Scarpe da running: cosa bisogna sapere per fare la scelta giusta

(fonte: runningitalia.it)

di Salvatore Pisana

running shoesLa scelta di un buon paio di scarpe da running, che si addica al proprio piede e al proprio stile di corsa, non è semplice e richiede particolare attenzione. Con questo articolo intendiamo fare il punto della situazione in tema di ammortizzamento, analizzando le varie soluzioni adottate dalle diverse aziende riguardo l’impatto del piede sul terreno durante la corsa.
Le calzature da running sono un esempio di prodotto commerciale ad elevato contenuto tecnico che si è evoluto negli anni. La complessità di quest’ultimo spesso è superiore a quella che si percepisce comprando una scarpa da corsa.

La scelta di un particolare modello piuttosto che un altro è principalmente legata all’intersuola della scarpa. L’intersuola è quella parte che durante la corsa va a contatto con il terreno, ed è chiamata anche suola o battistrada. Lo scopo principale è di ammortizzare quanto più possibile l’impatto sul terreno così da ridurre i traumi. Questo elemento determina il diverso comportamento fra un modello e l’altro. Infatti, in base a queste caratteristiche, il podista esperto decide quale scarpa scegliere. Una buona intersuola dovrebbe garantire il mantenimento di una corretta posizione di base del piede, con un appoggio del calcagno leggermente rialzato rispetto alla parte anteriore del piede. Questo fattore è importante, perché un’altezza posteriore più o meno accentuata può determinare un maggiore o minore allungamento del tendine d’Achille.

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Correre una maratona: glicogeno e grassi come combustibili energetici

(fonte: runningitalia.it)

di Salvatore Pisana

maratonaPer affrontare al meglio una maratona è importante che i muscoli imparino ad utilizzare i grassi: solo chi ha utilizzato questa fonte di energia durante la preparazione atletica riesce ad arrivare in fondo alla gara. Uno degli allenamenti che generalmente si esegue per stimolare questo meccanismo è il lunghissimo. Ci sono anche altre metodiche, una fra queste è l’allenamento con poco glicogeno.

Il glicogeno è la fonte di energia che fa muovere il nostro organismo; nelle gare di endurance una fonte energetica è rappresentata dai grassi che vengono scissi in elementi più semplici. I top runner che corrono la maratona utilizzano il meccanismo dei grassi per circa un terzo della gara così da preservare il glicogeno, al fine di tenere un ritmo alto anche nella seconda metà di gara.

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Come allenarsi con il cardiofrequenzimetro

(fonte: runningitalia.it)

di Salvatore Pisana

cardiofrequenzimetroUn fattore fondamentale della preparazione è capire a quale velocità bisogna correre. Spesso la velocità viene determinata con calcoli che si basano sui tempi ottenuti tramite test o gare, magari cercando di migliorare di volta in volta la prestazione ottenuta la settimana precedente nel medesimo allenamento. Ogni allenamento, che si svolge dal lento al lungo al collinare, dovrebbe essere svolto ad una intensità che permette di sviluppare al meglio le componenti che ci stiamo prefissando e per poter determinare il reale carico interno o sforzo abbiamo un importante mezzo oggettivo che è il cardiofrequenzimetro.

Questo strumento ci permette di monitorare la frequenza cardiaca e di capire se l’intensità del lavoro che stiamo svolgendo è corretta per il tipo di allenamento che ci siamo prefissati. L’utilizzo della frequenza cardiaca fine a se stessa senza aver prima effettuato un test di valutazione è limitante. Per esempio, la corsa a 165 bpm (battiti per minuto) per alcuni soggetti può rappresentare il fondo lento mentre per altri il medio e per altri ancora la potenza aerobica.

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Gli alimenti giusti per prevenire i cali di energia

(fonte: runningitalia.it)

di Salvatore Pisana

cali di energiaUn’abitudine che si è introdotta nella vita quotidiana tra un pasto e l’altro è lo spuntino, importante per prevenire cali d’energia. In certi periodi, in particolar modo quando si ha un programma che prevede di “macinare” chilometri, il podista ha bisogno di un notevole apporto energetico e quindi di assumere in più pasti la giusta dose calorica giornaliera. La scelta deve ricadere su spuntini sani e genuini che devono essere correlati con gli altri pasti della giornata, tenendo presente il tipo di lavoro svolto e il momento agonistico o di preparazione.

Quando si suda: la frutta è la cosa migliore. Se viene mangiata da sola, la frutta ha tempi brevi di digestione, è ricca di di Sali, vitamine, zuccheri e acqua e non ha controindicazioni. È bene scegliere quella di stagione e alternare i diversi tipi. Consumata con altri alimenti allunga i tempi di digestione e può provocare problemi intestinali.

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Maratona del Santo

21 aprile 2013. Maratona di Sant'Antonio (PD). Con Matteo e Giacomo al traguardo di Prato della Valle

21 aprile 2013. Maratona di Sant’Antonio (PD). Con Matteo e Giacomo al traguardo di Prato della Valle

Per qualche tempo vi ho tenuti all’oscuro delle mie “storie di corsa”.

Avrei voluto, in effetti, spendere qualche post sulle mie sedute di allenamento (con l’umiltà di un amatore, si capisce), sulle strategie e i mezzi della corsa (alimentazione, scarpe eccetera), ma diversi eventi e impegni si sono accavallati.

Dopo il ponte di Carnevale, per esempio, mi sono buscato una bella influenza che ha falcidiato l’intera familia. Pensavo di uscirne indenne, ma il contagio si è abbattuto in ultima istanza pure sul Vostro affezionato. In seguito ho dovuto rimettermi in pari col lavoro, col corso di scrittura creativa di cui potete leggere qui, partito regolarmente lo scorso 6 marzo con 11 iscritti. Per non farmi mancare niente è stato approvato pure un mio progetto per un laboratorio di lettura e scrittura creativa con i bimbi delle primarie di cui trovate notizia qui.

A queste gradevoli imprese vanno aggiunte le scadenze delle mie collaborazioni con vari lit-blog e siti d’informazione culturale e gli allenamenti in preparazione alla Maratona. E qui vi voglio portare, cari amici runner e simpatizzanti della corsa di lunga distanza. La mia preparazione è stata distribuita in 18 settimane, con una media di 4 allenamenti a settimana (talvolta 5, più sporadici, impegni di lavoro permettendo). Non è stata una stagione benevola: repentini sbalzi di temperatura, molte piogge che hanno frenato qualche mia uscita. Continua a leggere

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