Prossima fermata: albertocarollo.it!

autobus 49

Sono, mio malgrado, volente o nolente, a bordo del 49. Si tratta del primo numero naturale dopo il 48 e prima del 50. È anche un numero composto dei seguenti divisori: 1 e 7; poiché la somma dei divisori è 8 < 49, si tratta di un numero difettivo (lo supponevo!). Nella Smorfia è il numero della carne. Chissà perché ma “carne” mi fa pensare al sesso. Sarà l’età. Consoliamoci col fatto che si tratta di un quadrato perfetto, essendo 49 = 72, ed è un numero potente (come volevasi dimostrare).

L’articolo 49 della Costituzione recita: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.» Beh, sì, certo (come le marmotte che incartano la cioccolata nello spot della Milka), ma non sono sicuro che sia un diritto che desidero esercitare in questo particolare momento storico, caratterizzato da molto livore, odio, intolleranza e particolarismi. Meglio professare opinioni – e professare un’opinione o esprimere una preferenza è anche fare politica – ma prediligo farlo da figlio unico, grazie.

Il Salmo 49 dice che “l’uomo che vive nelle ricchezze senza avere intendimento è simile alle bestie”. Non navigo propriamente nell’oro, lo ammetto, eppure qualche domandina me la sono posta. Probabile che non si sia dèi per natura ma (come dicono gli esegeti) per grazia. Io per grazia intendo la “bellezza”, nel senso più sublime del termine, e la bellezza l’ho sempre inseguita.

L’incanto del Lotto 49 è il secondo romanzo di Thomas Pynchon, dove si parla di una misteriosa eredità bandita all’asta. Un’opera complessa ed ermetica; la punta di diamante del post-moderno, o la punta di diamante della sua parodia. Vi si parla, tra l’altro, di paranoia e di problemi di comunicazione. Paturnie. Sarà perché è uscito nel 1966, lo stesso anno in cui sono nato.

next stopEcco, diciamola tutta. Oggi compio 49 anni. Ah, ce l’ho fatta! Che sollievo. Mi intristiscono i compleanni, specie il mio. Non vi so dire di più, so che è così e basta. Domani passa. Per oggi, intanto, ho deciso di farmi un regalo. Grazie anche al prezioso aiuto e supporto informatico dell’amico Davide Longo mi sono fatto un restyling al sito.

Se ti va facci un giro: potrai trovare informazioni sulle mie prossime iniziative editoriali, sui workshop di scrittura creativa che curerò e altro ancora. Puoi lasciarmi un commento o un saluto, sempre se ti va. Ci vediamo là.

Prossima fermata del 49: albertocarollo.it.

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Scrittura creativa – La revisione

Scrittura creativa_La revisioneUltimato un racconto o un romanzo? È il momento dellarevisione, quello in cui la scrittura creativa diventa (ri)scrittura creativa. Sembra uno slogan: lapidario, semplice da ricordare. E invece, prima di tutto, è una verità inoppugnabile. Non si parla molto direvisione del testo nei manuali di narratologia; ci si focalizza su singoli aspetti tecnici, specialmente di tipo linguistico; non è facile reperire supporti teorici. Molto è lasciato al “fare”, all’esperienza individuale, perciò vi esorto a prendere le mie indicazioni come qualcosa di non strutturato ma comunque (spero) utile a suggerirvi un possibile percorso – che potreste personalizzare secondo le vostre esigenze – nell’arduo e insidioso compito di limare il vostro script. Anche nella prospettiva (perché no?) di concretizzarlo in una futura proposta editoriale.

Prima di tutto intendiamoci sui termini: revisione è diverso da editing. Parliamo comunque di processi imparentati tra loro, ma attuerete una revisione sui vostri testi, mentre l’editing è un intervento eseguito su testi altrui. Il vostro scritto potete stravolgerlo, amputarlo o dilatarlo come vi aggrada, per capirci. Su un testo diverso dal vostro dovete invece suggerire integrazioni, modifiche, tagli e spostamenti nel rispetto del registro adottato e dello stile del suo autore, frenando in voi possibili “invasioni di campo”, nonché l’impulso a coartare l’autore con le vostre “visioni” dell’opera.

