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	<title>Il blog di Alberto Carollo &#187; corso di sopravvivenza per genitori senza aiuti</title>
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	<description>Lettura, scrittura e quant&#039;altro. E ci faremo pure i casi miei...</description>
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		<title>Virus e insonnia</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dura la vita per i genitori senza aiuti! Se poi ci si mettono pure le calamità stagionali, la questione si complica ulteriormente. Da qualche giorno sono vittima di un&#8217;influenza virale che mi sta prostrando. Febbre a 38°C e oltre, tosse secca, tracheite. Una sinusite che mi ammorba l&#8217;esistenza e mi spacca la testa in due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/Insonnia-bambino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-219113367" title="Insonnia-bambino" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/Insonnia-bambino-300x282.jpg" alt="insonnia bambino" width="300" height="282" /></a>Dura la vita per i genitori senza aiuti!<br />
Se poi ci si mettono pure le calamità stagionali, la questione si complica ulteriormente. Da qualche giorno sono vittima di un&#8217;influenza virale che mi sta prostrando. Febbre a 38°C e oltre, tosse secca, tracheite. Una sinusite che mi ammorba l&#8217;esistenza e mi spacca la testa in due come un cocomero.<span id="more-219113365"></span><br />
L&#8217;insorgenza è stata subdola; si è presentata con un dolore al rachide dorsale giovedì scorso e si è poi evoluta con febbre nel fine settimana. Tappati in casa tutta domenica, anche perché se l&#8217;è buscata pure il piccolo Giacomo, poveraccio. Sono quattro giorni che lo ungiamo di tachipirina e la febbre, in serata, raggiunge picchi vicini ai trentanove. Nel caso di Giacomo c&#8217;è stato un preavviso di due settimane; sta cambiando i denti da latte e sono ricominciate le visite notturne in camera dei <em>parents</em>. Poi su quel suo ininterrotto frugnarsi con le dita la cavità orale si è innestata la pestilenza virale.<br />
E quando il gioco si fa duro&#8230;<br />
Reiterate visite in camera nostra; accoglimento del pargolo malaticcio in mezzo a noi. Giacomo ha la fissa del contatto fisico, molto diffusa, mi par di capire, e non solo nei bimbi della sua età. Nel suo caso si traduce in reiterati massaggi ai nei di sua madre, con un surplus di toccamenti e palpazioni varie. Se in più c&#8217;è anche il cambio dei denti e il virus, ecco che il letto matrimoniale diviene un campo di battaglia. Calci e ceffoni a raffica, spasmi delle gambe, cambi di posizione repentini – le posizioni sono le più bizzarre che possiate concepire. Guardo mia moglie al mattino e le sovrappongo allo specchio il mio viso provato per la febbre: sembra conciata peggio di me.<br />
Hai voglia, sono due settimane che non dorme!</p>
<p>Questa irriducibile guerra di posizione si sviluppa con una serie di configurazioni tattiche che avrebbero fatto la felicità di Rommel, la <em>volpe del deserto</em>. L&#8217;obiettivo è: sconfiggere il nemico massacrandolo psicologicamente, togliergli ogni guizzo di energia residua utile a veicolare un impulso attraverso una rete di neuroni, con l&#8217;esito di renderlo simile ad un vegetale. O al parente più prossimo di un&#8217;ameba.</p>
<p>Loro (siamo invasi dagli ultracorpi, è una verità inoppugnabile, ma non sono degli alieni dalla pelle verde: sono sic et simpliciter la nostra progenie) hanno un asso nella manica. Ovvero il guerriero silente, pronto ad entrare in azione ad un segnale convenuto. Di chi sto parlando? Ma del fratello più grande, ovviamente, quel Matteo di sei anni che normalmente dorme il sonno dei giusti nel SUO lettino, nella SUA cameretta.<br />
Le fasi del conflitto, nel corso delle ultime notti, possono essere riassunte in uno schema tipico:</p>
<p>A) La mater premurosa addormenta i bimbi nei loro lettini, sostituendosi alla normale alternanza col pater, che al momento è ammalato.<br />
Quando gli ultracorpi si sono addormentati, i genitori senza aiuti provvedono alle incombenze quotidiane di gestione della casa: avvio della lavastoviglie dopo la cena, sistemazione della cucina, riordino del soggiorno sventrato da giocattoli, libri, disegni e pennarelli disseminati ovunque. Lavaggio serale della biancheria, organizzazione a tavolino del giorno seguente, porta fuori il cane per i suoi bisogni e a letto per mezzanotte.</p>
<p>B) Ore 1.00: prima incursione delle avanguardie. Giacomo viene accolto nel lettone e inizia le sue operazioni di logoramento psico-fisico.</p>
<p>C) Ore 3 o 4: il guerriero silente si desta, si accorge dell&#8217;assenza del fratello e raggiunge tutta la combriccola al piano di sopra – del resto perché dovrebbe starsene solo e abbandonato da tutti nel suo lettino? Perché al suo fratellino viene rivolto un trattamento di favore?<br />
A questo punto le opzioni sono due, col medesimo effetto. Il daddy è costretto a interrompere il suo sonno e far fagotto; o D) portandosi in cameretta dei figli il più grande (con preliminari di addormentamento che vanno dai 10&#8242; ai 20&#8242;: «Mi tieni la manina papà?»); o E) abbandonando l&#8217;alleato (sua moglie) al suo destino, in balia di quelle creature letali. Le opzioni si articolano sulla scorta della lucidità e razionalità del daddy al momento del risveglio.</p>
<p>L&#8217;altra sera c&#8217;è stata pure una manovra diversiva e imprevista, ma non meno micidiale. F) Mia moglie cercava di addormentare i bimbi nella loro cameretta, con scarsi risultati. Io con febbrone a 38,6°C e improvvisamente la cagnetta si mette ad uggiolare di fronte alla porta di casa. Ho cercato di ignorare quegli occhi imploranti e di coricarmi, ma quell&#8217;abominio a quattro zampe mi ha seguito fino in camera, al piano superiore. Ho dovuto scendere di nuovo al piano, intabarrarmi e portarla a passeggiare per il quartiere.<br />
Dura la vita per i genitori senza aiuti!</p>
<p>p.s. Dimenticavo: buon <strong>San Valentino</strong>!, ma andateci cauti. Di seguito vi elenco alcune possibili conseguenze:</p>
<div id="attachment_219113368" class="wp-caption alignleft" style="width: 970px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/il-kamasutra-dei-neo-genitori.jpg"><img class="size-full wp-image-219113368" title="il kamasutra dei neo genitori" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/il-kamasutra-dei-neo-genitori.jpg" alt="" width="960" height="640" /></a><p class="wp-caption-text">Il Kamasutra dei neo genitori</p></div>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/02/14/virus-e-insonnia/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Quarantacinque</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_219113332" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0022.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113332" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0022-300x225.jpg" alt="torta dei 45" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La torta a strati dei 45</p></div>
<p>Capita che un genitore compia quarantacinque anni. Capita che il giorno del suo compleanno gli avvenimenti non abbiano propriamente uno svolgimento fluido e rilassato. Tanto per cominciare al lavoro c&#8217;è qualche frizione, le comunicazioni tra i colleghi si complicano e il nostro quarantacinquenne tenta di svicolare, di sottrarsi alla tensione che imperversa. Aveva procurato un dolcetto fragrante e gustoso, fatto in casa dalla moglie, per allietare l&#8217;atmosfera e festeggiare in compagnia una ricorrenza che bene o male c&#8217;è. <span id="more-219113335"></span>Ovvero, il nostro genitore non prende mai bene il proprio genetliaco, lo vive con un lieve smottamento sul piano psicologico. Invariabilmente deraglia in uno stato di soffusa malinconia: un altro anno, i bilanci inevitabili dell&#8217;esistenza, a quali non riesce puntualmente a sottrarsi. Tante cose ancora da fare: obiettivi, progetti. E il tempo che stringe. Non che non sia soddisfatto di sé; al contrario, le cose gli vanno decisamente bene. Potrebbero andare anche meglio ma lui è uno che la prende con filosofia, che sa apprezzare quanto di buono la vita ha in serbo per lui. È forse questa storia della “filosofia” che lo mette in lieve disagio riguardo al pensiero del Tempo che frulla. <em>Tempus fugit</em>.</p>
<p>Capita che gli arrivi una telefonata dalla scuola del figlio. Il bimbo lamenta mal di pancia, è meglio se uno dei genitori lo viene a prendere. Allora il padre di famiglia telefona alla moglie, in giro per commissioni. Non è reperibile. Un disguido ulteriore, un cellulare nuovo, col quale non si ha ancora la necessaria dimestichezza, e lei si accorgerà dopo un&#8217;ora dei messaggi/chiamate. Ma il <em>pater</em> è un po&#8217; sollevato di poter staccare dal lavoro, pure per la necessità di dover andare a prelevare il pargolo. Pure se avrebbe volentieri festeggiato il suo compleanno e brindato coi colleghi.</p>
