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	<title>Il blog di Alberto Carollo &#187; fumetti</title>
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	<description>Lettura, scrittura e quant&#039;altro. E ci faremo pure i casi miei...</description>
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		<title>Il regno oscuro o dell&#8217;identità minacciata</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 07:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presente articolo è comparso nella Webzine Sul Romanzo &#8211; Rivista elettronica di informazione e cultura letteraria - anno I n. 5, dicembre 2010 Il Regno oscuro o dell&#8217;identità minacciata di alberto carollo In Kill Bill vol. 2, film di Quentin Tarantino (U.S.A., 2004) si svolge un interessante dialogo tra Bill e Beatrix (1). Bill [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presente articolo è comparso nella <a href="http://www.sulromanzo.it/webzine">Webzine </a><em><a href="http://www.sulromanzo.it/webzine">Sul Romanzo</a> &#8211; </em>Rivista elettronica di informazione e cultura letteraria<br />
- anno I n. 5, dicembre 2010</p>
<p><strong>Il Regno oscuro o dell&#8217;identità minacciata</strong><br />
di alberto carollo</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/dark-reign.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-905" title="dark reign" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/dark-reign.jpg" alt="dark reign who do you trust?" width="168" height="256" /></a>In <em>Kill Bill vol. 2</em>, film di Quentin Tarantino (U.S.A., 2004) si svolge un interessante dialogo tra Bill e Beatrix (1). Bill dice: «Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti, soprattutto di quelli sui supereroi. Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante. Prendi il mio supereroe preferito: Superman. [...] Dunque, l&#8217;elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e un suo alter-ego: Batman è di fatto Bruce Waine, l&#8217;Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l&#8217;Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l&#8217;unico nel suo genere: Superman non diventa Superman, lui è nato Superman, quando Superman si sveglia al mattino è Superman, il suo alter-ego è Clark Kent. […] Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede; e quali sono le caratteristiche di Clark Kent? È debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana [...]».<span id="more-902"></span><br />
Molte espressioni dell&#8217;arte popolare di massa statunitense in questi ultimi anni si prestano ad analisi sul rovesciamento del concetto di identità, a svariati livelli. Essendo il fumetto – e con esso il cinema, col quale la graphic novel ha un rapporto sempre più stringente – una forma artistica paradigmatica in questa accezione, richiamerei per prossimità alcune definizioni di identità, desunte da Wikipedia e dal Devoto-Oli (2).<br />
“In filosofia l&#8217;identità è qualsiasi cosa che rende un&#8217;entità definibile e riconoscibile, perché possiede un insieme di qualità o di caratteristiche che la distingue da altre entità. In altri termini, identità è ciò che rende due cose la stessa cosa oppure ciò che le rende differenti. L&#8217;identità qualitativa si ha se due oggetti qualsiasi, “a” e “b” sono delle copie, cioè se sono esattamente simili da ogni punto di vista, vale a dire se hanno tutte le proprietà in comune. “a” e “b” sono invece identici quantitativamente se sono la stessa cosa, vale a dire due modi diversi di chiamare un&#8217;unica entità. E qui sorrido perché Wikipedia cita una nostra conoscenza: «ad esempio Superman e Clark Kent sono numericamente la stessa persona, cioè “a” = “b”. Eppure, aggiungiamo sulla scorta del discorso di Bill, quante macroscopiche differenze qualitative tra le proprietà di “a” e quelle di “b” pur in seno ad un&#8217;unica entità!</p>
