Il blog di Alberto Carollo
Lettura, scrittura e quant'altro. E ci faremo pure i casi miei…

CAT | poesia

Paulina Spiechowicz, Studi sulla notte
(Edizioni Ensemble, Roma, 2011, pp. 97, €, ISBN 978-88-97639-13-8)

paulina_coverPaulina Spiechowicz è uno spirito curioso e in continua evoluzione. Basterebbe un’occhiata alla sua biografia per intuirlo: natali polacchi, studi in Italia, dove consegue una laurea in lettere; editoria e giornalismo, soggiorni a Parigi e Berlino; trasfusioni di umori, passioni, culture che innervano e plasmano una personalità che non oltrepassa la soglia dei trentanni. Anima irrequieta e vagabonda, una volontà indomita di sperimentare, di contaminare e lasciarsi contaminare. A siglarcelo, se ce ne fosse bisogno, è l’uscita per i tipi di Ensemble di questa intrigante silloge poetica, Studi sulla notte – più che un approdo, sia pur momentaneo, una bruciante necessità, un flusso inarginabile, una colata di mondi subterranei che nascono e muoiono nella misura di un verso sincopato, libero e diseguale.
(continua…)

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Paolo Ruffilli, Affari di cuore
(Einaudi, pagg. 140, € 12,00, ISBN 9788806207755)

di Patrizia Garofalo

«Dell’erotismo innanzitutto si può dire
che esso è l’approvazione della vita
fin dentro la morte»
(Georges Bataille, L’erotismo, 1957)

affari di cuore_coverChe l’amore sia tiranno dell’uomo, padrone indiscusso del suo desiderio e delle sue pulsioni e che artatamente affligga l’umanità nell’illusione perpetrata di un’impossibile interezza come sosteneva Schopenhauer, che sia il mito di Eros, della bellezza, della tensione all’assoluto, un semidio pulsante nelle vene, nelle faglie della terra, nelle aperture celesti come leggiamo nel Simposio di Platone, esso vive deflagrante nei versi dell’ultimo lavoro di Paolo Ruffilli. (continua…)

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Nina Nasilli, TRA·DIS·CO trame di disprezzo coerente e licantropo
(Book Editore – Poesia, 2010, pp. 103, € 14,50,
ISBN 978-88-7232-654-1)

Tradisco_coverNina Nasilli è un nome d’arte, e questa è già una prima indicazione importante per tentare di orientarsi nel dedalo del suo esercizio poetico. L’artista nasce a Rovigo nel 1968; a sette anni scrive le sue prime poesie; nel 1992 conclude il suo ciclo di studi a Padova, una laurea in lettere antiche col massimo dei voti. Seguono anni di profonda inquietudine, dove l’urgenza espressiva la porta a dipingere le proprie liriche. Espone a Gand, Parigi, Madrid, persino in Australia, Singapore, Shangai e New York. (continua…)

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E intanto corre – Intervista a GIULIO CASALE
di alberto della rovere

giulio casale

Giulio Casale

In occasione della imminente performance acustica a Vicenza, prevista presso ‘Radio Varsavia’ (contrà Piazza del Castello, 3/A), venerdì 23 settembre, ore: 21:30 (per informazioni in merito: radiovarsaviasnc@yahoo.it), ho raccolto impressioni e pareri di Giulio Casale, per la cui (nutrita) biografia e (ricca) attività rimando qui.

Della Rovere: Ben trovato, Giulio. E grazie per aver accettato l’idea dell’intervista.
Partirei da ‘Iniziazione’, il (felice) racconto edito da ‘Il Corriere del Veneto’, poche settimane or sono, e dal rimando a Goffredo Parise, vicentino (… non certo ‘di spirito’). Quello de ‘I sillabari’ e de ‘Il ragazzo morto e le comete’: lo avverto, pure pensando ai tuoi testi, come uno dei numi tutelari. Assieme a lui, una nutrita schiera altra di ‘irregolari’ della prosa, del teatro e dell’arte. Oltre che nella condotta: da Guido Piovene (ancora: un vicentino quanto meno atipico) e Giovanni Comisso, passando per Carmelo Bene e Giorgio Gaber, sino a Luciano Bianciardi (il manifesto: ‘La vita agra’), Romano Bilenchi e Walter Chiari, non a caso (credo) protagonista dello scritto menzionato. Condividi l’elenco? (continua…)

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Tahar Ben Jelloun, Doppio esilio (Edizioni Del Leone, Venezia, 2009, pp. 104, € 10,00)

La  nostalgia di Tahar Ben Jelloun, metafora dell’umano errare ,“illumina un sogno di farfalle”.

di Patrizia Garofalo

Tahar Ben Jelloun

Sempre in un continuo crescendo nell’intera silloge “ una luce balena”  e il poeta diventa cantore della persistenza della nostalgia. Essa avvolge  immagini, ricordi,  paesaggi, oggetti e interiori- interni,  nella colorazione sfuocata, inafferrabile e  dolorosamente ricorrente dell’alba e del tramonto che trascolora la ricerca di un’appartenenza . Il perdersi in un deserto, lentamente si configura come ricerca umana di identità, vita e morte, spaesamento e “ fuggenza” dal reale. La poesia di Jelloun si svela insieme al respiro del vento che soffia sui ricordi, insabbia il dolore per poi  rimandare al cuore, specchi di sé che riflettono e sconquassano alberi e mare. (continua…)

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Tema originale devolux.org adattamento D. Longo