<p>Capita che il figlio in prima elementare sia un po&#8217; in crisi. Niente di che, è bravo, si applica e proprio nel giorno del compleanno di suo padre gli ha portato a casa un 10 e lode perché ha recitato alla perfezione la filastrocca che gli aveva dato in compito la maestra. Solo è un periodo che regge con difficoltà l&#8217;impegno di quelle ore a leggere, scrivere, disegnare e far di conto. O qualche intemperanza delle maestre che perdono la pazienza &#8211; anche loro sono sovraccaricate per svariati, più o meno nobili motivi. O perché sono distratte rispetto a qualche esigenza dei pargoli. In parte può rientrare nell&#8217;ordine naturale delle cose; a volte è una miopia di singoli professionisti che ricoprono ruoli e funzioni educative, se non qualche riprovevole atteggiamento improntato ad una idiosincrasia personale e indiscriminata. Se non, diciamola tutta, qualche meschina faziosità. Non dovrebbe andare così ma si sa come va il mondo. La questione, con questi piccoli uomini e donne, è che sono in un&#8217;età nella quale non dispongono ancora degli strumenti e della consapevolezza per potersi difendere. Sono preda della loro meravigliosa e sconfinata sensibilità, e perciò più vulnerabili. Sono dei piccoli Svarovski; non puoi maneggiarli con le zampe di un ippopotamo. Capita allora che il pargoletto ci marci un poco su quel mal di pancia e approfitti della situazione per svicolare dalle spire dell&#8217;istituzione. Il “genitore senza aiuti” lo preleva da scuola e il figlio è felice di vederlo. Anche la bidella apprende del compleanno e porge gentilmente i suoi auguri. Una volta rientrati alla magione si è fatto quasi mezzogiorno e la moglie – rincasata pure lei &#8211; deve ripartire: il suo corso d&#8217;aggiornamento inizia tra una mezzora.</p>
<p>Così il nostro quarantacinquenne è inchiodato ai suoi doveri di <em>pater familias</em>. Non che la cosa non gli vada a genio, beninteso. Trascorrere del tempo con i propri figli è sempre un&#8217;opportunità intrigante quanto, ahimé, particolarmente impegnativa e il nostro genitore, forse, non si aspettava che la giornata prendesse questa piega. Sempre di tempo stiamo parlando, e il genitore ricorda en passant che da adolescente inanellò alcuni versi che si condensarono in una breve poesia, che titolò: <em>Il tempo è mio nemico</em>. Il tempo non è nemico di nessuno, pensa ora il nostro genitore “senza aiuti”. Il tempo diventa nemico di coloro che non sanno organizzarselo a dovere. E l&#8217;unico modo per farsi amico il tempo è prenderlo per le corna. Magari gli riuscisse sempre, pensa il nostro quarantacinquenne “senza aiuti”, di domare il tempo. Rendere preziose quelle ore da trascorrere con la prole, quelle ore che dovrebbero traghettarlo fino a sera, dove gli eredi dormono il loro sonno ricarica-batterie. Fino a sera, dove il nostro genitore “senza aiuti” potrà riprendere pieno possesso di un tempo più “personale”, da dedicarsi per far sedimentare esperienze ed impressioni diurne.</p>
<p>Non ha ricette che possano tornare utili per ogni situazione, il nostro genitore “senza aiuti”, ma se desiderate prendere come suggerimento le attività che seguono, dovete essere muniti essenzialmente di due requisiti:<br />
a) una ciclopica pazienza; b) niente isterismi da massaie hi-tech che la cucina l&#8217;acquistano solo per contemplarla ed è sempre intonsa e inaccessibile come un fascinoso monolite.<br />
Detto questo il nostro quarantacinquenne ha prima seguito il figlio maggiore con le lezioni per casa; poi insieme sono passati a prelevare l&#8217;altro cucciolo all&#8217;asilo. Programma del pomeriggio (una volta appurato che il pancino del grande si era “miracolosamente” risanato): organizzare la festa di compleanno di papà. Così, dopo aver appeso un bello striscione con la scritta Buon compleanno sulla parete di fondo del soggiorno e qualche stella filante alle travi del soffitto, il trio si è dedicato alla preparazione di una “complessa” torta a strati. Cose da far impallidire Willy Wonka e i suoi Umpa Lumpa.</p>
<p><em>Torta a strati dei 45.</em></p>
<p>Ingredienti: 500 gr. di panna fresca da montare; 2 confezioni di biscotti secchi tipo “Petit”; 1 confezione di cacao magro in polvere finissima; latte fresco intero a disposizione; 1 confezione di dolci decori, tipo “musetti di orsetto” et similia; 1 busta di zucchero a velo vanigliato; 1 candelina.</p>
<div id="attachment_219113333" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0020.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113333" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0020-300x225.jpg" alt="super heroes" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il festeggiato con i due super-eroi</p></div>
<p>Versare la panna fresca in una ciotola e farla montare dai bimbi col minipinner. Attenzione, nervi saldi. I pensili rossi della cucina si copriranno di puntini bianchi, tipo sorella della Pimpa. A nulla varranno le vostre reiterate imprecazioni e richiami alla gestione corretta del minipinner.<br />
Prendere una pirofila capiente e creare un pavimento di biscotti inzuppati per bene nel latte. Versare un primo strato di panna montata sopra il letto di biscotti. Creare un secondo strato di biscotti inzuppati; a questo punto cospargere di cacao magro finissimo, con l&#8217;ausilio di un colino, la superficie della torta, litigando a più riprese con gli eredi, immancabilmente lordi di panna, latte e cioccolato, nel tentativo di contenere gli effetti della polvere di cacao che andrà a depositarsi sul parquet del soggiorno – con grande giubilo del cane.<br />
Coprire con ulteriore strato di biscotti e panna (se nel frattempo avrete ancora abbastanza panna salvaguardata dalle dita rapaci dei golosi bricconcelli). Il lavoro di precisione (si fa per dire) consiste nel ritagliare da un cartoncino i due numeri corrispondenti all&#8217;età del genitore e adagiarli sulla superficie cosparsa di cacao finissimo. Distribuire infine col colino dello zucchero a velo vanigliato nei bordi del cartoncino ritagliato. Asportare il cartoncino con delicatezza, evitando di bestemmiare se qualcosa va storto. Permettere alla squadra di demolizione che vi assiste di collocare i dolci decori qua e là. Per compattare il tutto, conservare in frigorifero e servire in tavola dopo qualche ora, difendendo strenuamente la roccaforte dagli assalti dei turchi affamati. La candelina sulla torta svetta solinga e rincuora il genitore in quanto puramente simbolica – in compagnia di altre quarantaquattro avrebbe investito di sgomento il nostro malcapitato.</p>
<p>Effetti a breve e medio termine: la sera arriverà con maggiore rapidità nella vostra percezione del tempo. Se non avrete perso le staffe e mantenuto il necessario equilibrio mentale, noterete che pure la velata malinconia del quarantacinquenne avrà infilato alla chetichella la porta di servizio. Concludiamo con il calzante auspicio che ci ha rivolto un carissimo amico: «Uno scrittore finisce per avere nella vita la pazienza di cui ha avuto bisogno per scrivere» (José Saramago, Cecità).</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0021-e1326962727889.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-219113334" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/PICT0021-e1326962727889-225x300.jpg" alt="il festeggiato" width="225" height="300" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/01/19/quarantacinque/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Capodanno a Innsbruck</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:17:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>(30-31 dicembre 2011-1 gennaio 2012)</p>
<div id="attachment_219113298" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Innsbruck-tetto-doro.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113298" title="Innsbruck-tetto-doro" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Innsbruck-tetto-doro-300x200.jpg" alt="tetto d'oro - Innsbruck" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Innsbruck - il tettuccio d&#39;oro - foto da web</p></div>
<p>Il villaggio turistico <em>Natterer See</em> si trova sulla riva dell&#8217;omonimo lago, a 7 chilometri dalla rinomata città tirolese. È qui che abbiamo deciso di fare tappa per il nostro Capodanno austriaco. Il <em>Natterer</em> è stato una vera sorpresa: più di 200 piazzole incastonate nella campagna, con intorno una maestosa cornice di picchi innevati. Un edificio dal profilo architettonico <em>minimal-chic</em>, con tetto a pannelli solari, ospita la hall e i servizi, veramente all&#8217;avanguardia, tanto da meritarsi l&#8217;eccellenza delle cinque stelle. Impianti sanitari dal design essenziale quanto futuribile, arredi congegnati per le famiglie, con una particolare attenzione all&#8217;igiene dei più piccoli; un padiglione per le docce che ospita una ricca collezione di miniature di camper, caravan e roulotte multicolori, da Lego a Walt Disney. Una terrazza panoramica, un bar bistrot, wc e lavatoi stoviglie con la filodiffusione; una biblioteca e un market per ogni esigenza basilare.<span id="more-219113300"></span></p>
<p>Il viaggio di andata, il mattino del 30 dicembre, ci ha creato qualche problemino. Sulla Verona-Brennero violente raffiche di vento scuotevano a tratti Diogene, che doveva mantenersi sotto i 100/Km orari, nonostante gli ammortizzatori Al-Ko, per non decollare dall&#8217;asfalto in fase di sorpasso.<br />
All&#8217;altezza di Klausen e Brixen il paesaggio autunnale ha ceduto il posto ad una copiosa nevicata. Dopo il ponte Europa il biancore diffuso ci ha dato l&#8217;impressione di aver repentinamente cambiato dimensione. Strana stagione, questa. Il generale Inverno che tarda a venire, la colonnina del mercurio che permane alta rispetto alle medie stagionali e una umidità relativa disagevole stanno caratterizzando queste giornate. In Austria abbiamo invece vissuto la nostra prima parentesi autenticamente invernale e assaporato una <em>preview</em> delle scorribande sulla neve che – speriamo – verranno. A breve.</p>
