dovere; dopo qualche minuto la circolazione mi si è riattivata. Più rilassato mi sono riunito a Sabrina e ai bimbi con un sospiro di sollievo e ci siamo fatti gli auguri. Lo spettacolo dei fuochi continuava, splendido ed emozionante. Buon 2012 a tutti. Fate del vostro meglio; per il resto: che la fortuna vi assista.</p>
<p>Info: http://www.natterersee.com</p>
<p>http://www.pizzeriaromantica.at/</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/01012012044.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-219113305" title="giacomo e matteo" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/01012012044-300x225.jpg" alt="giacomo e matteo natterer see" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/01/06/capodanno-a-innsbruck/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Splinder addio!</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 18:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ebbene sì. Sono uno di quei blogger che iniziò a pasticciare sui web-log creandosi una pagina sulla piattaforma di Splinder. Correva l&#8217;anno 2003 ed allora titolai il mio blog Cigale, cicala in francese. Pensavo pure al fatto che la pronuncia francese equivalesse foneticamente al sea-gull (gabbiano) inglese. Pensavo pure ad un personaggio di Martin Mystére, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/logo_splinder.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-219113294" title="logo_splinder" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/logo_splinder.gif" alt="logo splinder" width="155" height="144" /></a>Ebbene sì. Sono uno di quei blogger che iniziò a pasticciare sui web-log creandosi una pagina sulla piattaforma di Splinder. Correva l&#8217;anno 2003 ed allora titolai il mio blog <em><strong>Cigale</strong></em>, cicala in francese. Pensavo pure al fatto che la pronuncia francese equivalesse foneticamente al <em>sea-gull </em>(gabbiano) inglese. Pensavo pure ad un personaggio di Martin Mystére, fumetto che prediligevo al tempo. Desideravo cicaleggiare in rete e mi sentivo affine alla cicala che non fa provviste per l&#8217;inverno come la formica e si concede generosamente ad inter-azioni &#8211; in questo caso virtuali.<span id="more-219113291"></span><br />
A quel tempo in Galilea (mettiamola sul biblico) avevo certamente più ore da dedicare alla rete di quanto non ne disponga oggi; era un&#8217;altra epoca (pure se cronologicamente vicina), in tutti i sensi.<br />
Oggi, in rete, con l&#8217;avvento del web 2.0 mi sento a volte un dinosauro.</p>
<p>Ritengo che in qualche oscura (ma non troppo) maniera Facebook abbia fatto migrare molti frequentatori della rete verso agorà virtuali più &#8220;frenetiche&#8221;, &#8220;modaiole&#8221; e molto meno &#8220;impegnative&#8221; in termini di interattività &#8211; a volte basta un solo clic su un pulsante per sottolineare il proprio gradimento o meno (e in ogni caso la propria presenza).<br />
Su Splinder ci annusavamo, ci leggevamo con attenzione, ci commentavamo. Ci confrontavamo.<br />
Il tempo scorreva più lentamente.<br />
C&#8217;era una bella <em>movida</em>, insomma. Forse più parolaia che multimediale. Sento già che mi mancherà Splinder.<br />
E non poco.</p>
<p>Ringrazio il grande <a title="Davide Longo" href="http://www.albertocarollo.it/blog/collaborano/">Davide</a> per aver importato i contenuti del mio vecchio blog su Splinder (http://www.cigale.splinder.com) in queste pagine. Se vi aggrada, li potete leggere sulla categoria &#8220;vecchi post&#8221; nella spallina qui a lato. Lemme lemme li aggiusterò, aggiornando link, fotografie e revisionando in (minima parte) i testi, soprattutto per i refusi. I post restaurati li troverete man mano nella categoria &#8220;nostalgia di Cigale&#8221;.</p>
<p>Il 31 gennaio prossimo il servizio su Splinder verrà dismesso. Sob!<br />