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Scrittura creativa – Il tempo della narrazione

Il tempo della narrazioneAbbiamo già parlato dello spazio nella narrazione; oggi ci baloccheremo col tempo nella scrittura creativa. Senza la dimensione del tempo non ci troveremmo, forse, di fronte a un racconto. Affinché una narrazione si possa definire tale, occorre che una serie di eventi (riferibili a dei personaggi collocati in un certo ambiente) istituiscano tra loro dei collegamenti in una successione temporale. La sequenza temporale può essere strutturata dagli autori in modo lineare o in forme più complesse.

Il problema del tempo nella scrittura creativa è, terra terra, dovuto al fatto che il linguaggio non può in nessun modo rendere la complessità simultanea di più oggetti in un unico luogo. Il linguaggio scritto ha la necessità di introdurre l’uno dopo l’altro gli oggetti che descrive in una concatenazione spaziale lineare (la riga scritta). L’immagine di un tramonto contemplato dalla cima di una collina si presenta alla nostra visione simultaneamente, così come accade in un film. Là dove basterebbero, forse, pochi secondi di girato o pochi scatti col telefonino noi scrittori dovremmo ordinare, invece, in una prospettiva spaziale/temporale i dettagli dell’immagine che andiamo a comporre a uso del lettore: il disco dorato del sole, le sfumature cromatiche dal rosso all’arancione e giallo, l’abitato sottostante dai contorni meno delineati e più sfumati, dove compaiono le prime luci della sera alle finestre delle case o lungo le strade, nei lampioni, i fari accesi delle auto sulla tangenziale; la massa opaca dei boschi in lontananza, la linea brunastra e quasi indistinta dell’orizzonte, che sembra fondersi col cielo man mano che la luce diminuisce d’intensità eccetera.

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Scrittura creativa – Raccontare e descrivere

Raccontare e descrivereBentrovati. È arrivato settembre e riprendono le nostre lezioni di scrittura creativa. Sapreste dirmi la differenza fra “descrivere” e “raccontare”? Il “raccontare”, ovvero la narrazione in quanto tale, è una rappresentazione di eventi, mentre la “descrizione” è una rappresentazione di esistenti (i personaggi, l’ambiente dove agiscono, particolari oggetti o paesaggi). Il raccontare costituisce perciò l’elemento dinamico del racconto (azioni, colpi di scena, intrecci e sviluppi della nostra storia), mentre il descrivere si riferisce all’aspettostatico.

Raccontare è anche rendere (nel tempo della scrittura, per l’autore; nel tempo della lettura, per il lettore) una successione temporale. Descrivere è, invece, ricostruire (nel tempo della scrittura e della lettura) una successione spaziale.

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Scrittura creativa – Cosa fanno i personaggi?

personaggiEccoci qua, per parlare ancora di scrittura creativa e riprendere il nostro discorso sui personaggi. La scorsa settimana abbiamo parlato del “chi sono” i personaggi e come costruirli in maniera efficace. Oggi diremo “cosa fanno”, ovvero quali sono gli elementi fondamentali delle loro azioni e motivazioni.

Alcuni filosofi sostengono che l’esistenza umana è quantificabile come somma totale delle sue azioni. La vita, pertanto, si misura con quel che realizziamo. Vale lo stesso anche per i personaggi. «La vita è azione», afferma Aristotele. Il suo fine è, pertanto, una modalità d’azione non una qualità. La qualità, per uno scrittore, potrebbe rivelarsi intrigante per rappresentare lo scarto che c’è tra il pensiero e l’azione di un personaggio. Come se quel personaggio che avete in testa rivelasse determinate potenzialità che, tradotte in azioni sulla carta, confermano le sue caratteristiche, o le precisano in modo parziale; oppure si pongono in aperto contrasto con quelle premesse. I motivi e le cause del realizzarsi di queste eventualità sta a voi raccontarli.

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