<p>Va da sé che gli austriaci sono a loro agio con la neve e di conseguenza sono attrezzati alla bisogna. Un efficiente servizio di bus navetta collega il <em>Natterer See</em> con la città. Per gli ospiti del camping è gratuito, compreso nella card dei servizi. Il 31 dicembre, di primo mattino, ci siamo così portati a Innsbruck, attraversando le candide stradine di Natters, per fare infine scalo nella stazione cittadina degli autobus al termine di una corsa panoramica lungo i ripidi tornanti che scendono fino al letto del fiume Inn. Mentre percorrevamo Maria-Theresien-Strasse soffiava un vento gelido e la neve scendeva abbondante e asciutta. Abbiamo passeggiato fino a Friedrich-Strasse, per vedere quello ch&#8217;è il simbolo della città, il <em>tettuccio d&#8217;oro</em>. Lo sfarzoso bovindo ha un tetto ricoperto da 2657 tegole di rame placcato d&#8217;oro, con affreschi nella loggia, stemmi e rilievi. Si trova in un edificio del 1420, fatto erigere da Federico IV come residenza dei principi del Tirolo. Speravamo che i mercatini di Natale fossero agibili, ma avrebbero aperto i battenti solo nel primo pomeriggio. Visto che la nevicata stava crescendo d&#8217;intensità, abbiamo deciso di riscaldarci un po&#8217; e di unire l&#8217;utile al dilettevole con una visita all&#8217;Hofburg. Il palazzo imperiale è davvero sfarzoso; in stile tardo gotico, fu teatro delle nozze di Leopoldo II con Maria Ludovica (1765). Ci siamo aggirati con curiosità nel vasto salone delle feste, per le sale di rappresentanza e la cappella. Matteo ha innescato un allarme alle barre d&#8217;entrata e il buon Giacomo, approfittando della distrazione dei genitori, si è seduto prima in una sedia del tardo Settecento, poi in un divanetto nella sala da toletta di Sissi, facendo accorrere prontamente il custode. Credo fossero vicini a spiccare un mandato di cattura internazionale.</p>
<div id="attachment_219113306" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/31122011040.jpg"><img class="size-medium wp-image-219113306" title="31122011040" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/31122011040-300x225.jpg" alt="Giacomo e Matteo, Innsbruck, 31 dic 2011" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Giacomo e Matteo, Innsbruck, 31 dic 2011</p></div>
<p>Nel primo pomeriggio abbiamo passeggiato per la Seiler-Gasse e la Kiebach-Gasse, la strada delle fiabe, elegante e romantica. Sui cornicioni stanno appollaiati i personaggi delle favole più celebri di tutto il mondo nordico. Per concederci una tregua alle sferzate del vento e della neve ci siamo rifugiati nella galleria del centro commerciale Rathaus Galerien, dove abbiamo acquistato del pane caldo e fragrante da un panettiere, abbiamo sostato nei wc multifunzionali dell&#8217;interrato e siamo saliti al sesto piano con un ascensore panoramico, per vedere Innsbruck dai tetti. Prima di riprendere il bus alle 16 e tornare al <em>Natterer See</em>, abbiamo visitato il duomo di San Giacomo. L&#8217;edificio fu ristrutturato in stile barocco tra il 1717 ed il 1724. Mi ha colpito l&#8217;imponenza del grande organo, con le canne disposte in misura decrescente a creare la prospettiva di una navata. Su una cappella laterale c&#8217;era un bel presepio commemorativo, con la città di Innsbruck e le statuine agghindate come i reggenti di Asburgo e Lorena. Affreschi e stucchi dei fratelli Asam sul soffitto e una radiosa immagine di Maria Ausiliatrice di Lucas Cranach il Vecchio nell&#8217;altare.</p>
<p>Dopo qualche ora di riposo in camper, tra letture e giochi coi bimbi, abbiamo ripreso l&#8217;autobus per il centro, accodandoci ad un gruppetto di italiani, torinesi e baresi, pure loro ospiti del camping. Faceva decisamente freddo per starsene nelle piazze ad attendere l&#8217;anno nuovo, così abbiamo deciso di riparare in un locale, la Pizzeria romantica in Kiebach-Gasse, adocchiata in mattinata, nel corso della nostra passeggiata. Una scelta felice: ho mangiato una buona pizza dalla pasta croccante, la cosiddetta “Diavolo” (così in listino), con salamino piccante e peperoncini verdi, seguita da un&#8217;immancabile mezzo litro di Zipfer, vera istituzione in Austria. Sabrina ha invece optato per un piatto di minestrone della casa, con verdure e una salsa speziata, dall&#8217;aroma gradevole e invitante. Pure la prole è stata attenta e composta nel saziarsi con gusto di una margherita con abbondante pomodoro e formaggio. Innsbruck è una città rigurgitante di giovani, con tanti servizi e locali per tutti i gusti. In Hofburg-Gasse ci sono una speckeria e una rivendita di formaggi locali che meritano almeno un passaggio per lustrarsi gli occhi. La qualità della vita è buona qui, la benzina costa decisamente meno (segno che in Italia dovremmo cominciare ad inquietarci). Se le cose si mettono male nel Belpaese, Innsbruck potrebbe essere un buon piano B.</p>
<p>Mezzanotte sembrava non arrivare mai. I pupi cominciavano a dare segni di cedimento, che si traducevano in capricci e lamentele. Abbiamo fatto una ulteriore tappa in un bistrot per un caffè e poi tutti in pole position sotto il tettuccio, pigiati nella moltitudine di austriaci e turisti da ogni dove, molti dei quali storditi dal vin brulè e dagli abbondanti beveraggi a base di birra e superalcolici. Abbiamo notato una cospicua presenza di forze dell&#8217;ordine, il che ci ha dato sicurezza. Lo scoccare dell&#8217;ora fatidica è coinciso con l&#8217;esplosione dei fuochi artificiali e una folla concitata si è spostata verso le rive del fiume, dove sopra l&#8217;Innsbrücke il cielo notturno diventava improvvisamente una tavolozza multicolore. Lì abbiamo passato qualche brutto minuto. La calca spingeva per trovare sbocco sulla Herzog-Otto-Strasse e abbiamo temuto per i bimbi. Giacomo piagnucolava per il fragore dei botti (non ha neanche quattro anni, poverino), anche se era piuttosto incuriosito dallo sgargiante spettacolo. Matteo era eccitatissimo e mi si arrampicava sulla schiena come una scimmia pur di vedere meglio. Sabrina è riuscita a portarsi oltre le transenne, vigilate dagli uomini della sicurezza e dagli infermieri dei mezzi di soccorso, che hanno portato al di là della cintura di contenzione pure i due bimbi. Io mi sono un po&#8217; attardato e quando in tutta fretta ho cercato di scavalcare le transenne sono stato investito da un&#8217;ondata della ressa che cercava di farsi spazio in quell&#8217;imbuto. La gamba sinistra mi si è impigliata malamente nel metallo e sono caduto a terra pesantemente oltre lo sbarramento. Quando mi sono rialzato ho temuto per il peggio; avevo perso la sensibilità della gamba, temevo di essermi fratturato qualcosa. Invece mi era stata solo pizzicata a dovere; dopo qualche minuto la circolazione mi si è riattivata. Più rilassato mi sono riunito a Sabrina e ai bimbi con un sospiro di sollievo e ci siamo fatti gli auguri. Lo spettacolo dei fuochi continuava, splendido ed emozionante. Buon 2012 a tutti. Fate del vostro meglio; per il resto: che la fortuna vi assista.</p>
<p>Info: http://www.natterersee.com</p>
<p>http://www.pizzeriaromantica.at/</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/01012012044.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-219113305" title="giacomo e matteo" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/01012012044-300x225.jpg" alt="giacomo e matteo natterer see" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2012/01/06/capodanno-a-innsbruck/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Govone, il magico paese di Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 23:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ponte dell&#8217;Immacolata l&#8217;abbiamo trascorso a Govone, sulle colline del Roero, tra Cuneo ed Asti. Una bella trasferta (tre ore e mezzo d&#8217;autostrada, partenza da Vicenza venerdì 9 dicembre nel pomeriggio) per immergerci in una gradevole atmosfera natalizia. Mancava solo la neve; peccato per le temperature: colonnina del mercurio ancora alta rispetto alla media stagionale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_992" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0356.jpg"><img class="size-medium wp-image-992" title="100_0356" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0356-300x225.jpg" alt="G-sala dei ghiacci" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Govone, la sala dei ghiacci</p></div>
<p>Il ponte dell&#8217;Immacolata l&#8217;abbiamo trascorso a Govone, sulle colline del Roero, tra Cuneo ed Asti. Una bella trasferta (tre ore e mezzo d&#8217;autostrada, partenza da Vicenza venerdì 9 dicembre nel pomeriggio) per immergerci in una gradevole atmosfera natalizia. Mancava solo la neve; peccato per le temperature: colonnina del mercurio ancora alta rispetto alla media stagionale.<span id="more-985"></span></p>
<div id="attachment_988" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0301.jpg"><img class="size-medium wp-image-988" title="100_0301" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0301-300x225.jpg" alt="G" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Govone</p></div>
<p>Govone è un piccolo borgo incastonato tra dolci colline, in una valle disegnata dal corso del fiume Tanaro, a poca distanza dalla Bassa Langa e dal Monferrato. Il paesaggio è un balsamo per gli occhi. Siamo arrivati in paese in tarda serata e disponendo di alcune informazioni sui punti di sosta camper abbiamo puntato il navigatore sulle coordinate segnateci. Il borghetto si inerpica per una salitella di tutto rispetto, con strade strette e ripide. Abbiamo gironzolato qua e là per vicoletti ma al buio non si capiva granché, perciò abbiamo optato per la soluzione più semplice: guadagnato Corso Alfieri di Sostegno, dov&#8217;era indicato un pozzetto di scarico per i veicoli ricreazionali, ci siamo fermati alle porte del paese. Eravamo in buona compagnia, una decina di camper in tutto.</p>
