Il blog di Alberto Carollo
Lettura, scrittura e quant'altro. E ci faremo pure i casi miei…

CAT | editoria

Gianfranco Franchi, L’arte del piano B. Un libro strategico
(Piano B Edizioni, 2011, pp. 148, € 13,50 ISBN 978-88-96665-35-0)

l'arte del piano B-cover«L’uomo del piano B è uno che non te ne sei nemmeno accorto ma tutto a un tratto ha preso e ha cambiato lavoro e ha cambiato casa. Oppure ha cambiato estetica, e ha cambiato lessico. Non ti ha semplicemente disorientato: t’ha proprio spiazzato.»
Mi sono sentito gradevolmente in sintonia con questo arguto libro di Franchi, non solo perché di recente ho cambiato lavoro e in parte stile e organizzazione della mia vita – a chi potrebbe interessare, in questa sede? -, bensì per il fatto che L’arte del piano B è una panacea concepita e realizzata con sorprendente tempestività. Il libro giusto, edito nel momento giusto da un editore giusto e interessante quanto fortunato, che ha trovato in uno dei suoi autori la propria icona. (continua…)

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Paolo Ruffilli

Trascritto ed editato a mia cura, riporto con piacere il testo di una intervista registrata lo scorso 20 maggio 2011 presso la Libreria “Quarto potere” di Vicenza. Alberto della Rovere dialoga con Paolo Ruffilli sul suo recente romanzo edito da Fazi, “L’isola e il sogno”. Il pezzo è un po’ lungo per il web ma ho preferito riportare integralmente alcune argomentazioni che giudico, per il lettore, estremamente interessanti. Della Rovere pone domande sapide ed intriganti e Ruffilli discetta con amabile arguzia della spedizione dei Mille, delle carte private di Ippolito Nievo e dei suoi amori, della fortuna della sua opera nei paesi europei, del genio precoce e del ruolo del sogno nella interpretazione dei misteri della vita.

Alberto della Rovere: L’isola e il sogno è un romanzo che parte dal mare e finisce nel mare, come alcuni testi a circolo chiuso – alla Conrad o alla Verga. Riguardo all’isola, si tratta della Sicilia e in particolare di una città: Palermo. Ti chiederei di parlare del rapporto controverso che Ippolito ha con la città dove, a fronte di evidenti disagi di carattere amministrativo – era stato intendente per conto di Garibaldi e vi ritorna in missione speciale, per raccogliere documenti a garanzia del governo garibaldino – , desidera comunque restare. Mi riferisco pure alla predilezione che Alexandre Dumas, cronista al seguito dei Mille, esplicita per Palermo. (continua…)

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Paolo Ruffilli, L’isola e il sogno
(Fazi Editore, 2011, pp. 195, € 17,50 ISBN 978-88-6411-252-7)

ruffilli_l'isola e il sogno_cover«L’idea improvvisa di fermare la sua età e la vita: il sogno di restare ancorato dentro il tempo, lì sul mare fuori dal porto, in vista dell’isola felice. Come la nave dei feaci, bloccata in un eterno avvio, senza più arrivi e senza più partenze.»

Paolo Ruffilli realizza – in stato di grazia – un moderno, inconsueto ritratto di Ippolito Nievo trentenne, letterato e ufficiale che ritorna in Sicilia in missione speciale, col compito di raccogliere le carte e i documenti a garanzia del governo garibaldino; di lì a poco sarebbe stato proclamato il Regno d’Italia. «Tutto è rigorosamente autentico, tutto è rigorosamente immaginato», scrive l’autore in una postilla, ed è pur vero che L’isola e il sogno si nutre dell’opera di Nievo, dei racconti degli scrittori garibaldini, dei reportage di Alexandre Dumas e di riviste d’epoca ma deborda dai canoni del romanzo storico per farsi molto di più e molto altro. (continua…)

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Diego Conticello, Barocco amorale
(LietoColle – Collana Erato, 2010, € 13,00, SBN: 978-88-7848-592-1)

barocco amorale_coverHo avuto il piacere di conoscere Diego Conticello sui banchi di scuola, qualche anno fa. Abbiamo frequentato alcuni corsi in comune all’Università di Padova; entrambi eravamo iscritti allo stesso corso di Laurea: Linguaggi e tecniche di scrittura. Al tempo Diego era giovanissimo ( e lo è ancora, capirai, classe 1984. Ero io quello stagionato e fuori target!); di lui mi colpivano piacevolmente gli elaborati prodotti nei vari workshop; ognuno di loro parlava della sua personalità, già all’epoca molto ben strutturata. Gli esiti di quei componimenti erano di una modernità sconcertante; Diego aveva già un’idea ben precisa di poesia, era determinato e disponeva di un talento sorprendente nel declinare esercizi che richiedevano il registro della prosa in frasi che avevano la misura dei versi, una attenzione alla prosodia, alle allitterazioni, all’uso fono-simbolico delle parole, alcune delle quali desuete, ricercate, deformate a bella posta. L’esito formale non aveva nulla di farraginoso, al contrario: la sua poesia sgorgava con imprevedibile naturalezza e parlava un linguaggio fortemente connotato, originale, rivolto a chi non presta alla parola poetica orecchi distratti ma la espropria delle funzioni utilitaristiche dell’uso quotidiano per farne zauber, magia, gioco raffinato quanto impegno etico dai significati polivalenti. L’ho ritrovato col bagaglio di ulteriori esperienze di vita e di scrittura; si è lasciato alle spalle alcuni lavori di esegesi di testi poetici ed ha prodotto la sua prima raccolta di poesie, uscita di recente per Lieto Colle: Barocco amorale. Ne parliamo direttamente con lui: (continua…)

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a cura di Elisabetta Brizio – Matteo Veronesi, Gozzano dopo cent’anni
(A copertina morbida, pp. 367, Imola, 2011, € 15,00)

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Gozzano dopo cent’anni. Antologia delle opere per l’anniversario dei Colloqui (Nuova Provincia, Imola 2011) è un’ampia antologia illustrata – introdotta e commentata da Matteo Veronesi e con postfazione di Elisabetta Brizio – delle opere di Guido Gozzano, poeta che, con i suoi “giochi di sillaba e di rima”, artificia che inverano gli emblemi contermini della sua pulsione ad “appartenersi”, nonché disvelanti un profondo umanesimo fluttuante in una indecidibile oscillazione tra interdizione sentimentale e valoriale, tra “aridità larvata di chimere” e ansiosi e indeterminati aneliti mistici, è perpetuamente situato in quella fuga dal tempo che nelle Farfalle, con tutt’“altra voce”, assumerà le vesti di una ibridazione tra il passato e l’aurorale, originario sentimento di una temporalità come “perplessità crepuscolare”. Lucrezianamente, nelle epistole si verificherà anche la sintesi di spirito e materia, di alterità e immanenza, del “mistero altissimo” e conoscenza scientifica. (continua…)

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Tema originale devolux.org adattamento D. Longo