CAT | libri che ho letto
Laura Costantini, Loredana Falcone, Fiume Pagano
(Edizioni Historica, 2010, pp. 239, € 15,00, ISBN 978-88-96656-09-9)
Ogni capitolo un ponte di Roma (Sublicio, Nenni, Sant’Angelo, Sisto e così via) e per incipit un brumoso febbraio, nell’ora peggiore di una gelida notte che cela misteri e puzza di neopaganesimo. Dal Tevere affiorano alcuni cadaveri, accomunati dal fatto di avere indosso una tunica bianca e alcune lettere sul petto, marchiate a fuoco. Suicidi? Forse no: sono stati drogati di assenzio. Unico testimone della loro morte è Venanzio, un solitario clochard che tenta di mettere in guardia il popolo dei diseredati dalle trame oscure di una donna velata che li accompagna al sacrificio, fino al tuffo nel fiume sacro. (continua…)
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Lanerossi Vicenza
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Moreno de Munari, Lanerossi Vicenza (La Serenissima, pp. 143, € 15,00, ISBN 9-788875-260798)
Con Moreno De Munari abbiamo diverse cose in comune: siamo entrambi vicentini, figli dell’alluvione (classe 1966), siamo colleghi e amici, siamo padri di famiglia con prole in tenera età. Diversamente da lui non condivido la passione per il pallone; è anzi paradossale che sia qui a redigere delle note su un libro che parla di calcio. Eppure, complice l’amicizia (ora so qualcosa di più della tua storia, Moreno!) ho letto tutto d’un fiato e con piacere questo Lanerossi Vicenza, “il racconto che ogni tifoso biancorosso vorrebbe leggere”. Il Vicenza Calcio è la maggiore società calcistica in città, fondata nel 1902. E’ fra le squadre italiane che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A: 36 di cui 20 consecutivi tra il 1955 e il 1975. Gli appassionati ricorderanno, fra i migliori piazzamenti, la finalissima del 1911 e il titolo di vice campione d’Italia del 1978, la coppa Italia del 1997 e la semifinale della Coppa delle Coppe nel 1998. Il Vicenza ha dato i natali a due campioni che hanno vinto il Pallone d’Oro: Paolo Rossi e Roberto Baggio. Scusate se è poco. (continua…)
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Unessential Dublin. Ex voto pagano
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Sabrina Campolongo, Unessential Dublin. Ex voto pagano
(2010, Edizioni Historica, pp. 48, € 3,50, ISBN 978-88-96656-10-5)
Estate. Tempo di vacanze. Quale miglior consiglio di lettura di un petit cahier di viaggio di Historica? La piccola casa editrice di Cesena, capitanata dal più giovane editore d’Europa (Francesco Giubilei, diventato da poco maggiorenne) propone questa collana di libricini accattivanti per il formato – sembrano dei taccuini, con delle copertine-cartolina – e per il concept che li caratterizza: agili nel contenuto in pagine e ridotti nel prezzo. Delle letture da viaggio e per il viaggio, insomma, e questo quaderno fresco di stampa di Sabrina Campolongo (Balene bianche, Di Salvo, 2007; Il cerchio imperfetto, Edizioni Creativa, 2008; Il muro dell’apparenza, Historica, 2008) non fa eccezione: lo si può sbocconcellare come un antipasto aspettando la cena, sorseggiare come una bibita fresca sotto l’ombrellone o durante una corsa in treno (come nel mio caso). (continua…)
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Scrivere un romanzo in cento giorni
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Morgan Palmas, Scrivere un romanzo in cento giorni
(Marco Valerio, I saggi, 2009, pp. 241, € 15,oo, ISBN 9-788875-472115)
Quel che ho maggiormente gradito in questo saggio di Morgan Palmas, Scrivere un romanzo in cento giorni (Marco Valerio, 2009) è la sua trasversalità, il suo carattere ibrido. Non è – tanto per sbaragliare il campo da equivoci – uno strumento per gli addetti ai lavori, anche se i tecnicismi, sempre utilizzati con parsimonia, sono funzionali ed efficaci nel sostenere l’intento che anima l’intero progetto: la volontà di chiarezza, la vocazione al “fare”, il taglio divulgativo. Non troverete in questo libro antologie mirate, testi-campione rappresentativi dei topoi dello stile e degli ingranaggi della narrazione. (continua…)
Gabriele Dadati, Il libro nero del mondo (Gaffi Editore, Roma, 2009, pp. 197, € 14,50, ISBN 978-88-6165-052-7)
Il libro nero del mondo non è, come il titolo indurrebbe a pensare, un compendio sulle atrocità umane nel corso di secoli di Storia, un saggio sul Terzo Reich o un catalogo dei campionati sfortunati di una squadra di calcio. E’ un romanzo, opera di un giovane e sorprendente scrittore, Gabriele Dadati (Piacenza, 1982), per il quale gli unici aggettivi che mi ronzano nella testa, a lettura ultimata, sono “intrigante” e “spiazzante”. Non trovo parole più appropriate, nel mio intento di addentare la polpa narrativa di questa prova, che non siano quelle del suo autore: «Il libro nero del mondo presenta un luogo di tensioni sotterranee. Tutto all’apparenza fila liscio lungo la distesa di una pianura, ma in realtà stiamo arrancando su una salita micidiale.» E il tentativo – vano – di dipanare un possibile intreccio mi spingerebbe a dirvi che, apparentemente, vi si racconta di un cannibale che mette un annuncio sul giornale per accalappiare potenziali vittime e trova qualcuno disposto a farsi mangiare. La vicenda ha qualche legame con la cronaca, e subito la memoria corre al mostro di Rottenburg o a quello di Manhattan. (continua…)



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