<p>Da più parti, nei media tradizionali e nel web – non solo nelle pubblicazioni di settore – si è evidenziato come il fumetto supereroistico  rappresenti in chiave trasposta temi di grande attualità: trasformazioni sociali, politiche, economiche, evoluzione tecnologica, futuro del mondo globalizzato eccetera. Nel cosiddetto “villaggio globale”, nel bene e nel male, gli U.S.A. pilotano o influenzano i destini di svariate potenze mondiali, forse tutte, e in misura più o meno rilevante le “colonizzano” culturalmente. È singolare andare a vedere come l&#8217;identità – concetto centrale nell&#8217;individuo dotato di poteri sovrumani – abbia assunto connotazioni diverse, a partire dagli anni Cinquanta-Sessanta (dove nascono e si sviluppano i principali eroi della Marvel e della D.C. Comics) fino ai giorni nostri. Ai tempi della Guerra fredda il concetto di identità segreta era da salvaguardare ad ogni costo. È spassoso rileggere gli albi a fumetti di quegli anni, pubblicati in Italia negli anni Settanta, e scoprire con gli occhi smaliziati di oggi quante puerili, ingegnose acrobazie compiva all&#8217;epoca un <em>nerd</em> come Peter Parker per salvaguardare la sua identità segreta di Uomo Ragno agli occhi del mondo. Era un gioco di spie; rivelarsi equivaleva a soccombere, significava mettere a repentaglio la vita degli affetti più cari e porre l&#8217;eroe in balia dei propri nemici.</p>
<p>La contrapposizione tra i due blocchi era netta, manichea, e informava di sé altri aspetti della vita sociale americana: vedi il dualismo bene/male, pubblico/privato, U.S.A./URSS. La paura dell&#8217;atomica, nella <em>silver age</em> dei Marvel era spesso presente. Le cose cambiano nel passaggio tra gli anni Ottanta e Novanta. La disgregazione dell&#8217;io, nell&#8217;immaginario collettivo, passa attraverso i fantasmi dell&#8217;AIDS («I got AIDS» confessa un personaggio ad Hulk in una storia di Peter David, prima volta in cui compare in un fumetto la malattia (3) e la manipolazione genetica. Non è un caso che la celebre “saga del clone”, che tiene banco per numerosi albi della collana Spider-man, dove l&#8217;eroe deve fare i conti con due suoi cloni, esiti differenti di diversi stadi sperimentali, induce molti fan tradizionali ad abbandonare la serie. I toni si erano fatti troppo cupi; aspetti come la vena <em>soap</em> che caratterizzava il personaggio, il suo continuo ricorrere alle gag anche nelle scene di lotta vennero accantonati a favore di un climax più drammatico e psicologicamente tormentato. Fu una débâcle per un prodotto di punta del fumetto di massa e coincise con un declino più diffuso dei supereroi – dovuto a svariati altri fattori – che rimase comunque nella memoria degli appassionati anche negli anni a venire, quando i Marvel ebbero una nuova stagione di successi.</p>
<p>Molte cose cambiarono dopo l&#8217;11 settembre 2001 e la caduta delle torri gemelle. L&#8217;America si scoprì vulnerabile, travolta dallo spettro del terrorismo, pronto a colpire crudelmente, in casa propria, repentino e imprevedibile. I comics riflettono anche in questo caso le ansie più recondite dell&#8217;americano medio. Il confine tra pubblico e privato si assottiglia: non è bene avere un&#8217;identità segreta, è pericoloso per i cittadini essere un vigilante mascherato; più opportuno mettere i propri poteri al servizio della collettività. <em>Civil War</em> è una miniserie a fumetti in sette puntate, scritta da Mark Millar e disegnata da Steve Mac Niven, pubblicata dalla Marvel tra il 2006 e il 2007. Essa è strettamente legata al dibattito statunitense sul conflitto fra tutela delle libertà civili e salvaguardia della sicurezza nazionale. Nel corso di un <em>reality</em> un gruppo di eroi, i New Warriors, attacca un clan di superlatitanti; uno di loro, Nitro, si fa esplodere (questo il suo potere) durante lo scontro, uccidendo non solo l&#8217;intero gruppo di giovani eroi ma anche gli oltre 600 abitanti di una cittadina del Connecticut, fra cui diversi bambini. Di fronte alla sfiducia di gran parte della popolazione, i supereroi non hanno altra scelta che registrarsi, rivelare la propria identità e diventare a tutti gli effetti dei “dipendenti” del governo, oppure darsi alla clandestinità.</p>