Addio Splinder. Lunga vita a Splinder nel nostro immaginario di blogger.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/01/03/splinder-addio/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Govone, il magico paese di Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 23:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ponte dell&#8217;Immacolata l&#8217;abbiamo trascorso a Govone, sulle colline del Roero, tra Cuneo ed Asti. Una bella trasferta (tre ore e mezzo d&#8217;autostrada, partenza da Vicenza venerdì 9 dicembre nel pomeriggio) per immergerci in una gradevole atmosfera natalizia. Mancava solo la neve; peccato per le temperature: colonnina del mercurio ancora alta rispetto alla media stagionale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_992" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0356.jpg"><img class="size-medium wp-image-992" title="100_0356" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0356-300x225.jpg" alt="G-sala dei ghiacci" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Govone, la sala dei ghiacci</p></div>
<p>Il ponte dell&#8217;Immacolata l&#8217;abbiamo trascorso a Govone, sulle colline del Roero, tra Cuneo ed Asti. Una bella trasferta (tre ore e mezzo d&#8217;autostrada, partenza da Vicenza venerdì 9 dicembre nel pomeriggio) per immergerci in una gradevole atmosfera natalizia. Mancava solo la neve; peccato per le temperature: colonnina del mercurio ancora alta rispetto alla media stagionale.<span id="more-985"></span></p>
<div id="attachment_988" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0301.jpg"><img class="size-medium wp-image-988" title="100_0301" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0301-300x225.jpg" alt="G" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Govone</p></div>
<p>Govone è un piccolo borgo incastonato tra dolci colline, in una valle disegnata dal corso del fiume Tanaro, a poca distanza dalla Bassa Langa e dal Monferrato. Il paesaggio è un balsamo per gli occhi. Siamo arrivati in paese in tarda serata e disponendo di alcune informazioni sui punti di sosta camper abbiamo puntato il navigatore sulle coordinate segnateci. Il borghetto si inerpica per una salitella di tutto rispetto, con strade strette e ripide. Abbiamo gironzolato qua e là per vicoletti ma al buio non si capiva granché, perciò abbiamo optato per la soluzione più semplice: guadagnato Corso Alfieri di Sostegno, dov&#8217;era indicato un pozzetto di scarico per i veicoli ricreazionali, ci siamo fermati alle porte del paese. Eravamo in buona compagnia, una decina di camper in tutto.</p>
<p>Govone è amministrato da una giunta intraprendente e lungimirante. Ce ne siamo accorti fin dal mattino dopo, mettendoci in cammino per raggiungere il centro. La protezione civile ha previsto un servizio di bus navetta e un gentile funzionario ci ha dato un passaggio col suo pick-up – con grande gioia del piccolo Giacomo, l&#8217;esperto di <em>Quattroruote</em> in casa Carollo.<br />
La piazza è tutta compresa in quattro casette basse a due piani, tre chiese e qualche esercizio, tenera e carinissima. E in cima al colle una sontuosa residenza sabauda, oggi iscritta nel patrimonio dell&#8217;umanità dell&#8217;Unesco. Eccola qui la casa di Babbo Natale, la dimora dei suoi soggiorni nel Belpaese, con i suoi alti soffitti e le sue ampie sale affrescate. Ci siamo aggirati per i giardini ben curati, tra le fontane, scattando qualche fotografia e affacciandoci dalla balaustra per ammirare il panorama.</p>
<div id="attachment_989" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0314.jpg"><img class="size-medium wp-image-989" title="100_0314" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0314-300x225.jpg" alt="Diogene" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Diogene è il primo a destra sull&#39;angolino di Piazzale Monsignor Cauda</p></div>
<p>In piazza Monsignor Cauda c&#8217;erano un paio di posti liberi per la sosta, così sono sceso dalla collina a prelevare il camper e posizionarlo, non senza qualche brivido per gli spazi angusti di manovra, a due passi dalle mura, posizione strategica per godere degli eventi e di tutto quel che la pro loco mette a disposizione dell&#8217;ospite in questo periodo dell&#8217;anno. A Govone la vita scorre più lentamente rispetto alla frenesia delle nostre città. Confrontando i prezzi al supermarket del paese con quelli dei nostri Iper farebbe bene alle nostre tasche prendere residenza da queste parti. Prendi il discorso della casa di Babbo Natale: attirando molti turisti nel periodo natalizio potrebbero anche lucrarci sopra ma i parcheggi sono gratuiti e a ridosso delle mura ci sono pure degli allacci per l&#8217;elettricità. C&#8217;è pure una locanda a due passi dal castello dei Savoia, dove si possono gustare le prelibatezze della cucina piemontese con menu turistico a 12 €. Nei terrazzamenti sotto il castello, tra alberi secolari, ci sono i classici mercatini, improntati per lo più sull&#8217;offerta di prodotti biologici: frutta e verdura, vini locali, birra prodotta artigianalmente, miele e tisane, formaggi e insaccati, addobbi e decori, giocattoli e libri. Noi abbiamo acquistato una squisita crema di nocciole tostate.</p>
