Dialogo con Gian Mario Villalta su Lankelot

Dialogo con Gian Mario VillaltaRingrazio sentitamente Marina Monego per la bella recensione al mio libro apparsa sul portale Lankelot.eu:

Non conoscevo molto di Gian Mario Villalta, credo di aver visto il suo nome nelle locandine di Pordenonelegge qualche tempo fa, poi di sorpresa Alberto Carollo mi ha proposto il suo libro-intervista.

Il Dialogo con Villalta si colloca nell’ambito di una collana nata nel 2015 e coordinata da Alberto Della Rovere, intitolata Di storie in Storia – nessuno testimonia per il testimone e si articola in una serie di dialoghi con scrittori e storici disposti a raccontare di sé, della propria poetica o dei propri studi, delle proprie osservazioni riguardo il contesto in cui vivono. Niente minuetti accademici, piuttosto una chiacchierata come tra amici che si svelano reciprocamente e si confrontano con correttezza e civiltà. Un atteggiamento di cui c’è estremo bisogno in questi tempi.

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“Dialogo con Gian Mario Villalta”: presentazione a Susegana (TV)

DIALOGO CON GIAN MARIO VILLALTA (Edizioni Saecula)
a LIBRI IN CANTINA, Mostra nazionale della piccola e media editoria
13a edizione.

Dialogo con Gian Mario VillaltaSabato 3 ottobre 2015, alle ore 17:00,
presso la biblioteca del castello di S. Salvatore a Susegana (TV)

Alberto Carollo presenterà il suo libro DIALOGO CON GIAN MARIO VILLALTA (Edizioni Saecula)
nell’ambito di Libri in Cantina, Mostra nazionale della piccola e media editoria.
Sarà presente per l’occasione anche l’intervistato Gian Mario Villalta.

Informazioni sulla rassegna: http://www.libriincantina.it
Come arrivare a Susegana: http://www.libriincantina.it/informazioni.html

Per saperne di più sul libro: clicca qui

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Dialogo con Gian Mario Villalta

Ho avuto il piacere di chiacchierare con Gian Mario Villalta della sua carriera di “poligrafo” (poeta, narratore, saggista… e ancora insegnante, editor, presidente di uno dei più prestigiosi festival letterari italiani: Pordenonelegge), di libri e delle Venezie, di editoria e poesia, nonché di scuola e social network per la nuova collana di Saecula “Di storie in Storia. Nessuno testimonia per il testimone”, all’interno de “La vita nel tempo”.

Una collana di dialoghi con scrittori e storici, disposti a svelarsi. Nel racconto. Per stare-nelle-cose, attraversandole, piuttosto che a fronte di esse.
Un percorso – quello d’ogni singolo testo, come dell’intero progetto – che segue non tanto piste cronologiche prefissate o dogmi, ma che raccorda fili tematici, ramificandosi in molteplici ambiti, alla larga da etichette letterarie, periodizzazioni forzate. Scontornando, così, gli accadimenti, senza esserne prigionieri. Cercando di evitare la scorciatoia dell’analisi bibliografica, delle singole trame o del peculiare personaggio, risalendo invece alla consapevolezza storica – e non solo – dell’intervistato e al suo cammino di studi, contestualizzato nel tempo, suo come dei lettori.
Per una necessità, umana mai come oggi: il confronto.

Due i titoli che la inaugurano:
Dialogo con Gian Mario Villalta di Alberto Carollo
Dialogo con Enrico Palandri di Alberto della Rovere

Per acquistare il libro vi rimando al sito dell’editore: www.saecula.it

Per ulteriori notizie sul testo:

Dialogo con Gian Mario VillaltaDialogo con Gian Mario Villalta 
di Alberto Carollo

COLLANA: La vita nel tempo
PAGINE: 104
FORMATO: 14×19
CONFEZIONE: Brossura
PREZZO: 10,00 €
ISBN: 978-88-98291-39-7

“Conclusa la grande narrazione del nord-est, quello che resta al Triveneto rischia di essere un pulviscolo di realtà locali, che si negano reciprocamente, e che autoriflettono la propria condizione di esistenza. Il cosiddetto glocal, fusione ed esasperazione insieme del locale e del globalizzato, trova nel Triveneto il proprio trionfo, con tutte le differenze che si possono riscontrare.”

Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (Pordenone) il 26 luglio 1959.
Liceo Scientifico a Pordenone. Laurea in Lettere Moderne all’università di Bologna. Prime pubblicazioni sulle riviste “il verri” di Luciano Anceschi, su “Studi di Estetica” e su “Alfabeta”, ancora alla metà degli anni ’80. Negli anni successivi scrive anche su “ClanDestino”, “Tratti”, “Nuovi Argomenti”, “Testo a Fronte”, “Baldus”, “Diverse Lingue”.
Insegna in un liceo dal 1984.
Dal 2003 è direttore artistico del festival letterarioPordenonelegge

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“Satyricon 2.0” di Gian Mario Villalta: da Priapo al dio denaro

(fonte Sul Romanzo)

di Stefano Fornaro

gianmario_villalta_satyricon_2.0Satyricon 2.0 è il nuovissimo romanzo di Gian Mario Villalta, edito perMondadori nel settembre di quest’anno. Nell’intervista al «Messaggero Veneto», rilasciata per l’esattezza il giorno 8 settembre, lo stesso autore identifica i due termini di paragone con cui confrontare il suo romanzo:il Satyricon del latino Petronio e il film del regista Fellini. Come si può classificare invece quello di Villalta? Un testo in parte lontano dal suo modello classico, ma al contempo speculare riguardo alcuni sviluppi della trama e la caratterizzazione dei personaggi.

Petronio sceglie tre protagonisti (EncolpioAscilto e Gitone), legati fra loro da un ambiguo triangolo amoroso. Gli altri personaggi del romanzo – altrimenti dettofabula milesia – sono poeti come Eumolpo, pervertiti mercanti come Lica, sacerdotesse corrotte come Quartilla e il celebre liberto arricchito Trimalcione. Tutte figure impossibili da pensare o riprodurre in un testo del duemila, a meno che non si decida anacronisticamente di delinearlo in un mondo scomparso nell’età giulio-claudia. Così Villalta opta per un triangolo studentesco, dove l’amore è quello puro della giovane coppia Lucia e Giuseppe, cui si affiancano l’amico omosessuale Giorgio e il professor Michele Colot, tracotante e spendaccione. Si potrebbe parlare quasi di un quadrilatero che nasce in una università del Nordest italiano. Michele è un lodato insegnante di lettere, sempre smanioso di raggiungere un lodevole riconoscimento, seppure sia già considerato un dio nel suo istituto per la fama che lo contraddistingue e la pubblicazione di celebri articoli. Nonostante questo, fuori dal mondo universitario è un anonimo qualunque. Gli altri personaggi sono tratti dal mondo scolastico, ma figurano anche persone indaffarate in faccende losche come Guerrinoni, proprietario di un negozio d’antiquariato. Uomini d’oggi, potremmo dire.

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“Alla fine di un’infanzia felice” di Gian Mario Villalta

Alla fine di un'infanzia feliceÈ un elegante gioco di specchi Alla fine di un’infanzia felice di Gian Mario Villalta, terzo romanzo edito per Mondadori del poeta friulano (premio Viareggio 2011), narratore e direttore artistico di Pordenonelegge, dopo Tuo figlio (2004) e Vita della mia vita (2006). In esergo una frase di Mark Strand ci introduce al nucleo tematico del romanzo – o forse, per alcuni aspetti peculiari, metaromanzo – che propone ed esplora una riflessione sul rapporto tra scrittura e realtà.

Villalta delinea per l’intreccio del suo libro il personaggio di Guido Devetta che lui rievoca molto dell’autore stesso,. Guido è un insegnante e da un po’ di tempo lavora come editor in una piccola casa editrice di Pordenone, la Gemina, per la quale ha curato dei testi che gli hanno conferito prestigio e notorietà. Un giorno arriva nel suo ufficio un plico diverso dagli altri. Il mittente è Sergio Casagrande, il suo migliore amico negli anni della giovinezza e di cui ha perduto, in parte, le tracce. Il romanzo di Casagrande si intitola Alla fine di un’infanzia felice e quel che destabilizza emotivamente Guido è il fatto che uno dei personaggi cardine del romanzo è proprio lui, Guido Devetta, della famiglia dei “Sain”, il soprannome loro affibbiato quando, da profughi istriani, si stabilirono nella campagna di San Quirino, piccolo comune del Friuli Venezia-Giulia. Continua a leggere

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