<p>Strettamente collegata a questa miniserie è la successiva <em>Secret Invasion</em>, scritta da B. Michael Bendis e illustrata da Leinil F. Lyu, edita da Marvel negli States tra aprile e novembre 2008. Approfittando della guerra civile in corso tra supereroi registrati e ribelli, la razza aliena degli Skrull (una civiltà di mutaforma evolutasi da uno stretto connubio tra magia e tecnologia) sferra il suo attacco finale alla Terra, dopo aver progettato a lungo l&#8217;invasione, infiltrando agenti skrull tra gli umani, a ricoprire posti di comando, sostituendosi in certi casi ad alcuni supereroi. Fin qui niente di nuovo sotto il sole: eravamo già abituati a <em>L&#8217;invasione degli ultracorpi</em> (U.S.A., 1955) di Don Siegel, da un romanzo di Jack Finney, pellicola fortunata che diede origine a molti remake (4). Ma in Secret Invasion è interessante rilevare come il clima di paranoia e panico che si diffonde nella comunità dei superumani sia determinato dal fatto ch&#8217;è quasi impossibile riconoscere i mutaforma. La strategia skrull è di rapire i bersagli e sostituirli con propri soldati che si “trasformano” offrendosi come vittime sacrificali – per il bene della loro comunità &#8211; in un rituale mistico che li rende a tutti gli effetti “umani”, assumendo ricordi, pensieri, personalità del rapito, divenendo cellule dormienti pronte ad essere attivate alla vigilia della grande invasione. La crisi d&#8217;identità dello skrull smascherato è lancinante: pur agonizzante implora pietà, in conflitto tra quanto sente di essere e la ormai labile memoria della sua natura aliena. Lo slogan della miniserie, curato in patria con una campagna pubblicitaria “virale” e un sito internet, è <em>Abbraccia il cambiamento</em> (5). Lo smarrimento è totale, e il cambiamento non porterà nulla di buono. L&#8217;invasione segreta viene sventata in limine da un gruppo di superumani che risponde al nome di Thunderbolts. Si tratta di pericolosi criminali, già condannati e detenuti, coartati e controllati a dovere per includerli nel progetto di una task force governativa capitanata da Norman Osborn, geniale e psicopatico titolare della Oscorp, multinazionale in grado di gestire l&#8217;emergenza dell&#8217;invasione là dove la tecnologia di Tony Stark, alias Iron Man, ha fallito. Osborn diviene un eroe nazionale. È l&#8217;avvento del <em>Dark Reign</em>, saga a fumetti che dall&#8217;ottobre 2009 è tuttora in corso nell&#8217;universo Marvel, sempre con testi di B. M. Bendis. Osborn forma un&#8217;alleanza chiamata Cabala con alcuni dei più potenti criminali della Terra. Obiettivo: spartirsi il mondo.</p>
<p>L&#8217;ultimo, definitivo rovesciamento d&#8217;identità propone al lettore una sostituzione dei Vendicatori &#8211; super gruppo attualmente latitante, impegnato a contrastare il nuovo assetto di forze in campo -, con gli Oscuri Vendicatori, il team creato da Osborn che include ulteriori criminali con super poteri ma con costumi e nome di eroi positivi e acclamati. Il <em>Regno oscuro</em> rappresenti l&#8217;ascesa di un uomo al vertice grazie alla potente immagine di efficienza e risolutezza nel garantire la sicurezza nazionale, ma segretamente impegnato a consolidare il suo potere. I Vendicatori oscuri, eroi accreditati, sostituiscono quegli “esseri semidivini cui una stirpe – nella mitologia classica &#8211; attribuisce gesta prodigiose” (6). L&#8217;eroe non è più quella figura monolitica che tante leggende ci hanno tramandato: è un essere fallibile e conflittuale; le sue azioni sono volte al bene ma sono sempre più spesso cagione del male.</p>
<p>«Veramente, vivo in tempi bui!», scriveva Bertolt Brecht (7). Per tornare alle tesi di Bill in apertura, non ci resta che confidare in un tardivo riscatto di Clark Kent.</p>
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		<title>Sul Romanzo: anno nuovo vita nuova</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 23:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Literary Blog Sul Romanzo di Morgan Palmas riaprirà i battenti il prossimo 11 gennaio. Recentemente è divenuto un vero e proprio sito, con dominio registrato all&#8217;indirizzo: http://www.sulromanzo.it, un&#8217;alacre e dinamica officina collettiva &#8211; il cui dominus e deus ex-machina è sempre l&#8217;irrefrenabile Palmas &#8211; con tre anime: il blog, la webzine e l&#8217;agenzia letteraria. Vi esorto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_440" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a title="webzine" href="http://www.sulromanzo.it/webzine"><img class="size-medium wp-image-440" title="coverdicembre2010" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/coverdicembre2010-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Webzine Sul Romanzo - dicembre 2010</p></div>
