Il blog di Alberto Carollo
Lettura, scrittura e quant'altro. E ci faremo pure i casi miei…

CAT | scrittura

logo splinderEbbene sì. Sono uno di quei blogger che iniziò a pasticciare sui web-log creandosi una pagina sulla piattaforma di Splinder. Correva l’anno 2003 ed allora titolai il mio blog Cigale, cicala in francese. Pensavo pure al fatto che la pronuncia francese equivalesse foneticamente al sea-gull (gabbiano) inglese. Pensavo pure ad un personaggio di Martin Mystére, fumetto che prediligevo al tempo. Desideravo cicaleggiare in rete e mi sentivo affine alla cicala che non fa provviste per l’inverno come la formica e si concede generosamente ad inter-azioni – in questo caso virtuali. (continua…)

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Nina Nasilli, TRA·DIS·CO trame di disprezzo coerente e licantropo
(Book Editore – Poesia, 2010, pp. 103, € 14,50,
ISBN 978-88-7232-654-1)

Tradisco_coverNina Nasilli è un nome d’arte, e questa è già una prima indicazione importante per tentare di orientarsi nel dedalo del suo esercizio poetico. L’artista nasce a Rovigo nel 1968; a sette anni scrive le sue prime poesie; nel 1992 conclude il suo ciclo di studi a Padova, una laurea in lettere antiche col massimo dei voti. Seguono anni di profonda inquietudine, dove l’urgenza espressiva la porta a dipingere le proprie liriche. Espone a Gand, Parigi, Madrid, persino in Australia, Singapore, Shangai e New York. (continua…)

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Cosimo Argentina, Vicolo dell’acciaio
(Fandango Libri, 2010, pp. 264, € 15,00 ISBN 978-88-6044-172-0)

«Quando mio padre parla di se stesso dice sempre che il suo destino è segnato. Qui nel palazzo tutti muoiono di cancro ai polmoni. Il record della pista è nostro. Abbiamo in corpo, a famiglia, più benzene, polveri cancerogene, diossina, policarburi aromatici e gas saturi di non so nemmeno io che cosa…»
Vicolo dell’acciaio chiude (ma non è detto) una quadrilogia tarantina – non preordinata dallo stesso autore -, un “ciclo dei vinti” di verghiana risonanza dove Il cadetto (Marsilio, 1999) è stato il romanzo della scoperta, Cuore di cuoio (Sironi, 2004, Fandango tascabili, 2009) quello dei sogni, Maschio adulto solitario (Manni, 2008) quello degli incubi e questo neo edito porta invece le stigmate del dolore. (continua…)

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Paolo Ruffilli

Trascritto ed editato a mia cura, riporto con piacere il testo di una intervista registrata lo scorso 20 maggio 2011 presso la Libreria “Quarto potere” di Vicenza. Alberto della Rovere dialoga con Paolo Ruffilli sul suo recente romanzo edito da Fazi, “L’isola e il sogno”. Il pezzo è un po’ lungo per il web ma ho preferito riportare integralmente alcune argomentazioni che giudico, per il lettore, estremamente interessanti. Della Rovere pone domande sapide ed intriganti e Ruffilli discetta con amabile arguzia della spedizione dei Mille, delle carte private di Ippolito Nievo e dei suoi amori, della fortuna della sua opera nei paesi europei, del genio precoce e del ruolo del sogno nella interpretazione dei misteri della vita.

Alberto della Rovere: L’isola e il sogno è un romanzo che parte dal mare e finisce nel mare, come alcuni testi a circolo chiuso – alla Conrad o alla Verga. Riguardo all’isola, si tratta della Sicilia e in particolare di una città: Palermo. Ti chiederei di parlare del rapporto controverso che Ippolito ha con la città dove, a fronte di evidenti disagi di carattere amministrativo – era stato intendente per conto di Garibaldi e vi ritorna in missione speciale, per raccogliere documenti a garanzia del governo garibaldino – , desidera comunque restare. Mi riferisco pure alla predilezione che Alexandre Dumas, cronista al seguito dei Mille, esplicita per Palermo. (continua…)

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Paolo Ruffilli, L’isola e il sogno
(Fazi Editore, 2011, pp. 195, € 17,50 ISBN 978-88-6411-252-7)

ruffilli_l'isola e il sogno_cover«L’idea improvvisa di fermare la sua età e la vita: il sogno di restare ancorato dentro il tempo, lì sul mare fuori dal porto, in vista dell’isola felice. Come la nave dei feaci, bloccata in un eterno avvio, senza più arrivi e senza più partenze.»

Paolo Ruffilli realizza – in stato di grazia – un moderno, inconsueto ritratto di Ippolito Nievo trentenne, letterato e ufficiale che ritorna in Sicilia in missione speciale, col compito di raccogliere le carte e i documenti a garanzia del governo garibaldino; di lì a poco sarebbe stato proclamato il Regno d’Italia. «Tutto è rigorosamente autentico, tutto è rigorosamente immaginato», scrive l’autore in una postilla, ed è pur vero che L’isola e il sogno si nutre dell’opera di Nievo, dei racconti degli scrittori garibaldini, dei reportage di Alexandre Dumas e di riviste d’epoca ma deborda dai canoni del romanzo storico per farsi molto di più e molto altro. (continua…)

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