<div id="attachment_990" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0322.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-990" title="100_0322" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0322-150x150.jpg" alt="presepe" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Presepe meccanico nella chiesa di Santo Spirito</p></div>
<p>Nel tardo pomeriggio di sabato 10 ci mettiamo in fila di fronte all&#8217;entrata della principesca dimora del bonario Signore dalla candida barba ma non ci va bene; la folla di genitori e bambini lì assiepata staziona senza frutto per una quarantina di minuti, finché gli addetti si scusano per un inaspettato guasto tecnico all&#8217;impianto elettrico. Poco male, altre offerte non mancano. Alla vicina chiesa di Santo Spirito sono esposti presepi provenienti da tutta Italia, di varie dimensioni, e l&#8217;abside è occupato da un incantevole presepio meccanizzato. Nel palazzo dei Congressi, ricavato da una chiesetta romanica, c&#8217;è una mostra fotografica e ad ogni ora si organizzano laboratori dedicati ai più piccoli. Matteo e Giacomo partecipano a uno stage di lavorazione del feltro, pasticciando con gomitoli di lana, acqua calda e sapone. Noi genitori scattiamo qualche foto e familiarizziamo con una coppia di Genova, nostri vicini di camper, un figlioletto e una bimba a carico di età simile ai nostri due brigantelli. La serata trascorre paciosa; mi godo la quiete dell&#8217;abitacolo, dove i pargoli riposano sereni, sfogliando <em>Spider Man</em> e ultimando la lettura dell&#8217;ultimo romanzo di Gabriele Dadati.</p>
<div id="attachment_991" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0348.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-991" title="100_0348" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0348-150x150.jpg" alt="cucina" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La cucina di mamma Natale</p></div>
<p>Il piatto forte arriva il mattino di domenica 11, motivo e sunto del nostro viaggio qui a Govone. Il piazzale della casa di Babbo Natale non è ancora gremito di famigliole e ci facciamo accogliere con agio nelle ampie sale del pianterreno, dove sono ospitati pure gli uffici del Municipio. I piccoli passano avanti, in prima fila, e il gruppo viene condotto da un elfo in cilindro al piano superiore, dove si raduna nell&#8217;anticamera dell&#8217;arzillo vecchietto, ricolma di pacchetti di doni di varie dimensioni e colori. La Regina degli Elfi ci dà il benvenuto e scorriamo nella camera dove troneggia un grande baldacchino. Babbo si è appena svegliato e la musica di sottofondo ci immerge nel climax soffice e melodioso del Natale. Seguiamo il tappeto rosso del percorso; oltrepassiamo la biblioteca, dove gli elfi lavorano alacremente per smistare il monte di lettere che arrivano dai bambini di ogni latitudine. I flash delle fotocamere ci stordiscono, i bambini hanno disegnato lo stupore in viso e si stringono intorno a mamma Natale, indaffarata nella sua cucina a preparare gustosi manicaretti e vellutati pandori. La sala dei Ghiacci è un gioco di luci e videoproiezioni; sui muri scorrono frondosi abeti ricoperti di neve; si attraversa un mondo fiabesco fatto di renne e campanelli e una voce invita a riflettere sull&#8217;autentico spirito del Natale. Nell&#8217;ampio salone al piano nobile la Regina, i suoi elfi e le fate del bosco inscenano un musical che prepara l&#8217;entrata tanto attesa, quella di Babbo Natale, che spunta dalla sua poltrona regale a forma di slitta, pronto a farsi abbracciare dai bambini, ad accogliere i loro desideri, le loro semplici e colorate letterine. «Siete stati bravi?», chiede. E il coro, all&#8217;unisono, replica con un deciso sì.<br />
«Siamo sicuri?»</p>