<p>Il Literary Blog <span style="color: #800000;"><em><strong>Sul Romanzo</strong></em></span> di Morgan Palmas riaprirà i battenti il prossimo 11 gennaio.<br />
Recentemente è divenuto un vero e proprio sito, con dominio registrato all&#8217;indirizzo: http://www.sulromanzo.it, un&#8217;alacre e dinamica officina collettiva &#8211; il cui dominus e deus ex-machina è sempre l&#8217;irrefrenabile Palmas &#8211; con tre anime: il blog, la webzine e l&#8217;agenzia letteraria.</p>
<p>Vi esorto a darci una sbirciatina, ad apprezzarne la nuova veste grafica, a leggerlo se siete appassionati di libri editoria scrittura e volete sapere quel che succede in città: è ricco di servizi e contributi disparati, ci sono delle buone penne e circolano idee e iniziative proficue per gli addetti ai lavori, per i bibliofili e per gli appassionati della lettura.</p>
<p>Nel frattempo è uscito il nuovo numero della <strong>Webzine</strong> per concludere il 2010 e inaugurare un nuovo anno di progetti. La rivista telematica merita una lettura per l&#8217;omogeneità e la qualità dei contenuti; a partire da questo ogni nuovo numero avrà un <em>fil rouge </em>comune per tutti i collaboratori.<span id="more-437"></span></p>
<p>La Webzine la potete leggere <a title="webzine" href="http://www.sulromanzo.it/webzine">qui</a>.</p>
<p>Per gli <em>aficionados</em> segnalo il mio contributo &#8211; rivolto ai fumettari di lungo corso ma anche ai curiosi che desiderano guardare la contemporaneità da un diverso punto di vista &#8211; alle pagg. 66-67 dal titolo: <em>Il Regno oscuro o dell&#8217;identità</em> minacciata. <img src='http://www.albertocarollo.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_twisted.gif' alt=':twisted:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Indice della Webzine:</p>
<p><span style="color: #000000;">Editoriale di </span>Morgan Palmas</p>
<p><span style="color: #000000;">La vignetta</span> di Danilo Giovanelli</p>
<p>Marcello Marinisi [Rubrica: Prospettiva fantasy]</p>
<p>Alberto Stigliano [Rubrica: Gentili riscontri]</p>
<p>Alessandro Puglisi [Rubrica: I (rin)tracciati]</p>
<p>Giovanni Ragonesi [Rubrica: Vita standard di uno scribacchino provvisorio]</p>
<p>Angelica Gherardi [Rubrica: French connection]</p>
<p>Geraldine Meyer [Rubrica: Racconti dal retrobottega]</p>
<p>Claudia Verardi [Rubrica: Cinematura]</p>
<p>Marta Traverso [Rubrica: I libri che ti cambiano la vita]</p>
<p>Adriana Pedicini [Rubrica: Pensiero antico e identità europea]</p>
<p>Pierfrancesco Matarazzo [Rubrica: Ciò detto]</p>
<p>Deborah Pirrera [Rubrica: Il mestiere dell’editore]</p>
<p>Morgan Palmas [Rubrica: L’angolo delle interviste]</p>
<p>Maria Antonietta Pinna [Rubrica: La metà oscura del mondo]</p>
<p>Giovanni Turi [Rubrica: Meridione d’inchiostro]</p>
<p>Sara Gamberini [Rubrica: Esordire]</p>
<p>Annalisa Castronovo [Rubrica: Cantautori: per rispetto chiamati artisti]</p>
<p>Alberto Carollo [Rubrica:Fumettando]</p>
<p>Stefano Verziaggi [Rubrica: Mamma, mi leggi?]</p>
<p>Alessia Colognesi [Rubrica: Gerbido raccolto]</p>
<p>Morgan Palmas [Rubrica: Socretinate]</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.albertocarollo.it/blog/2011/01/08/sul-romanzo-anno-nuovo-vita-nuova/" target="_blank"><img src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ghost Rider: pista di lacrime</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 09:56:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Garth Ennis, Clayton Crain, Ghost rider: Pista di lacrime (2008, 100% Marvel, 144 pp., € 13,oo, ISBN 978-88-6346-007-0) Ecco un valido spin-off per lettori casuali di fumetti, selettivi e/o allergici alla continuity. Dimenticate il passato di Johnny Blaze o i flashback sulla vita di Danny Ketch. Il Ghost Rider di Pista di lacrime fa storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Garth Ennis, Clayton Crain, <em>Ghost rider: Pista di lacrime</em><br />
(2008, 100% Marvel, 144 pp., € 13,oo, ISBN 978-88-6346-007-0)</p>
