CAT | doppio ritratto
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Torino
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Da sinistra: Gian Paolo Grattarola, Gianluca Ferrara et moi. Presentazione di "Doppio ritratto", Torino, 15 maggio 2010
Al Salone del Libro c’ero stato qualche anno fa, da visitatore. Stavolta l’occasione era ben diversa: entrare al Lingotto come autore è un’emozione singolare e con la consueta sobrietà che mi contraddistingue ho cercato di assaporare ogni momento, per quanto mi è stato possibile.
La mia è stata una “toccata e fuga”, nel senso che per vari impegni la mia trasferta sabauda si è limitata a una singola giornata, il sabato 15.
Ho preso un treno da Vicenza alle 7.00, con cambio a Milano, attesa di un’ora e più (una ventina di minuti di ritardo) e di nuovo in sella alla volta di Torino, dove ho messo piede in stazione dopo le 11. Ero in compagnia dell’amica e redattrice di CaRtaCaNta Aurora Dal Maso. Abbiamo ingannato l’attesa conversando amabilmente di libri, delle nostre faccende e dei prossimi autori che inviteremo in città con l’associazione. La sera prima avevamo avuto il piacere di incontrare Gabriele Dadati col suo Il libro nero del mondo – e chi non c’era alla Quarto potere si è perduto qualcosa – gradito viatico alla giornata dedicata al Salone. (continua…)
Ci sono giornate, nella vita di ognuno di noi, che si imprimono indelebili nella memoria per una serie di eventi di diverso segno e rilevanza. Ebbene, per quanto mi riguarda, non dimenticherò facilmente quanto mi è accaduto lo scorso 9 aprile. Dopo un paio di appuntamenti mancati col corriere SDA incaricato di consegnare i pacchi con le copie del mio libro fresco di stampa (acquistate per le mie presentazioni), mi ero premurato di fornire loro il mio cellulare – qualora avessero tentato una ulteriore consegna e non fossi stato in casa.
Vicenza, 9 aprile, ore 10: trilla il campanello (Eureka! Cominciavo a temere di soffrire della sindrome di Ladyhawke, sapete, quel film romantico anni ’80 con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer dove due amanti sono destinati a non incontrarsi mai).
L’autista mi scarica di fronte al portone cinque colli con quaranta libri ciascuno. Mi sarebbe stato utile un muletto o una carriola ma la cultura è anche fatica e perciò mi sono sobbarcato il sasso di Sisifo sulla groppa e ho portato gli scatoloni nell’interrato. (continua…)
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Doppio ritratto alla “Quarto potere” di Vicenza
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Gli eventi CaRtaCaNta
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venerdì 23 aprile ore 21.00
presso Libreria Mondadori Quarto potere
Contrà Pusterla, 14 – VICENZA (clicca per la mappa)
presentazione del romanzo
Doppio ritratto di Alberto Carollo (Edizioni Creativa)
Chi è la bella e misteriosa signora in grigio che suona alla porta di Alfredo Algelo?
Come può essere che non si ricordi di averla già incontrata?
Alfredo è ossessionato dalle sue ricerche sul Doppio ritratto di Giorgione e dalla difficile relazione avviata con Alina. Le sue traversie nella Vicenza di fine anni Ottanta si intrecciano a quelle degli amici e conoscenti che gli ruotano intorno: Adone de Feo (che sta allestendo una pièce da un’opera di Goffredo Parise); Giovanni, il fidanzato di Alina; la prodiga Irene e la saggia scrittrice Ilaria Baldini. Tra i due poli dell’arte e della vita, il trionfo di un assoluto naturale che non ammette deroghe e non si fa imbrigliare dalla ragione.
Per maggiori informazioni visita il sito www.albertocarollo.it
dialoga con l’autore Alberto della Rovere di CaRtaCaNta
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Doppio ritratto
21 Comments | Posted by alberto in anticipazioni, casi miei, doppio ritratto, editoria, scrittura
Quasi ci siamo. Tra gennaio e febbraio ho lavorato al menabò del mio libro. Lettura approfondita e piccole revisioni del testo prima di andare in stampa. Non ho ancora date ufficiali ma uscirà in tempi brevi per i tipi di Edizioni Creativa.
Doppio ritratto, questo il titolo, arriva da lontano.
Più che un romanzo è stata un’officina di scrittura. Se torno indietro con la memoria, sono più di dieci anni che vado raccogliendo notizie, articoli e pubblicazioni sulla Melanconia, materiali dai quali ho ricavato intriganti suggestioni che hanno finito per costituire il sostrato della scrittura, quello che Giorgio Manganelli definiva Il sottile rumore della prosa. La prima stesura era già pronta più di tre anni fa, in una versione che superava le cinquecento cartelle.
Va da sé che bisognava metterci mano: quale pazzo avrebbe editato un simile mattone, opera di uno scrittore (quasi) esordiente? (continua…)



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