Museo Nicolis

DeLorean

accanto alla “mitica” DeLorean di Ritorno al futuro!

Il Museo Nicolis non è un Museo tradizionale: è, piuttosto, uno spettacolare e modernissimo contenitore di cultura e di idee. Si chiama “Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica, della Meccanica”, è a Villafranca di Verona, lo ha creato Luciano Nicolis, imprenditore veronese che ha fatto confluire in questa opera la sua grande passione per la tecnica e la meccanica.

Il museo racconta, attraverso centinaia di automobili, motociclette e biciclette, l’evoluzione dei mezzi di trasporto degli ultimi due secoli. Ma c’è molto di più in questo Museo-non-Museo: macchine fotografiche e per scrivere, strumenti musicali, oggetti introvabili. Continua a leggere

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UN POSTO PER SCRIVERE 3



non si può fotografare l'anima

Non si può fotografare l’anima


Oltre la trama che la impiglia
è forma nuova
segno perimetrale senza essenza
come depositaria
di un segreto tranquillo
liberato nell’attimo di un clic

silenzio tra una pagina di vetro
e le pieghe di luce di un’imposta
per averla così soltanto mia

ma poi svolsi la tenda
e lei volò…

(foto e versi di Cristina Bove)

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UN POSTO PER SCRIVERE 2



Patrizia Garofalo nel suo "posto per scrivere"

La stanza dove scrivo poco ma studio, leggo  e fantastico, tra libri di poesie, ombrellini, oggetti che vivono nella mia vita, la ripassano ogni volta e di cui ho piena l’anima.
All’iniziativa di frugare nelle stanze dell’anima, il mio pensiero d’amicizia giunga come un abbraccio.
(foto e testo di Patrizia Garofalo)

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UN POSTO PER SCRIVERE



Eccomi di ritorno con una iniziativa congegnata con gli amici di CaRtaCaNta (voi direte: dopo una nottata di bisbocce e un sonno tormentato da una cattiva digestione!):

Leggera e fresca come una bibita da sorseggiare sotto l’ombrellone, arriva la rubrica di mezza estate. Avete un angolo, nella vostra casa in città o nel vostro alloggio vacanziero, nel quale ritirarvi per scrivere? Vi capita di estrarre il portatile o il notes al tavolo del bar, nel foyer di un albergo o nella sala d’attesa di un aeroporto? Scattate una foto (in formato .jpg) e inviatela a info@cartacantalab.com o a me: albertocarollo@yahoo.it. La pubblicheremo sul sito e blog. E se avete qualche notarella da allegare, ben venga. Sarà un modo per tenerci in contatto, per inviarci una cartolina di saluti, un espediente obliquo per parlare di libri, di scrittura e sbirciare dietro le quinte della vostra attività creativa.

Che ne dite?
Va beh, rompo io il ghiaccio…

Il trespolo

Scrivere nel mio studio è un po’ come murarsi vivo tra i libri. Nel mio appartamento a Vicenza, un’ottantina di metri quadri su due piani, mi sono confezionato questo angolino, ricavato in un soppalco, dove stipare libri, fumetti e collocare un Pc fisso. L’ho chiamato Il trespolo. Agosto lo trascorrerò qui, la sera. Se, come scrisse Salgari, “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”, credo di essere nel posto giusto. Buona estate a tutti.