<p><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ghost-rider_cover_trail-of-tears.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-227" style="border: 1px solid black; margin: 1px;" title="ghost rider_cover_trail of tears" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ghost-rider_cover_trail-of-tears-199x300.jpg" alt="ghost rider_cover_trail of tears" width="199" height="300" /></a>Ecco un valido spin-off per lettori casuali di fumetti, selettivi e/o allergici alla continuity. Dimenticate il passato di Johnny Blaze o i flashback sulla vita di Danny Ketch. Il Ghost Rider di <em>Pista di lacrime </em>fa storia a sé; nessuno dei personaggi collegati al teschio fiammeggiante compare in questo libro. Non vi tragga in inganno neanche la copertina se per caso avete visto il <a title="ghost rider il film" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghost_Rider_%28film%29">pessimo film </a>con Nicolas Cage; lo <em>Spirito della vendetta </em>a cavallo non ha niente a che spartire col cavaliere che affiancava Ghost Rider in motocicletta.<br />
Torna la coppia di <a title="la strada per la dannazione" href="http://www.fumettidicarta.it/recensioni/2010_04/damnation_road/ennis_crain.html"><em>La strada per la dannazione</em></a>: lo sceneggiatore <a title="garth ennis su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Garth_Ennis">Garth Ennis</a> e l&#8217;illustratore <a title="sito personale di clayton crain" href="http://www.claytoncrain.com/%C2%A9/front.html">Clayton Crain</a>, e qui la prova è più felice; non è un capolavoro ma puzza di mestiere – gran mestiere – lontano un miglio.<span id="more-224"></span><br />
Ennis affronta il tema dell&#8217;origine del demone, dell&#8217;essenza del Ghost Rider, e ci racconta una storia ambientata al termine della Guerra di Secessione. Fra pozze di sangue e corpi dilaniati dalle granate, Travis Parham, tenente dell&#8217;esercito confederato, ha visto l&#8217;inferno.<br />
«Ho pestato le budella di qualcuno. Le tue o le sue?»<br />
«L&#8230; Le sue.»<br />
«E&#8217; il tuo giorno fortunato.»</p>
<p>A portarlo in salvo e curarne le ferite è Caleb, un nero che si è affrancato dalla schiavitù. In quel particolare periodo storico gli schiavi di colore si ritrovano liberi ma costretti a cercare una difficile integrazione coi coloni bianchi, in un sistema sociale ed economico che crea condizioni disagevoli e paradossali, peggiori del lavoro forzato nelle piantagioni di cotone.<br />
Travis e Caleb divengono amici, ma l&#8217;ex-soldato un bel giorno decide di andare a cercare fortuna a Ovest. Una settimana prima, dopo aver abbattuto degli alberi nel bosco, Travis era incappato in alcuni teschi conservati in un anfratto, sopra un piccolo altare votivo. In quel luogo aveva avuto una visione: un&#8217;antica divinità minore, giunta in America insieme agli schiavi sulle navi dei negrieri, con le fattezze di un demone dal teschio in fiamme. Caleb spiega che lui e la sua gente si sono portati dietro le loro storie, che i loro morti proteggono i vivi, gli dicono cosa fare dei vecchi conti in sospeso da sistemare. Parham ritorna in quelle terre dopo esser stato due anni alla Frontiera, ma non ritrova più Caleb e la sua famiglia. I terreni sono ora in mano ai Dragwell, una gang di psicopatici che torturano e uccidono per piacere. Capeggiati dal sadico Reagan, i Dragwell hanno violentato e accoltellato la moglie di Caleb e sparato ai suoi figli, il tutto sotto gli occhi del malcapitato contadino, al quale hanno sottratto la sua terra. Parham giura di vendicare l&#8217;amico e segue la scia di sangue che si lasciano dietro i Dragwell. Il demone arde più che mai nel profondo, rinnovando la sua fiamma con la sete inestinguibile di vendetta che alberga nel cuore degli umani.</p>
