Sedotti dall’impossibile. “Dove la storia finisce” di Alessandro Piperno

L’articolo è stato pubblicato in Sul Romanzo il 03/11/2016

È uscito in libreria agli inizi di ottobre il nuovo romanzo di Alessandro Piperno, Dove la storia finisce, edito da Mondadori. È passata una manciata d’anni dai racconti-mémoires di Pubblici infortuni (2013), dalla saga dei Pontecorvo, in Persecuzione (2010) e Inseparabili (Premio Strega, 2012). Ne sono trascorsi undici dall’esordio col botto, Con le peggiori intenzioni (2005) e lo scrittore romano, ebreo per parte di padre, racconta ulteriori sfaccettature della borghesia ebraica altolocata: le convenzioni sociali, le occasioni mancate, l’incomunicabilità, lo smarrimento esistenziale, le invidie e le ambizioni frustrate. Sembrerebbe una vicenda privata, e in effetti lo è per gran parte del racconto, ma poi interviene un evento imprevisto a spezzare il tutto e il lettore perde di vista il particolare per trovarsi, quasi catapultato, a contemplare squarci di un possibile affresco epocale. Continua a leggere

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Museo Nicolis

DeLorean

accanto alla “mitica” DeLorean di Ritorno al futuro!

Il Museo Nicolis non è un Museo tradizionale: è, piuttosto, uno spettacolare e modernissimo contenitore di cultura e di idee. Si chiama “Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica, della Meccanica”, è a Villafranca di Verona, lo ha creato Luciano Nicolis, imprenditore veronese che ha fatto confluire in questa opera la sua grande passione per la tecnica e la meccanica.

Il museo racconta, attraverso centinaia di automobili, motociclette e biciclette, l’evoluzione dei mezzi di trasporto degli ultimi due secoli. Ma c’è molto di più in questo Museo-non-Museo: macchine fotografiche e per scrivere, strumenti musicali, oggetti introvabili. Continua a leggere

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UN POSTO PER SCRIVERE 3



non si può fotografare l'anima

Non si può fotografare l’anima


Oltre la trama che la impiglia
è forma nuova
segno perimetrale senza essenza
come depositaria
di un segreto tranquillo
liberato nell’attimo di un clic

silenzio tra una pagina di vetro
e le pieghe di luce di un’imposta
per averla così soltanto mia

ma poi svolsi la tenda
e lei volò…

(foto e versi di Cristina Bove)

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UN POSTO PER SCRIVERE 2



Patrizia Garofalo nel suo "posto per scrivere"

La stanza dove scrivo poco ma studio, leggo  e fantastico, tra libri di poesie, ombrellini, oggetti che vivono nella mia vita, la ripassano ogni volta e di cui ho piena l’anima.
All’iniziativa di frugare nelle stanze dell’anima, il mio pensiero d’amicizia giunga come un abbraccio.
(foto e testo di Patrizia Garofalo)

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UN POSTO PER SCRIVERE



Eccomi di ritorno con una iniziativa congegnata con gli amici di CaRtaCaNta (voi direte: dopo una nottata di bisbocce e un sonno tormentato da una cattiva digestione!):

Leggera e fresca come una bibita da sorseggiare sotto l’ombrellone, arriva la rubrica di mezza estate. Avete un angolo, nella vostra casa in città o nel vostro alloggio vacanziero, nel quale ritirarvi per scrivere? Vi capita di estrarre il portatile o il notes al tavolo del bar, nel foyer di un albergo o nella sala d’attesa di un aeroporto? Scattate una foto (in formato .jpg) e inviatela a info@cartacantalab.com o a me: albertocarollo@yahoo.it. La pubblicheremo sul sito e blog. E se avete qualche notarella da allegare, ben venga. Sarà un modo per tenerci in contatto, per inviarci una cartolina di saluti, un espediente obliquo per parlare di libri, di scrittura e sbirciare dietro le quinte della vostra attività creativa.

Che ne dite?
Va beh, rompo io il ghiaccio…

Il trespolo

Scrivere nel mio studio è un po’ come murarsi vivo tra i libri. Nel mio appartamento a Vicenza, un’ottantina di metri quadri su due piani, mi sono confezionato questo angolino, ricavato in un soppalco, dove stipare libri, fumetti e collocare un Pc fisso. L’ho chiamato Il trespolo. Agosto lo trascorrerò qui, la sera. Se, come scrisse Salgari, “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”, credo di essere nel posto giusto. Buona estate a tutti.

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