Il blog di Alberto Carollo
Lettura, scrittura e quant'altro. E ci faremo pure i casi miei…

CAT | musica

mar/12

28

Wild West End

dire straits

Dire Straits (1978)

Wild West End è uno dei brani tratti da Dire Straits (1978), splendido album di debutto della celebre band britannica, al quale sono più affezionato. Si tratta di una ballad piuttosto semplice dal punto di vista armonico; in fondo si tratta di tre accordi: RE maggiore, MI minore e SOL maggiore, ma Mark Knoplfler vi inserisce una teoria di fraseggi che esegue con la sua chitarra resofonica del 1937 (la National Steel Style Guitar 0-14 Fret riprodotta sulla copertina dell’album Brothers in Arms) che rendono il pezzo un piccolo e raffinato gioiello. (continua…)

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Era gremito il Teatro San Marco di Vicenza ieri sera per il Beatlefest 2012 edizione invernale. Quel che mi colpisce sempre, nel fenomeno Beatles, è la sua trasversalità e permanenza, l’attraversare il tempo e unire molte generazioni; in sala, spalla a spalla con le abituali teste calve e sale e pepe c’erano madri di famiglia e adolescenti. Nella fila di fronte alla mia c’erano cinque ragazzine che conoscevano a menadito i testi delle canzoni e si agitavano forsennate come fossero ad un concerto di Fabri Fibra o di Lady Gaga. Il che è decisamente confortante. (continua…)

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E intanto corre – Intervista a GIULIO CASALE
di alberto della rovere

giulio casale

Giulio Casale

In occasione della imminente performance acustica a Vicenza, prevista presso ‘Radio Varsavia’ (contrà Piazza del Castello, 3/A), venerdì 23 settembre, ore: 21:30 (per informazioni in merito: radiovarsaviasnc@yahoo.it), ho raccolto impressioni e pareri di Giulio Casale, per la cui (nutrita) biografia e (ricca) attività rimando qui.

Della Rovere: Ben trovato, Giulio. E grazie per aver accettato l’idea dell’intervista.
Partirei da ‘Iniziazione’, il (felice) racconto edito da ‘Il Corriere del Veneto’, poche settimane or sono, e dal rimando a Goffredo Parise, vicentino (… non certo ‘di spirito’). Quello de ‘I sillabari’ e de ‘Il ragazzo morto e le comete’: lo avverto, pure pensando ai tuoi testi, come uno dei numi tutelari. Assieme a lui, una nutrita schiera altra di ‘irregolari’ della prosa, del teatro e dell’arte. Oltre che nella condotta: da Guido Piovene (ancora: un vicentino quanto meno atipico) e Giovanni Comisso, passando per Carmelo Bene e Giorgio Gaber, sino a Luciano Bianciardi (il manifesto: ‘La vita agra’), Romano Bilenchi e Walter Chiari, non a caso (credo) protagonista dello scritto menzionato. Condividi l’elenco? (continua…)

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“La brezza invernale si chiama sbiZZa e TinAmo è parola d’amore”

Per un’ anteprima del disco ecco il link al sito dove è possibile ascoltare il brano “Tinamo farfalla”.
www.myspace.com/sbizza

Patrizia Garofalo intervista Massimo Bevilacqua

Tinamo

Tinamo, il CD di Massimo Bevilacqua & della sua Microrchestra

Massimo Bevilacqua è poeta, musicista e voce che esplora la parola.  Essa nasce dal silenzio e si connota attraverso la densa formulazione di esistere come scarto dalla norma consueta e quotidiana.
Come dalla sua silloge Morfologia dell’abbandono ( Lieto Colle 2007 ) la ricerca trova spazio nella mappa dell’anima e nella meditazione foriera di  suggerimenti e dialoghi che congiungono memoria del passato e attraversamento dell’oggi con un agito originale e poetico. “Si sta mozzando un giorno nelle coperte/ migliaia di parole raggruppate in frasi/ hanno fatto il loro tempo e una linea retta/ tira il tuo respiro sulla nuca nuda e inarcata./ meno male che i tuoi sogni non muoiono mai/…/ siamo radici della prossima assenza/…il figlio giace sfollato senza mappe/ le foto sono il ritratto della stabilità/ amano essere il desiderio/ di qualsiasi abbozzato movimento/” (continua…)

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mar/11

17

Povera patria

Povera patria è forse la traccia più celebre contenuta in Come un cammello in una grondaia, album del 1991.
Il maestro Franco Battiato vedeva e vede ancora lontano, con la sensibilità e il talento che gli sono congeniali.
Oltre l’innegabile qualità musicale del brano – che nella parte finale modula le armonizzazioni da minore in maggiore, quasi a trasformare la mestizia che lo pervade in un cauto sentimento di speranza -, basta ascoltarne le parole per comprendere quanto siano attuali e possano adattarsi tranquillamente allo scenario sociale e politico odierno.

All’epoca il Paese era governato da una coalizione di Pentapartito, espressione dell’asse CAF (Craxi, Andreotti e Forlani); anche allora la cosa pubblica non era molto tenuta in considerazione (di lì a poco inizieranno i processi per le tangenti che porteranno alla caduta della Prima Repubblica) e le stragi cui accenna il testo si riferiscono agli attentati mafiosi nei quali morirono i giudici Falcone, Borsellino e gli uomini delle loro scorte. (continua…)

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