<p>Troverete in questo volume, che raccoglie le storie Ghost Rider: Trail of Tears #1-#6 pubblicate negli States tra aprile e settembre del 2007, riti di negromanzia, predizioni sciamaniche, cavalcate nella notte, cowboys dannati e squaw trucidate che si rimettono in piedi maledicendo i propri assassini, fino all&#8217;epilogo grondante di sangue, monconi inceneriti e ossa bruciate nel villaggio di Pike&#8217;s Reach. E&#8217; una comic-novel che si rifà a una narrativa di genere di tutto rispetto, quel horror/western che molto prima dei lavori di romanzieri come il texano <a title="joe r lansdale on wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joe_R._Lansdale">Joe R. Lansdale</a> era appannaggio di maestri come <a title="ambrose bierce su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ambrose_Bierce">Ambrose Bierce</a> (leggetevi i suoi splendidi racconti editi da<a title="racconti dell'orrore di bierce" href="http://www.fanucci.it/libro.php?id=49"> Fanucci</a>), <a title="h p lovecraft su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Phillips_Lovecraft">H.P. Lovecraft</a> e <a title="mack v wright on wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Riders_of_the_Whistling_Skull">Mack V. Wright</a>. L&#8217;intreccio non riserva grandi sorprese ma i dialoghi sono scoppiettanti; Garth Ennis non è all&#8217;altezza di <em>Preacher </em>o di <em>Dangerous Habits</em> ma si cala molto bene nel personaggio di Ghost Rider, fornendo una chiave di lettura ancestrale-tribale, pestando a tavoletta sui temi di inferno e dannazione che caratterizzano il “teschio in fiamme” di questi tempi, anche se a noi piaceva il Ghost un po&#8217; più on the road di Texeira anni &#8217;90. Clayton Crain è semplicemente straordinario, al top della forma come illustratore. I personaggi maledetti gli sono congeniali (vedi i suoi Venom e Carnage) e la sua grammatica visiva, mix letale di un tratto dettagliato, al limite del fotografico, unito a una fantasia visionaria, ci regala tavole da brivido.<br />
«Se la vendetta è così sbagliata, perché il suo pensiero è così dolce? Perché ti entra nel sangue come il vino?»</p>
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		<title>Vecchio Logan</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 01:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le saghe Marvel Comics più recenti Vecchio Logan (in originale Old Man Logan) è sicuramente una delle più riuscite e intriganti. Per i fumettari più accaniti la premiata ditta Mark Millar e Steve Mc Niven – autori di Civil War, serie che ha cambiato radicalmente il volto delle testate di supereroi – è sinonimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_92" class="wp-caption alignright" style="width: 206px"><a href="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/vecchio-logan_cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-92" title="vecchio logan_cover" src="http://www.albertocarollo.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/vecchio-logan_cover-196x300.jpg" alt="vecchio logan cover" width="196" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Wolverine n. 236 - copyright Marvel Italia</p></div>
<p>Tra le saghe Marvel Comics più recenti <em>Vecchio Logan</em> (in originale <em>Old Man Logan</em>) è sicuramente una delle più riuscite e intriganti.<br />
Per i fumettari più accaniti la premiata ditta <a title="Mark Millar su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Millar">Mark Millar</a> e <a title="Steve Mc Niven su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_McNiven">Steve Mc Niven</a> – autori di <a title="Civil War su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civil_War"><em>Civil War</em></a>, serie che ha cambiato radicalmente il volto delle testate di supereroi – è sinonimo di garanzia.<br />
In <em>Old Man Logan</em> i due ci conducono in un universo alternativo (ma lo sarà davvero, alternativo? Avremo qualche sorpresa a febbraio, quando uscirà l&#8217;episodio finale della serie in edizione italiana) perturbante e devastato, che a me ricorda – per violenza e strisciante inquietudine &#8211; il futuro prossimo venturo del primo <a title="Interceptor su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interceptor"><em>Interceptor</em></a>.<br />
Il soggetto della serie muove le mosse dalla semplice domanda: «Cosa accadrebbe se tutti i supercriminali si coalizzassero contro gli eroi?»<span id="more-90"></span></p>