<p>Govone è amministrato da una giunta intraprendente e lungimirante. Ce ne siamo accorti fin dal mattino dopo, mettendoci in cammino per raggiungere il centro. La protezione civile ha previsto un servizio di bus navetta e un gentile funzionario ci ha dato un passaggio col suo pick-up – con grande gioia del piccolo Giacomo, l&#8217;esperto di <em>Quattroruote</em> in casa Carollo.<br />
La piazza è tutta compresa in quattro casette basse a due piani, tre chiese e qualche esercizio, tenera e carinissima. E in cima al colle una sontuosa residenza sabauda, oggi iscritta nel patrimonio dell&#8217;umanità dell&#8217;Unesco. Eccola qui la casa di Babbo Natale, la dimora dei suoi soggiorni nel Belpaese, con i suoi alti soffitti e le sue ampie sale affrescate. Ci siamo aggirati per i giardini ben curati, tra le fontane, scattando qualche fotografia e affacciandoci dalla balaustra per ammirare il panorama.</p>
<div id="attachment_989" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0314.jpg"><img class="size-medium wp-image-989" title="100_0314" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0314-300x225.jpg" alt="Diogene" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Diogene è il primo a destra sull&#39;angolino di Piazzale Monsignor Cauda</p></div>
<p>In piazza Monsignor Cauda c&#8217;erano un paio di posti liberi per la sosta, così sono sceso dalla collina a prelevare il camper e posizionarlo, non senza qualche brivido per gli spazi angusti di manovra, a due passi dalle mura, posizione strategica per godere degli eventi e di tutto quel che la pro loco mette a disposizione dell&#8217;ospite in questo periodo dell&#8217;anno. A Govone la vita scorre più lentamente rispetto alla frenesia delle nostre città. Confrontando i prezzi al supermarket del paese con quelli dei nostri Iper farebbe bene alle nostre tasche prendere residenza da queste parti. Prendi il discorso della casa di Babbo Natale: attirando molti turisti nel periodo natalizio potrebbero anche lucrarci sopra ma i parcheggi sono gratuiti e a ridosso delle mura ci sono pure degli allacci per l&#8217;elettricità. C&#8217;è pure una locanda a due passi dal castello dei Savoia, dove si possono gustare le prelibatezze della cucina piemontese con menu turistico a 12 €. Nei terrazzamenti sotto il castello, tra alberi secolari, ci sono i classici mercatini, improntati per lo più sull&#8217;offerta di prodotti biologici: frutta e verdura, vini locali, birra prodotta artigianalmente, miele e tisane, formaggi e insaccati, addobbi e decori, giocattoli e libri. Noi abbiamo acquistato una squisita crema di nocciole tostate.</p>
<div id="attachment_990" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0322.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-990" title="100_0322" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0322-150x150.jpg" alt="presepe" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Presepe meccanico nella chiesa di Santo Spirito</p></div>
<p>Nel tardo pomeriggio di sabato 10 ci mettiamo in fila di fronte all&#8217;entrata della principesca dimora del bonario Signore dalla candida barba ma non ci va bene; la folla di genitori e bambini lì assiepata staziona senza frutto per una quarantina di minuti, finché gli addetti si scusano per un inaspettato guasto tecnico all&#8217;impianto elettrico. Poco male, altre offerte non mancano. Alla vicina chiesa di Santo Spirito sono esposti presepi provenienti da tutta Italia, di varie dimensioni, e l&#8217;abside è occupato da un incantevole presepio meccanizzato. Nel palazzo dei Congressi, ricavato da una chiesetta romanica, c&#8217;è una mostra fotografica e ad ogni ora si organizzano laboratori dedicati ai più piccoli. Matteo e Giacomo partecipano a uno stage di lavorazione del feltro, pasticciando con gomitoli di lana, acqua calda e sapone. Noi genitori scattiamo qualche foto e familiarizziamo con una coppia di Genova, nostri vicini di camper, un figlioletto e una bimba a carico di età simile ai nostri due brigantelli. La serata trascorre paciosa; mi godo la quiete dell&#8217;abitacolo, dove i pargoli riposano sereni, sfogliando <em>Spider Man</em> e ultimando la lettura dell&#8217;ultimo romanzo di Gabriele Dadati.</p>
<div id="attachment_991" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0348.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-991" title="100_0348" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0348-150x150.jpg" alt="cucina" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La cucina di mamma Natale</p></div>
<p>Il piatto forte arriva il mattino di domenica 11, motivo e sunto del nostro viaggio qui a Govone. Il piazzale della casa di Babbo Natale non è ancora gremito di famigliole e ci facciamo accogliere con agio nelle ampie sale del pianterreno, dove sono ospitati pure gli uffici del Municipio. I piccoli passano avanti, in prima fila, e il gruppo viene condotto da un elfo in cilindro al piano superiore, dove si raduna nell&#8217;anticamera dell&#8217;arzillo vecchietto, ricolma di pacchetti di doni di varie dimensioni e colori. La Regina degli Elfi ci dà il benvenuto e scorriamo nella camera dove troneggia un grande baldacchino. Babbo si è appena svegliato e la musica di sottofondo ci immerge nel climax soffice e melodioso del Natale. Seguiamo il tappeto rosso del percorso; oltrepassiamo la biblioteca, dove gli elfi lavorano alacremente per smistare il monte di lettere che arrivano dai bambini di ogni latitudine. I flash delle fotocamere ci stordiscono, i bambini hanno disegnato lo stupore in viso e si stringono intorno a mamma Natale, indaffarata nella sua cucina a preparare gustosi manicaretti e vellutati pandori. La sala dei Ghiacci è un gioco di luci e videoproiezioni; sui muri scorrono frondosi abeti ricoperti di neve; si attraversa un mondo fiabesco fatto di renne e campanelli e una voce invita a riflettere sull&#8217;autentico spirito del Natale. Nell&#8217;ampio salone al piano nobile la Regina, i suoi elfi e le fate del bosco inscenano un musical che prepara l&#8217;entrata tanto attesa, quella di Babbo Natale, che spunta dalla sua poltrona regale a forma di slitta, pronto a farsi abbracciare dai bambini, ad accogliere i loro desideri, le loro semplici e colorate letterine. «Siete stati bravi?», chiede. E il coro, all&#8217;unisono, replica con un deciso sì.<br />
«Siamo sicuri?»</p>
<div id="attachment_993" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0370.jpg"><img class="size-medium wp-image-993" title="100_0370" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0370-300x225.jpg" alt="musical" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Come a Broadway!</p></div>
<p>Eccolo qui lo spirito del Natale. Molti diranno che dovrebbe essere qualcosa di più. Molto di più. Con le teorie e riflessioni che ci vanno dietro, più che legittime e giuste. Ma questi sono discorsi da adulti e a noi piace, in questo momento, lasciarci suggestionare dall&#8217;emozione quasi palpabile dei nostri figli e rievocare quei momenti di trepida attesa, a ore improbabili per dei piccini, quando ci stropicciavamo gli occhi aspettando di scorgere il vecchio dalla barba bianca che entrava nel soggiorno di casa immerso nella semioscurità. O al limite sgamare i nostri genitori che riponevano i doni sotto l&#8217;albero. «Ci vediamo il 25!» ci saluta calorosamente Claus il canuto. Buon Natale a tutti.</p>
<p>Info: http://www.ilpaesedinatale.com</p>
<div id="attachment_994" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0374.jpg"><img class="size-medium wp-image-994" title="100_0374" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0374-300x225.jpg" alt="santa claus" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Santa Claus is coming to town</p></div>
<div id="attachment_987" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0289.jpg"><img class="size-medium wp-image-987" title="100_0289" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/100_0289-300x225.jpg" alt="Matteo &amp; Giacomo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo &amp; Giacomo - giardini del castello di Govone</p></div>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2011/12/18/govone-il-magico-paese-di-natale/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La buona terra</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 22:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La buona terra</em><br />
Cervarese di Santa Croce (PD)<br />
Via Repoise 73, Tel. 0499915497<br />
http://www.buonaterrabio.it; info@buonaterrabio.it</p>
<div id="attachment_978" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/esterno_la_buona-terra.jpg"><img class="size-full wp-image-978" title="esterno_la_buona terra" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/esterno_la_buona-terra.jpg" alt="la buona terra" width="250" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Agriturismo &quot;La buona terra&quot;</p></div>
<p>In attesa dei mercatini di Natale e dell&#8217;apertura ufficiale – con il favore del meteo – delle piste da sci, è il momento di spendere qualche week end a zonzo per fattorie didattiche. Se non avete prole potrete andare alla ricerca di prodotti genuini a Km 0 (che sposano il palato esigente e la sana alimentazione); se avete bimbi piccoli li farete sicuramente felici con spazi aperti e tanti animali da cortile a portata di mano.<span id="more-976"></span><br />
Due fine settimana fa siamo stati in camper a una trentina di chilometri da casa, a Cervarese Santa Croce (Padova), all&#8217;Agriturismo La buona terra, certificato bio-ecologico: BIOS, SINCERT e AIAB per la precisione. La buona terra è tante cose: ristorazione, fattoria didattica, alloggio, agricampeggio con area camper, piscina e uno spaccio di vendita prodotti.</p>