<div id="attachment_993" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0370.jpg"><img class="size-medium wp-image-993" title="100_0370" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0370-300x225.jpg" alt="musical" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Come a Broadway!</p></div>
<p>Eccolo qui lo spirito del Natale. Molti diranno che dovrebbe essere qualcosa di più. Molto di più. Con le teorie e riflessioni che ci vanno dietro, più che legittime e giuste. Ma questi sono discorsi da adulti e a noi piace, in questo momento, lasciarci suggestionare dall&#8217;emozione quasi palpabile dei nostri figli e rievocare quei momenti di trepida attesa, a ore improbabili per dei piccini, quando ci stropicciavamo gli occhi aspettando di scorgere il vecchio dalla barba bianca che entrava nel soggiorno di casa immerso nella semioscurità. O al limite sgamare i nostri genitori che riponevano i doni sotto l&#8217;albero. «Ci vediamo il 25!» ci saluta calorosamente Claus il canuto. Buon Natale a tutti.</p>
<p>Info: http://www.ilpaesedinatale.com</p>
<div id="attachment_994" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0374.jpg"><img class="size-medium wp-image-994" title="100_0374" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0374-300x225.jpg" alt="santa claus" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Santa Claus is coming to town</p></div>
<div id="attachment_987" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0289.jpg"><img class="size-medium wp-image-987" title="100_0289" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0289-300x225.jpg" alt="Matteo &amp; Giacomo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo &amp; Giacomo - giardini del castello di Govone</p></div>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2011/12/18/govone-il-magico-paese-di-natale/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La buona terra</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 22:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La buona terra Cervarese di Santa Croce (PD) Via Repoise 73, Tel. 0499915497 http://www.buonaterrabio.it; info@buonaterrabio.it In attesa dei mercatini di Natale e dell&#8217;apertura ufficiale – con il favore del meteo – delle piste da sci, è il momento di spendere qualche week end a zonzo per fattorie didattiche. Se non avete prole potrete andare alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La buona terra</em><br />
Cervarese di Santa Croce (PD)<br />
Via Repoise 73, Tel. 0499915497<br />
http://www.buonaterrabio.it; info@buonaterrabio.it</p>
<div id="attachment_978" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/esterno_la_buona-terra.jpg"><img class="size-full wp-image-978" title="esterno_la_buona terra" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/esterno_la_buona-terra.jpg" alt="la buona terra" width="250" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Agriturismo &quot;La buona terra&quot;</p></div>
<p>In attesa dei mercatini di Natale e dell&#8217;apertura ufficiale – con il favore del meteo – delle piste da sci, è il momento di spendere qualche week end a zonzo per fattorie didattiche. Se non avete prole potrete andare alla ricerca di prodotti genuini a Km 0 (che sposano il palato esigente e la sana alimentazione); se avete bimbi piccoli li farete sicuramente felici con spazi aperti e tanti animali da cortile a portata di mano.<span id="more-976"></span><br />
Due fine settimana fa siamo stati in camper a una trentina di chilometri da casa, a Cervarese Santa Croce (Padova), all&#8217;Agriturismo La buona terra, certificato bio-ecologico: BIOS, SINCERT e AIAB per la precisione. La buona terra è tante cose: ristorazione, fattoria didattica, alloggio, agricampeggio con area camper, piscina e uno spaccio di vendita prodotti.</p>
<p>L&#8217;area camper ti offre l&#8217;allaccio per l&#8217;elettricità, l&#8217;acqua e nei pressi c&#8217;è pure un pozzetto di scarico. Volendo hai anche le docce e una toilette. L&#8217;energia viene dal fotovoltaico, a tetto. Ci siamo piazzati nel mezzo della campagna, tra l&#8217;orto e le vigne, e ci siamo goduti (unici ospiti camperisti) un paio di giorni di relax. Le attività prevedono escursioni guidate nei dintorni e nel parco dei colli euganei, accudimento animali, serate a tema ma bisogna essere in comitiva e nel nostro caso abbiamo avuto solo piena libertà di aggirarci per la tenuta. Matteo si è sfinito di corse per l&#8217;aia e per i campi, inseguendo galli e galline. Col fratellino Giacomo ha portato foraggio ad asinelli e cavalle, ha osservato curioso le mucche e le liti tra i maiali grufolanti.</p>