<p>Ecco la risposta: cinquant&#8217;anni prima dell&#8217;epoca in cui si svolge la storia i criminali della Terra si sono alleati e hanno sconfitto tutti i supereroi in circolazione, spartendosi gli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; che ora sono dei luoghi ameni dove regna la “pace” e la “concordia” e hanno nomi rassicuranti come Hulkland (già territorio di Abominio), Tana di Destino, Regno di Kingpin ecc. Il mutante un tempo noto come Wolverine fa ora il contadino in quella ch&#8217;era una volta Sacramento, California, con la moglie Maureen e i figli Scotty e Jade. Wolvie ha riposto gli artigli per sempre, è un convinto pacifista dopo un fatto tragico accadutogli all&#8217;epoca in cui gli eroi sono scomparsi. Purtroppo vive di stenti; è indebitato coi Banner, discendenti poco raccomandabili di Hulk, proprietari delle terre dove sorge la sua fattoria, che gli danno un mese di tempo per procurarsi il denaro, minacciando di ammazzare la sua famiglia. Clint Barton, ex-vendicatore un tempo noto come Occhio di Falco – ora affetto, ironia della sorte, da glaucoma – gli propone di accompagnarlo in un viaggio coast to coast per una misteriosa e “scomoda” consegna, in cambio di una cifra con la quale coprire il debito coi Banner. Logan accetta e i due iniziano la loro corsa lungo gli States in rovina a bordo della Spidermobile riattata per l&#8217;occasione.</p>
<p>Le atmosfere cupe, i fondali disegnati da Mc Niven riecheggiano tanta narrativa, fumetto e cinematografia apocalittica; a me hanno fatto ricordare (deliziato) gli scenari Dopo Disastro del poco fortunato (in termini di vendite e cronologia) <a title="Kamandi su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kamandi"><em>Kamandi</em></a> del compianto <a title="jack kirby su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Kirby">Jack “King” Kirby</a>.<br />
Così Las Vegas si chiama ora Hammer Falls (dove caddero gli eroi), ed è poco più di una <em>ghost town </em>dove la figlia di Peter Parker, Tonya, (per fortuna Spidey è passato a miglior vita da un po&#8217;!) cerca di sconfiggere Kingpin per assumere il comando delle gang criminali. Su <em>Old Man Logan</em> non ci facciamo mancare, inoltre, creature mostruose come una progenie di uomini-talpa che fanno sprofondare sotto la sabbia del deserto quel che resta dei nuclei urbani e si cibano di esseri umani; o un dinosauro originario della Terra Selvaggia fuso al simbionte Anti-Venom. Per non parlare del Teschio Rosso, attuale presidente degli Stati Uniti, che ammira nella stanza dei trofei i suoi cimeli di guerra (lo scudo di Capitan America fra tutti!).</p>
<p>Sorvolo sul trauma che ha reso Logan un uomo rinunciatario alla violenza, per coloro che desiderano leggere la serie. Le tavole di Mc Niven grondano sangue: il suo tratto dettagliato, brutale e realistico, è quanto mai efficace nel rappresentare la drammaturgia dello scozzese Millar, autore trasgressivo ed efferato che sembra rispolverare moduli narrativi propri dell&#8217;epica classica. Dopo un inaspettato capolinea del viaggio dei due ex-eroi a New Babylon, la capitale, il nostro protagonista rientrerà a casa piuttosto rocambolescamente per scoprire che la Hulk gang, in anticipo di due settimane sulla riscossione del debito, gli ha massacrato moglie e figli.<br />
«Hanno detto che si annoiavano», riferisce il vicino, implorando Logan di non tentare ritorsioni avventate.<br />
«Il mio nome non è Logan, cocco&#8230; è Wolverine!» risponde il mutante canadese davanti ai cadaveri dei suoi cari. E il sipario si chiude su una tavola a tutta pagina, nera come la pece, dove risuona un metallico “Snikt!”</p>
<p>Vecchio Logan è stato pubblicato sulla collana Wolverine nei numeri dal 231 al 237 (aprile-ottobre 2009). L&#8217;ultimo capitolo esce il mese prossimo.</p>
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		<title>Matite su Hollywood</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 12:05:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ola! Un passaggio per segnalarvi l&#8217;interessante recensione di Katia Ciarrocchi sul libro di Valentino Sergi, &#8220;Frank Miller. Matite su Hollywood&#8221;, (Edizioni XII, collana China &#38; Grafite, pp. 134, € 14,90). La trovate in CaRtaCaNta a questo link.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 1px; border: 1px solid black;" src="http://www.cartacantalab.com/images/stories/xii-cover-fmiller_vsergi-medium.jpg" border="01" alt="matite su hollywood_cover" hspace="01" vspace="01" width="180" height="257" align="absBottom" /></p>