<p>L&#8217;area camper ti offre l&#8217;allaccio per l&#8217;elettricità, l&#8217;acqua e nei pressi c&#8217;è pure un pozzetto di scarico. Volendo hai anche le docce e una toilette. L&#8217;energia viene dal fotovoltaico, a tetto. Ci siamo piazzati nel mezzo della campagna, tra l&#8217;orto e le vigne, e ci siamo goduti (unici ospiti camperisti) un paio di giorni di relax. Le attività prevedono escursioni guidate nei dintorni e nel parco dei colli euganei, accudimento animali, serate a tema ma bisogna essere in comitiva e nel nostro caso abbiamo avuto solo piena libertà di aggirarci per la tenuta. Matteo si è sfinito di corse per l&#8217;aia e per i campi, inseguendo galli e galline. Col fratellino Giacomo ha portato foraggio ad asinelli e cavalle, ha osservato curioso le mucche e le liti tra i maiali grufolanti.</p>
<p><em>Fuga dalla città, la vita l&#8217;amore e le vacche</em>, recitava il titolo di un film di qualche annetto fa e vi assicuro che fa bene ogni tanto un bel ritorno alle radici. Leggevo in uno dei cartelli illustrativi della fattoria che i termini terra, uomo e umiltà hanno una comune radice etimologica.<br />
È vero, non mi ci ero mai soffermato adeguatamente: humus, homo, humilitas. Meditiamo, gente. Meditiamo a quel che stiamo facendo all&#8217;ambiente, all&#8217;amore che abbiamo perduto, con la nostra cosiddetta «civiltà», per la terra e i suoi frutti.</p>
<p>Già prima di diventare genitori eravamo attenti all&#8217;alimentazione, per esigenze di sportivi, con un occhio alla salute e al benessere. Niente scelte radicali o fortemente rigorose, per carità, ma con Sabrina cerchiamo di dare ai nostri figli un&#8217;alimentazione di qualità, per quanto ci è possibile. Il biologico è una soluzione, ma bisogna stare attenti a selezionare i prodotti sinceri: sono in molti a millantare certificazioni laddove invece si cerca esclusivamente di cavalcare il trend per ricavare un po&#8217; di fatturato in più.</p>
<p>L&#8217;Azienda Agricola La buona terra lavora e produce per l&#8217;Agriturismo carni, insaccati, marmellate, conserve, farine, verdure. Conviene lasciare una vostra mail, comunque, così vi segnalano quando hanno i prodotti disponibili in stagione. Abbiamo rincorso per due giorni Domenico, il fattore, che ci ha prestato poca attenzione perché troppo preso dalle sue attività “sul campo”; lo spaccio non ha orari, serve gli ospiti quando è possibile e alla fine siamo riusciti ad acquistare qualcosa prima di ripartire: farina di mais e della soppressa (squisita!).<br />
Il tempo non è stato accondiscendente, sembrava di essere in una brughiera scozzese con contorno di nebbia e umidità a palate, ma questo non ha impedito alla truppa di scorrazzare tra stalle e stagni. En plein air. Tutta salute.</p>
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		<title>Provenza in camper #7</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 21:33:28 +0000</pubDate>
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<p><em>Saintes-Maries de la Mer, Le Grau du Roi<br />
</em><br />
Venerdì 22 luglio 2011</p>
<div id="attachment_875" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0030.jpg"><img class="size-medium wp-image-875" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0030-300x225.jpg" alt="Parc ornithologique di Pont de Gau" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Parc ornithologique di Pont de Gau</p></div>
<p>Seconda giornata a Saintes-Maries de la Mer. Tour in bicicletta nei dintorni; a 7 Km di distanza dall&#8217;abitato, sulla strada D570 per Arlés, c&#8217;è il Parc Ornithologique di Pont de Gau, un pezzo di Camargue addomesticata che ospita tutte le specie di uccelli caratteristici della regione.<br />
La principale attrazione del parco sono i fenicotteri rosa che volteggiano in cielo o si aggirano tra gli isolotti di questo pittoresco paesaggio. È una visita di particolare interesse soprattutto per i bimbi in età scolare; all&#8217;entrata c&#8217;è un ricco apparato didattico – rigorosamente in francese! &#8211; che illustra le varie tipologie aviarie e le loro catene alimentari e riproduttive.<span id="more-870"></span></p>
<div id="attachment_876" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0045.jpg"><img class="size-medium wp-image-876" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0045-300x225.jpg" alt="Parc ornithologique di Pont de Gau" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Parc ornithologique - foto di Sabrina Gialdoni</p></div>
<p>Ci sono due percorsi ben segnati tra canneti e paludi: uno di 2,6 Km e l&#8217;altro, più interno e più selvatico, di 4,3 Km. Diversi i punti di osservazione, le torri e gli spiazzi con panchine ricavate nei tronchi dove avvistare l&#8217;avifauna locale. Ho filmato a iosa i voli e gli spostamenti degli elegantissimi volatili rosa. Giacomo si è dimostrato un po&#8217; riottoso ma ha comunque passeggiato l&#8217;intero anello breve – era piuttosto fiaccato per essersi addormentato tardi ed aver avuto un paio di risvegli nottetempo. Matteo invece era eccitato per la fauna; si è soffermato a lungo ad osservare fenicotteri, garzette, ed ha persino incontrato una nutria che si crogiolava al sole. Osservando un paio di cicogne nere, è rimasto molto impressionato dal fatto che si nutrissero di pulcini. Non intendendoci della materia, io e Sabrina abbiamo ipotizzato che si trattasse di pulcini già cadavere (ne abbiamo visti due e sembravano bambole di pezza, esanimi; le cicogne non li avevano cacciati al momento: erano i classici pulcini delle galline che siamo soliti vedere nei nostri allevamenti ed è probabile che il Parco utilizzi pulcini da allevamento morti per cause non infettive per sfamare gli uccelli carnivori). Ma tu vallo a spiegare al pargolo. Quel che ha visto lo ha molto colpito, tanto che in seguito ha prodotto diversi disegni in cui il pulcino, in un impeto di rivalsa, taglia la pancia delle cicogne nere “cattivone” per tornare a zampettare libero nel mondo esterno!</p>
<div id="attachment_877" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0046.jpg"><img class="size-medium wp-image-877" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0046-300x225.jpg" alt="Giacomo in groppa al suo papà-cammello" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Giacomo in groppa al suo papà-cammello</p></div>
<p>Nel pomeriggio il vento soffia con insistenza su tutto il litorale. Optiamo perciò per un po&#8217; di relax a bordo piscina, in campeggio. Leggo qualche pagina di una biografia dei Dire Straits e intanto osservo i bimbi sguazzare  giocosi nelle vasche. Dopo le docce e la cena non ci rimane molto da fare: il vento cresce d&#8217;intensità e ci chiudiamo in camper per guadagnare qualche ora di sonno.</p>
<p>Sabato 23 luglio 2011</p>
<p>Il Sud dimenticato. La nostra prossima tappa è La Grau du Roi, ultime propaggini della Camargue. Ci arriviamo in meno di un&#8217;ora, percorrendo strade simili a quelle che ci hanno condotto a Saintes-Maries de la Mer.<br />
Appena entrati in città troviamo indicazioni per l&#8217;area sosta camper che si trova a ridosso di Plage des artistes, ottima posizione con sbocco sul mare.<br />
Parcheggiato il v.r. ci aggiriamo un po&#8217; a piedi per il centro. Mi ricorda molti film francesi e romanzi ambientati in città di mare: il vecchio faro, il ponte che collega la rive droite da quella gauche, il porticciolo coi pescherecci. Dopo pranzo ci portiamo in spiaggia e trascorro buona parte del pomeriggio a lavorare di paletta e secchiello per creare una cittadella fortificata di sabbia per gli eredi. Il Mistral sembra non darci requie in questo viaggio; comincio a sentirmi il Giobbe di turno ma sono troppo orgoglioso per rintuzzare l&#8217;Onnipotente che, per controbattere la mia sdegnosa indifferenza, mi lancia i suoi strali: una tempesta di sabbia ad hoc. Colonna sonora consigliata, <em>Le vent nous portera</em>, Noir Desir.<br />
Matteo e Giacomo iniziano a sentire freddo e controvoglia rientriamo. Peccato, il litorale era riposante, la spiaggia pulita e non particolarmente affollata considerato che si è di sabato – penso al carnaio di Jesolo e Bibione, i nostri lidi venetici.</p>
<div id="attachment_879" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0159.jpg"><img class="size-medium wp-image-879" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0159-225x300.jpg" alt="Le Grau du Roi" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Le Grau du Roi</p></div>
<p>Dopo cena ci dedichiamo una rapida pedalata fino in città. Ristoranti, gelaterie, negozi di souvenir e prodotti tipici, tutto il bric-à-brac del turismo di massa in una città balneare. Bisogna riconoscere che i francesi sanno far bene i soldi coi visitatori. Che prezzi però! Ci attardiamo in una libreria  per acquistare delle cartoline, dei libri per i piccoli in un francese semplice, corroborato da immagini eloquenti, per invitarli ad accostarsi a una lingua morbida e sinuosa.</p>
<p>Informazioni:</p>
<p>Parc Ornithologique<br />
RD 570<br />
13460 Saintes-Maries de la Mer<br />
Tel. 04 90 97 82 62<br />
contact@parcornithologique.com<br />
www.parcornithologique.com<br />
Biglietti: interi, 7€; 4-16 anni, 4€<br />
9-tramonto da aprile a settembre<br />
10-tramonto da ottobre a marzo</p>
<p>Le Grau du Roi<br />
Ufficio del Turismo<br />
30, rue Michel Rédarès<br />
BP 46 – 30240<br />
Tel. 33 (0)4 66 51 67 70<br />
www.vacances-en-camargue.com<br />
Blog: http://legrauduroiportcamargue-blog.com/</p>
<div id="attachment_880" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0161.jpg"><img class="size-medium wp-image-880" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0161-225x300.jpg" alt="Le Grau du Roi" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Le Grau du Roi</p></div>
<p>Area sosta attrezzata camper<em> La plage</em>, Le Grau du Roi<br />