<p><em>Fuga dalla città, la vita l&#8217;amore e le vacche</em>, recitava il titolo di un film di qualche annetto fa e vi assicuro che fa bene ogni tanto un bel ritorno alle radici. Leggevo in uno dei cartelli illustrativi della fattoria che i termini terra, uomo e umiltà hanno una comune radice etimologica.<br />
È vero, non mi ci ero mai soffermato adeguatamente: humus, homo, humilitas. Meditiamo, gente. Meditiamo a quel che stiamo facendo all&#8217;ambiente, all&#8217;amore che abbiamo perduto, con la nostra cosiddetta «civiltà», per la terra e i suoi frutti.</p>
<p>Già prima di diventare genitori eravamo attenti all&#8217;alimentazione, per esigenze di sportivi, con un occhio alla salute e al benessere. Niente scelte radicali o fortemente rigorose, per carità, ma con Sabrina cerchiamo di dare ai nostri figli un&#8217;alimentazione di qualità, per quanto ci è possibile. Il biologico è una soluzione, ma bisogna stare attenti a selezionare i prodotti sinceri: sono in molti a millantare certificazioni laddove invece si cerca esclusivamente di cavalcare il trend per ricavare un po&#8217; di fatturato in più.</p>
<p>L&#8217;Azienda Agricola La buona terra lavora e produce per l&#8217;Agriturismo carni, insaccati, marmellate, conserve, farine, verdure. Conviene lasciare una vostra mail, comunque, così vi segnalano quando hanno i prodotti disponibili in stagione. Abbiamo rincorso per due giorni Domenico, il fattore, che ci ha prestato poca attenzione perché troppo preso dalle sue attività “sul campo”; lo spaccio non ha orari, serve gli ospiti quando è possibile e alla fine siamo riusciti ad acquistare qualcosa prima di ripartire: farina di mais e della soppressa (squisita!).<br />
Il tempo non è stato accondiscendente, sembrava di essere in una brughiera scozzese con contorno di nebbia e umidità a palate, ma questo non ha impedito alla truppa di scorrazzare tra stalle e stagni. En plein air. Tutta salute.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2011/11/28/la-buona-terra/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Provenza in camper #8</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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<a href="http://www.albertocarollo.it/blog/?p=800">Provenza in camper #3</a> &#8211; <a href="http://www.albertocarollo.it/blog/?p=812">Provenza in camper #4</a> &#8211; <a href="http://www.albertocarollo.it/blog/?p=827">Provenza in camper #5</a><br />
<a href="http://www.albertocarollo.it/blog/?p=844">Provenza in camper #6</a> &#8211; <a href="http://www.albertocarollo.it/blog/?p=870">Provenza in camper #7</a></p>
<p>Domenica 24 luglio<br />
<em>Le Grau du Roi e Aigues Mortes</em></p>
<div id="attachment_927" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0127.jpg"><img class="size-medium wp-image-927" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0127-225x300.jpg" alt="aigues mortes" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Aigues Mortes</p></div>
<p>Seconda giornata a Le Grau du Roi. Il mattino attendiamo che apra l&#8217;Ufficio del Turismo per avere qualche informazione su come raggiungere Aigues Mortes in bicicletta. Con in pugno un <em>plain de ville</em> attraversiamo una suggestiva fetta di Camargue a dorso di bici, per una distanza di sei-sette chilometri, sotto un sole intenso. Vediamo altri fenicotteri, e orizzonti rosati che altro non sono che immense distese di saline. L&#8217;entrata in città è una piacevole conquista: Aigues Mortes è una pittoresca cittadina medievale fortificata, cinta da poderosi bastioni.<span id="more-921"></span></p>
<div id="attachment_928" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0131.jpg"><img class="size-medium wp-image-928" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0131-300x225.jpg" alt="aigues mortes" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Aigues Mortes - le mura</p></div>