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CRONACHE DA UN MATRIMONIO



just married

Data la mia assenza protratta da questi lidi è probabile che qualcuno di voi si sia chiesto se per caso mi fossi dato alla macchia per fuggire dai miei obblighi coniugali. Eccomi qui per tranquillizzarvi o – viceversa – inquietarvi ulteriormente. Le nozze si sono celebrate e il vostro affezionato è sparito per una quindicina di giorni in riviera romagnola, a spiaggiarsi in compagnia della neo mogliettina e dei pargoli, a gustare la buona cucina locale, abbronzarsi e ricaricare le pile. Ho letto molto tra libri e fumetti, mi sono dedicato a un paio di progetti di scrittura ma soprattutto mi sono disintossicato per un po’ dal web. Ritorno perciò con rinnovato vigore e slancio emotivo.
Facciamo un passetto indietro per render conto di questo anomalo rito nuziale minimal  & ordinary. A dire il vero la preparazione e la vigilia sono state più complicate di quanto mi aspettassi. Organizzare le nostre nozze, pur con lo spirito “francescano” di cui scrissi, non è stato comunque agevole. Provatevi ad andare per negozi a indossar vestiti, cravatte, a calzare scarpe, a sceglier fiori e bomboniere accompagnati da due vandali pronti a far sacco di ogni esercizio che trovano sul loro cammino. L’ideale sono i centri commerciali, dove ti puoi dare il cambio e spendere una fortuna in gettoni per farli salire sulle macchinine o i cavallini; ma se ti azzardi a entrare in un piccolo laboratorio orafo a ordinare le fedi sei fottuto: dovrai impedirgli strenuamente di mettere a soqquadro le vetrinette espositive!
mi sposo o non mi sposo?Il 17 giugno non lo dimenticherò molto facilmente. Avevo prenotato una cena coi colleghi presso il ristorante di un laghetto per la pesca sportiva a pochi passi dalla città, immerso nel verde di un’oasi naturalistica. E’ il mio locus amoenus, il posto dove ho promesso a me stesso – pervaso da un innaturale impeto d’ottimismo – che in età da pensione (leggi: parente prossimo di Matusalemme) spenderò il mio ultimo tempo a scrivere, attorniato da rudi pescatori fanatici dell’ozio, del bicchiere e della briscola. La tranquilla cena celebrativa, invece, è stata precettata e i miei colleghi, di altra inclinazione, mi hanno invece organizzato sotto il naso un vero e proprio addio al celibato. Mi hanno tenuto in ostaggio fino alle quattro del mattino, agghindato da Sommo Poeta al confino, con un lucchettone rugginoso al collo, tra gavettoni, lazzi e inaspettate trovate. Ringrazio perciò Massimo brainstorm, Veronica, Lele e Teresa (incomparabile pin-up che irrompe dalla torta!) per le goliardiche imprese, lo spassoso kit da sposo (del quale ometterò, per pruderie, i gadgets), le imprendibili domande di Trivial Pursuit (che mi hanno fatto percorrere l’intero perimetro del lago alla ricerca dei miei effetti personali, abilmente occultati) e la pubblicazione, a loro spese, presso Montatori, del mio primo romanzo, edizione aggiornata e (s)corretta del celebre Kama Sutra. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato per la simpatia e la dimostrazione di amicizia. Credo sia raro poter sfoggiare una ventina di ragazze intervenute… ma del resto dove lavoro io son quasi tutte esponenti del gentil sesso!
Sala degli stucchiLa mattina del 27 giugno io e Sabrina, coi paggetti al seguito, abbiamo passeggiato per corso Palladio fino a palazzo Trissino. L’inizio della nostra cerimonia era previsto per le 11.30. Mi ha fatto molto piacere vedermi attorniato, oltre che dai parenti, pure da amici – tra i quali la brigata dei soci di CaRtaCaNta: gli imprescindibili Alberto, Aurora, Davide e Giorgio – e colleghi. Pietro Gialdoni (inossidabile classe 1930) ha voluto salire, sottobraccio alla figlia, lo scalone d’onore dal quale si accede nella sfarzosa Sala degli Stucchi. Per me è stata un’epifania; ero rapito dallo splendore del soffitto seicentesco, tanto che in molte foto sono ritratto con la testa per aria. Ovunque è l’eterno femminino a trionfare: gli stucchi di G.B. Barberini, sopra le porte, rappresentano le vicende di Lucrezia, Gioele, Giuditta e Cleopatra; gli affreschi di Ciesa la Didone abbandonata. Ministra di cerimonie, l’Assessore Sala, loquace e brillante quanto informale, che ci ha messi subito a nostro agio, rendendo piacevole la consueta lettura degli articoli previsti per la celebrazione civile. Scambio degli anelli, bacio, lettura di una poesia di Gibran da parte dell’adorata nipotina Chiara, firme per il registro, pose per i fotografi, le mamme che piangono, i pupi che berciano e ci siamo ritrovati (un po’ attoniti) di nuovo in cortile, per gli scatti di gruppo. Poi un passaggio in piazza dei Signori, per un clic sotto il colonnato della basilica palladiana, e a ponte San Michele, irrinunciabile location per pose romantiche a fronte fiume, una fetta di Parigi in territorio vicentino. Giornata solatia, dopo un inizio incerto, con breve scroscio alle otto del mattino. E via per un pranzo sui colli berici, presso il ristorante da Crichelon, con le famiglie. Alle 17 era tutto finito. Che dire di più? Ah, giusto: la sposa era bellissima (e non è il solito luogo comune).

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