in rue Michel Rédarès, (accanto all&#8217;Ufficio del Turismo).<br />
Sosta a pagamento 16€ (24h) – grata per scarico acque grigie;<br />
colonnina a pagamento acque bianche (2€ 10&#8242; di utilizzo pompa + 50&#8242; ricarica elettricità con presa CEE 2P T220V blu standard).</p>
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		<title>Provenza in camper #4</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 06:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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</a><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/?p=789">Provenza in camper #2</a><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/?p=800"><br />
Provenza in camper #3</a></p>
<p>Martedì 19 luglio 2011<br />
<em>Fontaine de Vaucluse</em></p>
<div id="attachment_815" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0069.jpg"><img class="size-medium wp-image-815" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0069-300x225.jpg" alt="negozio_Fontaine" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fontaine de Vaucluse - foto di Sabrina Gialdoni</p></div>
<p>Colazione in riva al Sorga, poi togliamo il disturbo. I miei appunti parlavano di un&#8217;area sosta camper prima di arrivare in città e visto che da questa parte abbiamo incrociato solo un campeggio, proviamo ad entrare a Fontaine dall&#8217;altra parte del fiume. In effetti l&#8217;area sosta la troviamo, c&#8217;è pure un certo movimento di camper. Ci fanno capolino pure i bus. 3,50€ al giorno, si paga in uscita al parchimetro. I bagni sono indecenti, così come il lavaggio delle stoviglie. In più me ne faccio una ragione: in Francia i rubinetti dei lavelli sono tutti del tipo “a pulsante”. Semplice e risparmioso. Per fortuna ho un set di attacco della pompa acqua universale – qui ci vuole il morsetto, amici camperisti. Percheggio per svuotare il serbatoio delle acque reflue e inizia a piovere. Di nuovo: è una persecuzione!<span id="more-812"></span></p>
<p>I bimbi si svegliano e fanno colazione in <em>dinette</em>, sotto un acquazzone violento che sembra non aver termine. Poi, così com&#8217;è arrivato, il maltempo se la svigna e torna il sereno. Ci organizziamo con felpe ed ombrelli e ci dirigiamo in paese. Vista di giorno Fontaine de Vaucluse è ancor più bella. Ci vuole la luce per valorizzare il suo paesaggio. Penso a come Francesco Petrarca ha dato lustro a questa località, ch&#8217;è già un incanto e un invito alla meditazione. Acqua limpida che fuoriesce dalla roccia e scorre ovunque. Guardo il greto del fiume, il verde delle piante acquatiche e sembra come se ci avessero calato un cristallo sopra; tale è la limpidezza di quest&#8217;acqua.</p>
<div id="attachment_817" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0031.jpg"><img class="size-medium wp-image-817" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0031-300x225.jpg" alt="fontaine" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fontaine de Vaucluse</p></div>
<p>Il paese è cinto da montagne dalle cime aspre ed aguzze. Uno spettacolo unico; vi ritrovo molti fondali delle liriche petrarchesche, comprendo come abbia potuto aggirarsi per questi luoghi e farsi ispirare. Risaliamo il sentiero che porta alla grotta dov&#8217;è stata scoperta la fonte del Sorga che fuoriesce spontanea. Purtroppo non è questa una stagione delle migliori. Nell&#8217;antro più che una polla d&#8217;acqua si nota una pozzanghera. Giù, in paese, la scenografia permane comunque immutata: rivoli del Sorga, cascatelle e verde rigoglioso. A Sabrina cade in acqua maldestramente il buon <em>Cricchetto</em>, una delle automobiline di Giacomo. Il pupo è sconvolto per la perdita ma sua madre è lesta e senza indugio si immerge fino alle cosce per vedere di recuperarlo tra le rocce, emula di una bionda Laura dalle <em>chiome bionde et crespe </em>che passò forse da quelle parti secoli or sono. Operazione compiuta, l&#8217;acqua era gelata e vedremo poi di rimediare con un caffè.</p>
<div id="attachment_816" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0037.jpg"><img class="size-medium wp-image-816" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0037-225x300.jpg" alt="mulino_fontaine" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fontaine de Vaucluse - Mulino</p></div>
<p>Visitiamo un vecchio mulino restaurato, con un&#8217;imponente ruota in legno. All&#8217;interno c&#8217;è un laboratorio dove si produce la carta replicando le tecniche in voga nel 1500. I maestri cartai illustrano i vari materiali e i tipi di carta prodotti alle scolaresche in visita. La vocazione di Fontaine de Vaucluse è anche quella di essere una città fortemente commerciale. Una galleria di negozi accanto al Mulino costituisce una vera e propria summa dell&#8217;artigianato provenzale e le bancarelle per i turisti con cartoline, souvenir, ceramiche e ogni ben di Dio collocate in posizione strategica lungo il percorso che conduce alla fonte fanno affari d&#8217;oro. Acquistiamo delle erbe di Provenza per fare qualche regalino agli amici. Mi stupisco di come Matteo e Giacomo reggano bene i nostri spostamenti. Sono lieto di avere dei figli contenti, vivaci e curiosi di ogni cosa nuova che si presenta al loro sguardo. Imparo molto dal loro modo di percepire la realtà, di immergersi nel mondo. Trascorrendo tanto tempo con i miei figli ho recuperato parte della mia fanciullezza, è come se per certi aspetti la rivivessi una seconda volta, con l&#8217;opportunità di farne tesoro per via della consapevolezza di adulto. Cerco il più possibile di approcciarmi a loro senza schemi prefissati: intuitivamente, emotivamente. È difficile da spiegare, chi ha figli forse mi comprende: è più facile farne esperienza che elaborarci sopra delle teorie. È uno dei privilegi dell&#8217;essere genitore, anche se a fine giornata ti senti svuotato di ogni energia. Si prendono tutto.</p>
<div id="attachment_821" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0025.jpg"><img class="size-medium wp-image-821" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0025-225x300.jpg" alt="fontaine_duomo" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fontaine de Vaucluse - Duomo</p></div>
<p>Sostiamo <em>Chez Bubu</em> per il pranzo, poco più di un chiosco con qualche tavolino. Tranquillo, pochi avventori per via della giornata dal tempo  incerto. Mangiamo delle Crépes salate: prosciutto, formaggio e uovo. Squisite. E un&#8217;immancabile bière piccola, un piacere che a tavola scandisce le mie giornate provenzali. Lo so, siamo nella patria del vino ma per chi viaggia e guida non è bene andar su di grado. Andiamo a digerire nel parco della dimora/biblioteca del Petrarca, una casetta che ora è un piccolo museo, collocata in mezzo al verde e cascate d&#8217;acqua chiara.<br />
Accanto al duomo, suggestivo, con le ruote di un&#8217;antica macina sul sagrato, c&#8217;è un minimarket e lì facciamo un po&#8217; di compere per la cena.</p>
<p>L&#8217;area sosta dà sul lungofiume, gli eredi giocano nel verde; vediamo passare qualche appassionato intento a pagaiare a bordo di un kajak. Ci sono dei posti dove li noleggiano per lasciarsi cullare da quelle acque docili. Il meteo non vuole ancora fare giudizio; persiste il vento.<br />
Accanto al nostro camper è parcheggiato il furgone di un&#8217;anziana signora olandese che viaggia da sola. Sta là, seduta su una seggiola pieghevole, a leggere beatamente e sorseggiare del vino bianco della regione. Accanto a lei una bicicletta, scaricata qualche minuto prima dal cassone posteriore del suo mezzo. Penso: magari mia madre avesse la salute e la filosofia di quella donna! Non posso impedirmi di osservarla con ammirazione. Decidiamo di andare a letto presto, di prenderci qualche ora di riposo perché domani sarà un altro giorno di trasferte. Ma Fontaine de Vaucluse è stata un delizioso intermezzo. Ci tenevo tanto a fare questo pellegrinaggio culturale in uno dei “santuari” della Letteratura italiana in Francia.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_818" class="wp-caption aligncenter" style="width: 624px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0063.jpg"><img class="size-large wp-image-818 " title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0063-1024x768.jpg" alt="M &amp; G" width="614" height="461" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo e Giacomo - giardino del museo Petrarca, Fontaine de Vaucluse</p></div>
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		<title>Provenza in camper #1</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 21:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tornato alla base, sob! Con i campi di lavanda negli occhi e nel cuore, e tutto il bric-à-brac di pensieri ed emozioni che accompagnano un viaggio impegnativo ma denso di esperienze che un poco ti cambiano dentro, ampliando visioni, suggerendo raffronti e generando nuove curiosità e stimoli. Non sono riuscito, per vari motivi, a utilizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_782" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0256.jpg"><img class="size-medium wp-image-782" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0256-300x225.jpg" alt="Lago di Serre-Ponçon" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Lago di Serre-Ponçon. Foto di Sabrina Gialdoni </p></div>
<p>Tornato alla base, sob! Con i campi di lavanda negli occhi e nel cuore, e tutto il <em>bric-à-brac </em>di pensieri ed emozioni che accompagnano un viaggio impegnativo ma denso di esperienze che un poco ti cambiano dentro, ampliando visioni, suggerendo raffronti e generando nuove curiosità e stimoli.</p>