<p>All&#8217;interno è tutto un succedersi di ristorantini, bar, gelaterie. Una sorta di paradiso del turista, dove trovare ogni tipo di cliché provenzale, dalle saponette di lavanda ai vini più prestigiosi delle varie domaines. Noi ci  facciamo accalappiare da <a href="http://www.la-cure-gourmande.fr/francais/index.asp">La Cure Gourmande</a>, una catena di negozi ch&#8217;è una sorta di paese dei balocchi: cioccolateria, biscotti, dolcetti, bon bons coloratissimi, confezionati con eleganza e con un gusto spiccatamente retrò. I bimbi vorrebbero ogni ben di Dio che vedono e neanche i genitori sono immuni al fascino di tanta delizia profumata e policroma che pungola i sensi. Le cameriere parlano italiano e ci blandiscono. È possibile acquistare caramelle e curiose olive al cioccolato, morbide e variegate, al peso. Sembra che all&#8217;etto costino anche ragionevolmente, ma una volta alla cassa ti accorgi che le graziose palettine in legno col quale ci serviamo contengono più di quanto l&#8217;occhio potrebbe valutare a spanne. Alla cassa 21 € per due sacchettini smilzi di olive e quattro medaglioni al cioccolato che assomigliano ai Grisbí. Con le orecchie basse consumiamo il nostro pranzo al sacco (sandwiches, acqua minerale e il bottino <em>Gourmande</em>) in una piazzetta dedicata a San Luigi, dove si esibiscono suonatori di strada. Quindi risaliamo in sella alle due ruote; a Le Grau du Roi facciamo una deviazione per cercare la Plage de l&#8217;Espiguette. Prime ore del pomeriggio, sole a candela.</p>
<div id="attachment_929" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0139.jpg"><img class="size-medium wp-image-929" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0139-300x225.jpg" alt="espiguette" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Plage de l&#39;Espiguette</p></div>
<p>Percorriamo la route départementale n. 62b, che diviene poi route de l&#8217;Espiguette. Io e Sabrina abbiamo sputato sangue sui pedali ma ne è valsa la pena. Credo di non aver mai visto un ambiente naturale così ben conservato come L&#8217;Espiguette. È un litorale immenso; sembra di essere in Tunisia, invece siamo a una decina di chilometri da Le Grau du Roi. Il mare all&#8217;orizzonte, sabbia finissima a perdita d&#8217;occhio e dune con rada vegetazione. Nel mezzo del nulla, in uno spazio pressoché incontaminato e selvaggio.<br />
La giornata è ventosa, l&#8217;acqua freddissima, con ondate che piacerebbero a un surfista. Non potevo non fare un bagno in un posto così: mi sono tuffato in acqua per una nuotata catartica e mi sono divertito come un bimbo in compagnia dei miei figli. Non volevo più uscire, per prolungare la magia di questo pomeriggio, di questo paesaggio. E poi a rotoloni sul bagnasciuga, incurante della “panatura”, il desiderio di sentire direttamente il contatto con la sabbia impalpabile e calda di sole. La spiaggia è meta di appassionati del catamarano, del windsurf et similia. Siamo tornati al camper stremati ma felici della bella esperienza.<br />
L&#8217;Espiguette me la porterò a lungo nel cuore e nella memoria.</p>
<div id="attachment_930" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0140.jpg"><img class="size-medium wp-image-930" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0140-300x225.jpg" alt="espiguette 2" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Plage de l&#39;Espiguette</p></div>
<div id="attachment_932" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0147.jpg"><img class="size-medium wp-image-932" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/PICT0147-300x225.jpg" alt="espiguette 4" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il &quot;bagno catartico&quot; in compagnia degli eredi</p></div>
<p>Informazioni:</p>
<p>Le Grau du Roi<br />
Ufficio del Turismo<br />
30, rue Michel Rédarès<br />
BP 46 – 30240<br />
Tel. 33 (0)4 66 51 67 70<br />
www.vacances-en-camargue.com<br />
Blog: http://legrauduroiportcamargue-blog.com/</p>
<p><strong>La Cure Gourmande</strong> 23 Grand rue Jean Jaures<br />
30220 AIGUES MORTES<br />
<strong>Tel :</strong> 04 66 51 50 25<br />
<strong>Mail :</strong> lcg.aiguesmortes@curegourmande.com</p>
<p>Campeggio L&#8217;Espiguette<br />
route de l&#8217;Espiguette<br />
30240 Le Grau-du-Roi<br />
Francia</p>
