La nobile arte dello scrivere. “Lo spazio obliquo” di Lidia Furlan

Lidia Furlan

Lidia Furlan (Venezia, 1980) è una giovane autrice che vive in un posto splendido, a Mira, sulla Riviera del Brenta. Laureata in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, ha lavorato come ufficio stampa nel settore teatrale e oggi si occupa di Comunicazione. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente questa creatura minuta e delicata quanto i suoi arabeschi di parole e – diciamo così – di tenere a battesimo questo suo esordio letterario, in occasione di una tavola rotonda imperniata sui percorsi della scrittura.

Sui percorsi della scrittura si addentra Lo spazio obliquo (Edizioni Saecula, 2017), questa sua prima, coraggiosa fatica. Perché coraggiosa? Per una serie di motivi. Primo fra tutti la capacità di misurarsi con la propria sofferenza – perciò fragile solo in apparenza, lei, ma salda e consapevole dell’implosione interiore di una forza che attendeva solo il momento e lo strumento propizi per essere drenata ed esteriorizzata –, di contenere le emozioni, per quanto destabilizzanti, di farle sedimentare per poi tradurle in carta e inchiostro, a uso consumo e proiezione per il suo lettore. Continua a leggere

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Il filosofo non sa ballare? “Perché amiamo scrivere” di Duccio Demetrio

  Leggendo in questi giorni vari testi sulla scrittura autobiografica, mi sono imbattuto in Perché amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione di Duccio Demetrio (Raffaello Cortina Editore, 2011). Demetrio ha un pedigree d’eccezione: insegna Filosofia dell’educazione all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è fondatore e direttore scientifico della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e ha pubblicato una marea di libri. Tra gli altri: Raccontarsi (1996), Elogio dell’immaturità (1998) e L’interiorità maschile (2010). Devo però ammettere, con mio grande rammarico, che il testo in questione mi ha molto deluso. Continua a leggere

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