“E intanto corre”: intervista a Giulio Casale

E intanto corre – Intervista a GIULIO CASALE
di alberto della rovere

giulio casale

Giulio Casale

In occasione della imminente performance acustica a Vicenza, prevista presso ‘Radio Varsavia’ (contrà Piazza del Castello, 3/A), venerdì 23 settembre, ore: 21:30 (per informazioni in merito: radiovarsaviasnc@yahoo.it), ho raccolto impressioni e pareri di Giulio Casale, per la cui (nutrita) biografia e (ricca) attività rimando qui.

Della Rovere: Ben trovato, Giulio. E grazie per aver accettato l’idea dell’intervista.
Partirei da ‘Iniziazione’, il (felice) racconto edito da ‘Il Corriere del Veneto’, poche settimane or sono, e dal rimando a Goffredo Parise, vicentino (… non certo ‘di spirito’). Quello de ‘I sillabari’ e de ‘Il ragazzo morto e le comete’: lo avverto, pure pensando ai tuoi testi, come uno dei numi tutelari. Assieme a lui, una nutrita schiera altra di ‘irregolari’ della prosa, del teatro e dell’arte. Oltre che nella condotta: da Guido Piovene (ancora: un vicentino quanto meno atipico) e Giovanni Comisso, passando per Carmelo Bene e Giorgio Gaber, sino a Luciano Bianciardi (il manifesto: ‘La vita agra’), Romano Bilenchi e Walter Chiari, non a caso (credo) protagonista dello scritto menzionato. Condividi l’elenco? Continua a leggere

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Goffredo Parise: Veneto “barbaro” di muschi e nebbie

Veneto “barbaro” di muschi e nebbie.
Sull’identità vicentina e altro – 2.

Se desiderate leggere il primo contributo su Parise e l’identità vicentina: qui.

goffedo parise

Goffredo Parise

  Uno dei temi di maggiore fascino nell’opera di Parise è il tema della “casa” e del rapporto con la sua regione natale nell’ultimo scorcio della sua vita, dopo il 1970 e fino al 1986. Lo scrittore vicentino ha compiuto viaggi intorno al mondo, è stato prima a Milano poi ha abitato a Roma. Minato nel fisico e consapevole che non potrà disporre di grande longevità, Parise acquista una casa a Salgareda, sul fiume Piave: un casolare agricolo, abbandonato e in rovina. Lo ristruttura e vi abita negli ultimi anni.
Perché Parise non ritorna nella sua città, Vicenza? Continua a leggere

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Goffredo Parise: “Un sogno improbabile”

Un sogno improbabile.
Sull’identità vicentina e altro – 1.

goffredo parise

Goffredo Parise

Come scrive con arguzia Stefano Strazzabosco in una raccolta di testi commentati su Goffredo Parise – edita dalla Biblioteca Civica Bertoliana e dalla Società Generale del Mutuo Soccorso di Vicenza nel 1996 -, «Vicenza era per lo scrittore un luogo insieme geografico e simbolico». Questa affermazione è più che mai veritiera se si considerano i suoi esordi. Il ragazzo morto e le comete è del 1951; il romanzo non assomiglia ad alcun romanzo di quegli anni, è un’invenzione surreale che Parise stesso definisce «un sogno cubista». Continua a leggere

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Goffredo Parise e vicentinità

Goffredo Parise (1929-1986)

Venerdì 21 alle ore 21 avrò il piacere di essere ospite della libreria Edison in corso Palladio 36 a Vicenza per una chiacchierata su Goffredo Parise e vicentinità, nell’ambito di una rassegna curata da Morgan Palmas, “Le notti di Sul romanzo“.

Dovevamo essere in tre: il sottoscritto, col suo umile bagaglio di letture parisiane; Raoul Bruni, docente di Letteratura Italiana e Matteo Giancotti giornalista e ricercatore. Purtroppo Bruni non potrà essere presente per motivi di salute e Giancotti ed io ci divideremo gli interventi. Matteo Giancotti traccerà un profilo di Goffredo Parise e si soffermerà sulla sua produzione giornalistica; il vostro affezionatissimo farà qualche considerazione in margine a brani tratti dalle Opere nei 2 voll. della collana mondadoriana I meridiani (1987 e seguenti) del nostro illustre concittadino: Un sogno improbabile (dove si dibatte di una categoria controversa e proteiforme: la vicentinità!), scritto per presentare un romanzo di Guido Piovene; e ancora i racconti Gli americani a Vicenza, Il colle dei sette venti e l’articolo Veneto barbaro di muschi e nebbie. Continua a leggere

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L’assoluto naturale

“Una donna che non sia una stupida, presto o tardi, trova un uomo sano e lo riduce a un rottame” scriveva Cesare Pavese. E’ un po’ il riassunto de L’Assoluto naturale di Goffredo Parise, un’opera sulla quale sto facendo una ricerca per il prossimo capitolo del romanzo che sto scrivendo.

Al pari di Pavese anche Parise venne additato come un misogino. Questo non toglie importanza a questo “improbabile” dialogo tra un uomo e una donna, pensato per il teatro e che a teatro ha avuto alterni successi.
Il libro lo trovate in una edizione Mondadori o Rizzoli, ora non ricordo, ma ve lo consiglio. I due protagonisti si interrogano sulla natura del loro rapporto amoroso e va a finire male. Lei è una donna-mantide che finirà per divorare il proprio uomo, soddisfacendo il suo istinto e la sua brama di possesso, mentre lui annasperà nel vuoto alla ricerca della natura amorosa nell’intelletto. Continua a leggere

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