<p>Non sono riuscito, per vari motivi, a utilizzare la rete <em>in fieri </em>per le mie piccole cronache. C&#8217;è stato così tanto da organizzare, da fare, da vedere e vivere che ho preferito posticipare il racconto al termine del viaggio. Il mio blocchetto di appunti straripa e tento di ordinare tanta materia grezza in un diario presentabile, con qualche informazione che spero vi possa tornare utile per i vostri prossimi vagabondaggi.</p>
<p>Venerdì 15 luglio 2011</p>
<p>Quando si viaggia con bimbi piccoli evitare accuratamente di stilare planning di marcia e farvi venire il fegato grosso per rimanere nei tempi. Qualsiasi scaletta verrà disattesa perché è la prole che imprime ritmi, andature e umori. O vi adeguate o rischiate l&#8217;esaurimento nervoso.<span id="more-780"></span><br />
Prepararsi a fare pure molte soste. Camper carico, passate in rassegna tutte le check-list («Dimenticato niente?») partiamo da Vicenza alle 19.30.<br />
La scelta di guidare la sera è funzionale a rendere più agevole la trasferta; le temperature degli ultimi giorni sono state davvero torride e non dispongo del climatizzatore. L&#8217;itinerario scelto per passare il confine è di muoverci verso le Alte Alpi, ovvero il Colle della Maddalena che collega la Valle Stura, nel cuneese, con la valle dell&#8217;Ubaye. 520 Km circa; tempo di percorrenza 5 ore e 30&#8242;. Noi lo spezziamo con una sosta notturna. Appena il tempo di passare Verona e già siamo fermi all&#8217;autogrill perché i pupi reclamano la cena. Poco male, si fa qualcosa di frugale: affettati, caprese, pane in cassetta, qualche pesca succosa e via.</p>
<p>A21 e passiamo Piacenza, Cremona, Pavia, Alessandria. Matteo e Giacomo sono galvanizzati; dovrebbero essere già in fase di sonno R.E.M., di solito sono a letto per le 21 ma qui sono le 23 suonate e il chiacchiericcio continuo e pimpante non promette nulla di buono. Alla fine cedono, davanti allo schermo del pc, quando Saetta Mc Queen in <em>Cars</em> si risveglia, dopo una notte brava, a Radiator Springs. Io e Sabrina ascoltiamo <em>Sailing to Philadelphia</em> di Mark Knopfler, conversiamo e procediamo fin dopo Asti, per fermarci in una stazione di servizio in prossimità di Moncalieri. Il tempo di farci un paio di panini di mezzanotte (ultime scorte dell&#8217;autogrill) e ci concediamo qualche ora di sonno nel parcheggio riservato agli autobus.</p>
<p>Sabato 16 luglio 2011</p>
<p>Non si dorme mai bene in autogrill, la notte. Le auto e i TIR sfrecciano; poi c&#8217;è sempre un andirivieni di cimmèri che si ferma al bar, berciando a volume impossibile, incuranti di chi riposa nei veicoli: camionisti, turisti e compagnia bella. Del resto mica gli si può chiedere il silenzio in orario protetto: l&#8217;autogrill è per sua natura zona mobile e caciarona.<br />
Comunque sia, mi sento abbastanza riposato. Peccato che alle 6.30 i teneri frugoletti si siano svegliati per esclamare: «Siamo già in Francia?». Il primo impulso è stato di abbandonarli lì; tanto gli autogrill sono come il paese dei balocchi per loro. Vorrebbero acquistare ogni cosa colorata, giocabile o commestibile che vedono negli scaffali. Per fortuna si rimettono a dormire poco dopo e riusciamo a spostare la sveglia per le 8.00. Accompagno Molly a fare il consueto <em>pissing tour</em>. Poverina, si sta riprendendo lentamente da una micidiale gastroenterite che le ha fatto perdere un paio di chili, complicata dagli effetti collaterali del vaccino antirabbico. Vista la veneranda età temevamo fosse giunta la sua ora: due giorni fa non riusciva neanche a reggersi sulle zampe, tanto era disidratata.<br />
Invece la Nera Signora dei cani aspetterà ancora un po&#8217;.</p>
<div id="attachment_784" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0253.jpg"><img class="size-medium wp-image-784" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0253-300x225.jpg" alt="Lago di Serre-Ponçon (Alpes de Haute-Provence)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Lago di Serre-Ponçon (Alpes de Haute-Provence). Foto di Sabrina Gialdoni</p></div>
<p>Dopo Cuneo si esce dall&#8217;autostrada e percorriamo provinciali, inanellando rotatorie su rotatorie. Per fortuna mi sono concesso il lusso di acquistare un <em>Garmin</em>; il navigatore fa il suo dovere e allenta la tensione della guida e il continuo ricorso alla mappa. Il Colle della Maddalena è davvero suggestivo: paesini pittoreschi lungo la strada, gole, strapiombi, laghetti alpestri, tanto verde e picchi. La valle dell&#8217;Ubaye è pressoché disabitata; aspra e selvaggia. Qui è ottimo per lo sci d&#8217;inverno, il rafting e la mountain bike. Entriamo in Francia ch&#8217;è passato da poco mezzogiorno; una manciata di chilometri e siamo a Barcellonette, sulla D900. È stato un viaggio lungo, l&#8217;equipaggio è nervoso; i bimbi si incapricciano ad ogni pié sospinto. Sono vivaci, litigano per le macchinine, si tormentano, gli sfuggono di mano i giochi e Sabrina si alza trilioni di volte dal suo posto per raccoglierli. Barcellonette vanta una pittoresca eredità messicana; lo stile di alcuni edifici in effetti è poco alpino. Tra Otto e Novecento molti suoi abitanti emigrarono in Messico; al loro ritorno arricchirono le case del centro ispirandosi al gusto di quelle terre esotiche.</p>
<p>Pausa pranzo e di nuovo sulla strada. Prossima destinazione: Savines-le-Lac. Si tratta di una cittadina sulle rive del lago di Serre-Ponçon, il più grande bacino artificiale d&#8217;Europa. Ci arriviamo dalla panoramica D954 che ne delimita il corso. Lo spettacolo è impagabile. Siamo stanchi ma deliziati da quanto ci circonda. Decidiamo di sostare presso il campeggio comunale <em>Les Eygoires</em>, situato alle porte della città. Da queste parti ogni cittadina ha il suo camping comunale; questo è molto semplice e dignitoso: a terrazze sul lago, con degli scorci incantevoli. Traffichiamo con tavoli, sedie e tendalino del camper e ci concediamo un po&#8217; di relax in questa giornata campale. Ho qualche problema con l&#8217;elettricità; le spine francesi non si adattano ai miei cavi e la faccenda è davvero seccante. Non mi sono curato di chiedermi, in Italia, se per caso qui avessero delle prese diverse dalle nostre. A cavallo della mia bicicletta pedalo fino in città ma all&#8217;Ufficio del Turismo scrollano il capo: non ci sono negozi di articoli elettrici nelle vicinanze. Rientro con le pive nel sacco in campeggio ma, inaspettatamente, alla Reception riescono a procurarmi un adattatore di fortuna.</p>
<p>Peccato non funzioni. Ormai comincio a rassegnarmi all&#8217;idea di dover centellinare le batterie del camper quando decidono di assistermi due francesi, due camperisti che credo siano degli elettricisti provetti. Uno dei due mi fa cenno di aspettare e torna con una valigetta di attrezzi corredata di ogni ben di Dio. In due smontano la presa, si consultano e scoprono che sono invertiti i fili di una delle polarità e la massa a terra. Mi prostro al loro cospetto in totale adorazione e gratitudine. Con grande sollievo recupero l&#8217;elettricità utile a ricaricare la videocamera e il pc. A letto presto, stasera, per recuperare le energie. Così fanno Sabrina e i bimbi, ma io finisco per attardarmi sulla tastiera del portatile. Alle 22.30 inizia a piovere, fa quasi freddo sulle rive del lago. Indosso un giubbetto in jeans per continuare a scrivere. Solo verso mezzanotte decido ch&#8217;è il momento di cogliere il meritato sonno del guerriero.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_783" class="wp-caption aligncenter" style="width: 583px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0275.jpg"><img class="size-large wp-image-783  " title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/PICT0275-1024x768.jpg" alt="Lago di Serre-Ponçon al tramonto. Foto di Sabrina Gialdoni" width="573" height="430" /></a><p class="wp-caption-text">Lago di Serre-Ponçon al tramonto. Foto di Sabrina Gialdoni</p></div>
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		<title>Corso di sopravvivenza per genitori senza aiuti</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 23:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_86" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/bart_homer.gif"><img class="size-thumbnail wp-image-86" title="bart_homer" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/bart_homer-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></span><p class="wp-caption-text">Bart e Homer Simpson</p></div>
<p><span style="text-decoration: underline;">Premessa</span></p>
<p>Bentrovati. Se state leggendo queste note – bontà vostra –, o siete decisamente curiosi riguardo al tema o, con maggiore probabilità, siete dei genitori di figli in numero ed età variabili e, se le leggi della statistica non sono opinioni isolate, sarete in misura più cospicua padri e madri privi di aiuti.<br />
La trattazione che segue non poggia su postulati teoretici comprovati e validati scientificamente da <em>équipes </em>accreditate, ma è imperniata in gran parte su fondamenta empiriche assolutamente soggettive e opinabili, con buona pace di <em>pediatri per amici</em>,  del dottor Spock, della <em>gentle discipline</em>, di Piaget, Bruno Bettelheim e scuole montessoriane.<span id="more-84"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Definizione</span></p>
