La storia di Franco Percoco: fu solo un assassino narcisista?

Recensione comparsa in Sul Romanzo il 03/06/2016

Man mano che si procede nella lettura di Percoco, romanzo d’esordio di Marcello Introna, si avverte un sottile senso di presagio e di tragedia incombente. E sarebbe lo stesso anche se non conoscessimo, a priori, questa pagina di cronaca nera nell’Italia del dopoguerra. Introna affresca una Bari sfavillante e solare, seducente come una Gina Lollobrigida, scanzonata e intelligente come le commedie in bianco e nero di Macario, Totò e De Filippo, che entrano nei salotti dallo schermo della neonata televisione. C’è il desiderio di lasciarsi alle spalle gli orrori – non ancora del tutto consumati – della guerra, di ricercare il benessere economico e la rispettabilità, con un occhio ai piaceri della vita mondana proposti dai vip e alle nuove tendenze della moda che arrivano da oltreoceano. Immersi in questa atmosfera, l’autore ci fa entrare in via Celentano 12, un palazzo borghese alla periferia della città, nell’appartamento dei Percoco, una famiglia di condizioni modeste ma decorose: il padre Vincenzo è un ispettore delle Ferrovie in pensione, uomo mite e gran lavoratore; sua moglie, Eresvida, figlia di ricchi possidenti terrieri, è una signora piuttosto assillante, lamentosa e tendente alla depressione. La coppia ha tre figli: Vittorio, un cleptomane che sta scontando in carcere una condanna per i suoi numerosi furti; c’è poi Giulio, affetto dalla sindrome di Down, confinato tra le quattro mura dell’appartamento, la cui esistenza è taciuta e nascosta a una società perbene che non accetta disagi o imbarazzi; infine Franco, un ragazzo bello e sensibile, coi capelli neri, con «un naso sottile e perfetto che ci si sarebbe potuto stendere l’impasto per quanto era dritto», il figlio in cui la famiglia ripone i suoi desideri di riscatto sociale, rincorrendo il sogno di una normalità, ahimè, ben presto preclusa.

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Girasoli di mare

RASSEGNA STAMPA

fonte: Tellusfolio

Girasoli di mare coverIn libreria / “Girasoli di mare” di Patrizia Garofalo
(Blu di Prussia, pp. 64, Euro 10,00)

a cura di Giuseppina Rando

Una sola nota, come basso continuo di una melodia barocca, accompagna Girasoli di mare, raccolta poetica di Patrizia Garofalo.

Una sola nota di sofferenza e di pianto, traslata dall’anima sua alla parola, alle pagine che evocano il dramma di un “mondo offeso”, quello dei migranti, vittime innocenti in fuga da guerre e carestie.

Girasoli di mare è il primo verso della poesia che conclude la silloge colma di risvolti veicolanti riflessioni esistenziali, civili, sociali.

Girasoli di mare

senza rifugio

radicati negli abissi

il buio dei fondali

trattiene gli ultimi fiati

in asfissia

di luce

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Carollo e della Rovere presentano i loro “dialoghi”

COMUNICATO STAMPA

Presentazione di “Dialogo con Enrico Palandri” e “Dialogo con Gian Mario Villalta” (Edizioni Saecula)

GIOVEDI’ 17 MARZO alle ORE 20:45

Presso la Bottega UNICOMONDO ALTROMERCATO,
Contrà della Catena, 21 (PIAZZA ERBE), Vicenza
tel.: 0444.545586

Presentazione dei due volumi


Dialogo con Gian Mario Villalta
, Edizioni Saecula 2015,
di Alberto Carollo


Dialogo con Enrico Palandri
, Edizioni Saecula 2015,
di Alberto della Rovere
INGRESSO LIBERO
Saranno presenti Alberto Carollo e Alberto della Rovere

Con i dialoghi con Enrico Palandri e Gian Mario Villalta, Edizioni Saecula inaugura una nuova collana intitolata Di storie in Storia. Nessuno testimonia per il testimone che si configura come una raccolta di “incontri” con scrittori e storici disposti a svelarsi e a raccontare il loro modo di situarsi nell’epoca in cui vivono, secondo un percorso che raccorda fili tematici, ramificandosi in molteplici ambiti, lontano da etichette letterarie e periodizzazioni forzate.

La collana è coordinata da Alberto della Rovere, che ha organizzato incontri e condotto dialoghi a numerose manifestazioni, fra cui Ottobre piovono libri, Forum nazionale del libro e della promozione della lettura, Pavese Festival. E’ inoltre componente della Casa delle parole.

Gli autori a cui sono dedicati i primi due volumi sono Enrico Palandri e Gian Mario Villalta.

 

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Eravamo tutti figli suoi

Comunicato stampa

Eravamo-tutti-figli-suoiVenerdì 11 marzo 2016 – h. 21:00

presso il

Vicenza Time Café

Ingresso libero

 

Canzoni e letture di Tiberio Bicego e Lorenzo Bocchese.

Intervistata al VITC da Alessandro Scandale, la scledense Maria Facci propone ai suoi lettori il suo più recente “Eravamo tutti figli suoi” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine), una storia di sentimenti, disagi e passioni di una famiglia vicentina le cui vicende si sono intrecciate nella prima metà del secolo scorso con quelle del nostro Paese. Un romanzo vivo, passionale, ispirato a una storia vera, per riscoprire cosa è stato il Veneto famigliare del Novecento. La storia di una famiglia operaia che, come migliaia d’altre famiglie, parte alla ricerca di una terra e di un futuro migliore. Sono anni di avventure e difficoltà, con il padre che si dedica quasi esclusivamente alla sua passione per la musica mentre i figli, ancora piccoli, lavoreranno in un cotonificio. Finché la madre, stanca di quella vita tribolata e delle assenze del marito, decide di tornare in Italia sola, con i sei figli.

Qui la locandina dell’evento

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La felicità del vivere secondo natura, la letteratura di Elio Vittorini

Il mio ricordo di Elio Vittorini, apparso in Sul Romanzo il 12/02/2016

la_felicita_del_vivere_secondo_natura_la_letteratura_di_elio_vittoriniCi sono letture che hanno lasciato il segno nel giovane Elio Vittorini. Spesso ha ricordato, come una rivelazione, la sua scoperta del Robinson Crusoe, o di Le mille e una notte. Erano libri, questi, che alimentavano il suo spirito avventuroso, quel suo senso del fantastico comunque attento agli aspetti più brutali e concreti della realtà, ma che costituivano una boccata d’aria fresca nell’ambiente asfittico e isolato in cui era cresciuto, imprimendo un marchio indelebile anche nell’età matura. Era nato a Siracusa il 23 luglio del 1908 e aveva trascorso una buona fetta della sua infanzia nei paesetti della campagna sicula, immerso in una natura avversa, in una società per certi aspetti ancora feudale, dove regnavano la disperazione e la miseria. I genitori lo avevano costretto a iscriversi a una scuola tecnica, ma era forte in lui il desiderio di evadere. Non una fuga dell’immaginazione, ma una fuga concreta: si allontana da casa in più di un’occasione. Alla quarta fuga, ormai diciottenne, non fa più ritorno e si stabilisce in Friuli, lavorando come contabile in una ditta di costruzioni. Continua a leggere

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