<p>Ola! Un passaggio per segnalarvi l&#8217;interessante recensione di<a href="http://www.liberolibro.it/inversodiverso/" target="_blank"> <strong>Katia Ciarrocchi</strong></a> sul libro di Valentino Sergi, &#8220;Frank Miller. Matite su Hollywood&#8221;, (Edizioni XII, collana China &amp; Grafite, pp. 134, € 14,90).<br />
La trovate in <a href="http://www.cartacantalab.com" target="_blank"><strong>CaRtaCaNta</strong></a> a questo <a href="http://www.cartacantalab.com/consigli-di-lettura/13-consigli-di-lettura/206-frank-miller-matite-su-hollywood" target="_blank">link</a>.<br />
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		<title>SPIDER-MAN 513</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:40:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono un po&#8217; in arretrato con le letture di fumetti. Una pila dall&#8217;aspetto sinistro mi attende sul comodino, ma guai a lagnarsene. Del resto acquisto regolarmente cinque collane di supereroi Marvel, qualche volume brossurato da fumetteria e sporadicamente qualche Bonelli, per non perdere il vizio. Che volete farci, faccio visita regolarmente al mio spacciatore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 1px; border: 1px solid black; float: left;" title="cover spider man 513" src="http://lassativu.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/b7be131fdb71340355b1aed12e5c5dc6_small2.jpg" alt="cover_spider-man 513" /></p>
<p>Sono un po&#8217; in arretrato con le letture di fumetti. Una pila dall&#8217;aspetto sinistro mi attende sul comodino, ma guai a lagnarsene. Del resto acquisto regolarmente cinque collane di supereroi Marvel, qualche volume brossurato da fumetteria e sporadicamente qualche Bonelli, per non perdere il vizio.</p>
<p>Che volete farci, faccio visita regolarmente al mio spacciatore di comics di quartiere – dovrebbe farmi azionista di maggioranza del negozio!<br />
Questa settimana mi sono deliziato con la lettura di <em>Spider-Man 513</em>, luglio 2009. Se l&#8217;avete perduto, male, recuperatelo. Sottoscrivo quanto dice Max Brighel nelle note: “A chi vi dice che i fumetti non sono pura pop art mostrate le tavole doppie di Chris Bachalo”.<br />
Di recente alla Marvel hanno azzerato le vicende dell&#8217;arrampicamuri. Con lo zampino di Mefisto il matrimonio tra Mary Jane e Peter è stato per il momento rimosso dalla continuity, così come tutti sembrano aver dimenticato che Spidey si è smascherato pubblicamente in Civil War.<span id="more-21666194"></span><br />
Il <em>Brand New Day</em> è un periodo molto felice da un punto di vista creativo per la cronologia del ragno. Dopo un iniziale tentennamento – sono un fan di vecchia data, seguo le storie dalla fine degli anni &#8217;70 – ho approvato il colpo di spugna. Il personaggio era divenuto troppo dark, e aveva preso una piega monocorde, senza via d&#8217;uscita. Il restyling gli ha giovato, c&#8217;è una freschezza nelle nuove storie che non ritrovavo da tempo, sembra di essere tornati all&#8217;epica gestione di Lee-Ditko o Lee-Romita Sr. Merito anche di scrittori come Joe Kelly, entrato di diritto nel novero degli aracno-esperti.<br />
Con <em>Legami di famiglia</em> ci ha regalato una storia che ricorderemo a lungo. Trama semplice, ottima caratterizzazione dei comprimari; i dialoghi sono scoppiettanti e credo abbia fatto impazzire i traduttori coi suoi mille riferimenti alla cultura pop. Last but not least ha riportato in auge Testa di Martello, scrivendone le origini e facendone una sorta di Terminator vestito da Al Capone. Allora, alzi la mano chi ricorda i “Bamboli del campo incantato” o “Cabbage Patch”, linea di bambole che andava di moda negli anni &#8217;70-&#8217;80. C&#8217;è poi il riferimento a <em>Scared Straigth</em>, serie di documentari per dissuadere i giovani criminali, trasmesse in U.S.A. anche da Mtv. La frase del film citata io credo sia tratta da <em>Donnie Brasco</em>, ma dovrei controllare.<br />
Insomma, ho passato una buona mezzora.</p>
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