<p>Si definisce <em>genitore senza aiuti</em> quella categoria di genitore privo di ausili fattivi nell&#8217;accudimento, nell&#8217;accrescimento ed educazione della prole. Le specie relative sono estremamente variabili: si va dalla drammatica condizione del genitore privato del partner o coniuge (morte, separazione consensuale, abbandono), marcatamente più tragica quando è il maschio a doversi sobbarcare “l&#8217;oneroso fardello”, alla coppia neofita che non ripone particolari speranze nei “nonni” (ai quali l&#8217;attuale organizzazione sociale ha demandato l&#8217;onere di prendersi stabilmente cura dei figli dei propri figli), vuoi perché hanno sviluppato forme più o meno gravi di demenza senile e/o morbo di Alzheimer, perché abitano a Kuala Lumpur o in quanto (dopo una vita stanziale a Poiana di Granfion*) hanno deciso di diventare cittadini del mondo a seguito di una vincita al Superenalotto.<br />
Nella casistica si contemplano anche i casi in cui sono le Istituzioni a rendersi latitanti (esempio: un governo in uno Stato di diritto che si dichiara fondato sul sistema “famiglia” e non legifera abbastanza <em>pro domo sua</em>).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Quesiti preliminari</span></p>
<p>Prima di svegliarsi, un bel mattino, con il vago ma incalzante desiderio di divenire genitore, è bene che il nostro aspirante kamikaze si renda edotto di una serie obbligata di pochi ma cruciali passaggi, riassumibili nei seguenti quesiti:<br />
1) Ho dei genitori attempati ma ancora in buona salute, dinamici e intraprendenti?<br />
Se la risposta è <em>Sì</em> passate pure alla sezione “Requisiti essenziali del sistema”<br />
Se la risposta è negativa, passate alla successiva<br />
2) Sono sicuro che questo desiderio di paternità/maternità non sia solo un momento di debolezza o un capriccio passeggero?<br />
formulabile in altri termini nella più diretta<br />
3) Che abbia un po&#8217; esagerato con salsicce, fegatini e Cabernet ieri sera?<br />
Se ancora, dopo aver passato in rassegna i precetti di <a title="tonino carotone su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tonino_Carotone">Tonino Carotone</a> (“E&#8217; un mondo difficile / futuro incerto”) e riassunto più o meno brevemente le correnti nichiliste del secolo scorso, siete ancora tenaci assertori delle vostre motivazioni, passate al livello successivo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Requisiti essenziali del sistema</span></p>
<p>Requisito fondante e irrinunciabile è (1) la consapevolezza &#8211; valutabile con appositi test antropometrici &#8211; che la scelta e la conseguente fecondazione della cellula uovo costituiscono uno spartiacque tra la vita che gli incauti agenti il “fattaccio” conducevano prima dell&#8217;atto e che condurranno poi.<br />
Condizione mirabilmente espressa nel celebre incipit <em>Perdete ogni speranza o voi ch&#8217;entrate </em>del Sommo Poeta.<br />
Quanto più basso sarà l&#8217;indice di consapevolezza tanto più amaro da sorbire sarà il calice delle gravose responsabilità che vi pioveranno addosso.<br />
Tengo a precisare che non metto in dubbio le gioie e le soddisfazioni dell&#8217;avere un figlio, ma sapere a cosa si va incontro (un piccolo aiutino da casa) agevola (provate a prepararvi per una gara di corsa sui venti chilometri e a due passi dal traguardo vi dicono <em>Sei su scherzi a parte, ti sei iscritto a una maratona!</em>)<br />
Altro requisito inevitabile: (2) se vi apprestate ad essere un genitore senza aiuti, è meglio che facciate conto esclusivamente sulle vostre forze e su quelle del coniuge/partner. Se il figlio è uno solo, è un fatto (Voi che ci siete passati potete testimoniarlo); se sono due (magari a stretto giro di posta) la progressione non obbedisce a leggi matematiche – forse a quelle di universi paralleli, dove 1 + 1 raramente = 2 ma con maggiore frequenza 4, 6 talvolta 10 e loro multipli).<br />
(3) Considerato che per accingersi a un&#8217;impresa di questo tipo servono una ferrea volontà prometeica e una eccellente forma fisica, esorto fin d&#8217;ora a ripetere più volte al giorno il mantra <em>Tutto scorre </em>di eraclitana memoria, mutuato dal veneto popolaresco <em>L&#8217;è un mal desmentegon! </em>(E&#8217; un male che si dimentica); vi tornerà massimamente utile anche nelle ore profonde della notte dove, incartapecoriti, non riuscirete a placare il pianto del vostro neonato in preda alle coliche gassose – per quanto vi possiate applicare &#8211; e sentirete montare un inquietante impulso a defenestrarlo e tornarvene sotto le coperte a ripigliare il sonno dei giusti (che domani si monta in turno alle 7!).<br />
Postilla: prima di divenire padre pensavo ai monaci buddisti e in generale agli asceti come a degli individui che hanno scelto un&#8217;esistenza di privazioni e ritiro dal consorzio sociale. Niente di più sbagliato: questi signori vivono una vita di beatitudine e pienezza (ozio, silenzio, raccoglimento interiore, indifferenza allo scorrere del tempo, contemplazione trascendente e via discorrendo) che al genitore <em>tout court </em>è assolutamente preclusa, credo, fin sul letto di morte. Lo stesso dicasi per quelle formule declamate dai sacerdoti cattolici nel corso delle omelie, che invitano a “rinunciare a Satana” (Chi era costui?). Ecco, non c&#8217;è problema se il vostro parroco sente il bisogno di controllare le vostre intemperanze sessuali dentro e fuori del talamo nuziale. Persino Sant&#8217;Antonio nel deserto è stato tentato con oro, pietre preziose, deliziosi banchetti, Regine di Saba e gnocca di cortigiane in testa! L&#8217;unica perversione che vi provocherà una salivazione intensa (alla cane di Pavlov) sarà il pensiero di una crociera nel Mediterraneo, chiusi in cabina a dormire, cullati dallo sciabordio delle onde.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Consigli utili</span></p>
<p>1) Cercatevi un asilo nido conveniente, che faccia magari servizio di baby-sitteraggio, e poco distante da casa<br />
2) Diffidate di quelle mamme/papà che al parco giochi piangono il morto, “Dio, non credevo fosse così difficile!”. Molto spesso hanno una tata o una “nonna” prestante come asso nella manica.<br />
3) Prendete consigli da tutti, annuendo e ringraziando per le fondamentali illuminazioni i vostri maestri di vita e una volta a casa fate un po&#8217; quel che vi dicono il cuore (non è un libro della Tamaro) e l&#8217;esperienza: non c&#8217;è miglior stratega militare di colui che cambia le mosse all&#8217;ultimo, mentre infuria la battaglia!</p>
<p>Vi aspetto tra qualche tempo per la prossima puntata.</p>
<p>* Poiana di Granfion è una frazione di Grisignano di Zocco, nel basso vicentino.</p>
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		<title>Fregato</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cigale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[babbo natale]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana;"><img style="margin: 1px; border: 1px solid black; float: left;" title="Matteo" src="http://lassativu.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/bb07fb06c92fbdbff382c2b23d5138e8_small2.jpg" alt="Matteo" /></span></span></p>
<p>Natale si avvicina a grandi passi ed è naturale, per il genitore, utilizzare la leggendaria figura di Babbo Natale per tenere a freno l&#8217;esuberanza dei suoi figlioli.<br />
&#8220;Matteo, smettila di dare ceffoni a tuo fratello. Babbo Natale ti vede, prende appunti e poi, invece dei regali, ti porta del carbone&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Matteo, giocate insieme&#8230; quel che è tuo è suo.&#8221; (Comunismo ante-ratio? Parabola evangelica?).<br />
&#8220;Babbo Natale è incerto sul da farsi.&#8221;<br />
&#8220;Non lo faccio più papà.&#8221;</p>
<p>Vuole bene a Giacomino. Lo cerca sempre più spesso, giocano a lungo assieme.<br />
A tavola, poi, si costituiscono come una vera e propria associazione a delinquere.<span id="more-21795552"></span><br />
Matteo è uno che vivrebbe d&#8217;aria, dopo due forchettate è già alla ricerca di distrazioni, e comincia a istigare il<em> frate</em> (reminescenza latina o sicula? Gianni Amelio docet), notoriamente un pozzo senza fondo, a gettare fuori bordo (dal seggiolone) le derrate alimentari. Giacomo esegue pedissequamente quanto gli ordina il suo maestro di vita e zac! il pavimento è cosparso di ogni ben di Dio &#8211; per fortuna nell&#8217;ecosistema casa disponiamo dell&#8217;animale spazzino (canide che risponde al nome di Molly).<br />
Alla fine della fiera, si sa, a quest&#8217;età (come a tutte le altre) se gli proibisci di fare una cosa puoi star certo che la faranno (più inesorabile della legge di Murphy).<br />
Una mia collega illuminata sembra avere la strategia vincente. Sua figlia va su per i quattro, stessa età del mio primo biondino.<br />
&#8220;Io ho stampato delle icone da internet. Se si comporta bene incollo un bollino con un fiore nella sua scheda. Se si comporta male le incollo un bollino con un osso. Le avevo messo due ossi, ci è stata di un male all&#8217;idea che Babbo Natale potesse rimproverarla e punirla con un sacco d&#8217;ossa piuttosto che premiarla con un regalo.&#8221;<br />
Che sia l&#8217;uovo di Colombo? Magari potrei sfruttare col Matteo l&#8217;espediente della scheda con fiori e ossa.</p>
<p>&#8220;Matteo, non spingere alle spalle tuo fratello mentre correte&#8230; lo fai cadere! Se poi inizia a piangere e urlare lo sente Babbo Natale e cosa pensa?&#8221;<br />
&#8220;Non lo faccio più papà.&#8221;<br />
&#8220;Lo dici ogni nuova volta, poi lo rifai. Sei un monello e a Babbo Natale non la si fa. Lui sa quello che deve fare e premierà solo i bambini che lo meritano.&#8221;<br />
Stavo per far entrare in scena la scheda quando lo vedo allontanarsi, allungare la mano sul bracciolo del divano e afferrare il mio cellulare. Osserva il display, mi guarda e dice:<br />
&#8220;Ho ricevuto un messaggio da Babbo Natale: dice che in fondo sono un bravo bambino.&#8221;<br />
&#8220;&#8230;&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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