<p>http://www.campingespiguette.fr/</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2011/10/17/provenza-in-camper-8/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Doppio ritratto a Villa Giusti Suman</title>
		<link>http://www.albertocarollo.it/blog/2011/08/31/doppio-ritratto-a-villa-giusti-suman/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 21:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[doppio ritratto]]></category>
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		<description><![CDATA[Doppio ritratto a Villa Giusti Suman di Zugliano (VI) Villa Giusti Suman, di proprietà del Comune di Zugliano (VI), è sicuramente l’edificio storico più notevole del paese per il suo valore architettonico ed artistico legato soprattutto alla presenza di una facciata riccamente lavorata e di un interessante ciclo di affreschi nel piano nobile. Situato sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Doppio ritratto</strong></em></span> a Villa Giusti Suman di Zugliano (VI)</p>
<div id="attachment_897" class="wp-caption alignleft" style="width: 226px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/villa-Giusti-Suman.jpg"><img class="size-full wp-image-897" title="villa Giusti Suman" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/villa-Giusti-Suman.jpg" alt="" width="216" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">villa Giusti Suman - Zugliano</p></div>
<p>Villa Giusti Suman, di proprietà del Comune di Zugliano (VI), è sicuramente l’edificio storico più notevole del paese per il suo valore architettonico ed artistico legato soprattutto alla presenza di una facciata riccamente lavorata e di un interessante ciclo di affreschi nel piano nobile. Situato sulle pendici delle colline di Zugliano, sul poggio del “Castello”, l’intero complesso domina la valle sottostante mostrandosi ancora oggi alla pianura con le sue imponenti dimensioni. Sulla scia delle principali ville di ispirazione palladiana che puntellano il territorio vicentino, questa nobile dimora è erede di una storia secolare legata ai nomi di numerose famiglie proprietarie, dalla celebre casata dei ZOIANO (XV – XVII sec.) fino alla nobile famiglia dei GIUSTI DEL GIARDINO – SUMAN all’inizio del secolo scorso. Per saperne di più <a href="http://www.villagiusti.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=45&amp;Itemid=30">leggi qui</a>.</p>
<p>www.villagiusti.it</p>
<p>In questa suggestiva cornice avrò il piacere di presentare il mio romanzo <em>Doppio ritratto</em> (Edizioni Creativa).</p>
<p>Eccovi le coordinate:</p>
<p><strong>Venerdì 16 settembre 2011</strong><br />
ore 21.00<br />
Villa Giusti-Suman, Zugliano<br />
presentazione del romanzo di Alberto Carollo<br />
&#8220;Doppio ritratto&#8221; (Edizioni Creativa)</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 1px;" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/doppio-ritratto_cover.jpg" alt="" width="159" height="224" /></p>
<div id="attachment_895" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/aurora_dal_maso.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-895" title="SONY DSC" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/aurora_dal_maso-150x150.jpg" alt="Aurora Dal Maso" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Aurora Dal Maso</p></div>
<p>dialoga con l&#8217;autore Aurora Dal Maso di CaRtaCaNta<br />
(<a href="http://www.cartacantalab.com/" rel="nofollow" target="_blank">http://www.cartacantalab.com</a>)</p>
<div id="attachment_303" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/massimo-barbieri.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-303" title="massimo barbieri" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/massimo-barbieri-150x127.jpg" alt="massimo barbieri" width="150" height="127" /></a><p class="wp-caption-text">Massimo Barbieri</p></div>
<p>interventi musicali originali a cura di Massimo Barbieri alle tastiere<br />
(<a href="http://www.myspace.com/maxxbarbieri" rel="nofollow" target="_blank">http://www.myspace.com/maxxbarbieri</a>)</p>
<p style="text-align: center;">*** VI aspetto! ***</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2011/08/31/doppio-ritratto-a-villa-giusti-suman/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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