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Biografia

gennaio 1967
Sono nato il 17 gennaio 1966 (nello stesso giorno Simon & Garfunkel pubblicarono
Sounds of Silence) a Thiene, una cittadina dell'alto vicentino. Mia madre Luigina (classe 1940), orfanella in tenera età, è passata da un orfanotrofio all'altro, da una tutela all'altra tra Milano e Asolo, nel trevigiano, prima di incontrare il suo futuro marito e fare la casalinga a tempo pieno.

Mio padre Ferruccio (1936-1994), montanaro dell'altipiano di Asiago scivolato a valle, ha lavorato come muratore fino a che se l'è portato via un cancro, prima che riuscissi a farmi un'idea di che tipo d'uomo fosse.

E' probabile che in casa mia sia stato io il primo a introdurre libri. Le mie sorelle, arrivate dopo (Marina, 1968 e Federica, 1973), hanno vissuto di rendita per qualche anno. I docenti delle superiori avevano consigliato ai miei un liceo artistico, in quanto ero naturalmente dotato per il disegno, ma la mia non era una famiglia che potesse permettersi di farmi studiare.

Ho fatto studi a casaccio: segreteria d'azienda, un diploma d'infermiere (avevo visto troppi cartoni di Candy Candy e pensavo che le infermiere fossero tutte così!), la maturità (da privatista) di assistente di comunità infantile.

luglio 1985

Nell'adolescenza ho fatto qualche lavoro saltuario: operaio metallurgico, coltivatore diretto, magazziniere, free-lance per un giornale locale.

Per qualche tempo ho militato in una rock band; strimpellavo la chitarra, cantavo e scrivevo testi e musiche per il gruppo.

Abbiamo avuto i nostri quindici minuti di gloria: negli anni Ottanta, per due estati (1984-85) siamo stati i supporter di Alice e Pierangelo Bertoli – ci esibivamo prima dei loro concerti. In seguito abbiamo avuto qualche diverbio tra noi ed è finita che ho appeso la mia Fender Stratocaster al chiodo.


Ho dovuto rendermi autonomo in fretta per sopravvivere, così mi sono trovato un posto nella Sanità pubblica: lavoro come infermiere nell'Unità di Trapianto Renale dell'ospedale di Vicenza, città dove risiedo stabilmente dal 1991. Ho conosciuto molte persone in un momento critico della loro esistenza, la malattia. E' qualcosa che ti segna – se non sei un pezzo di legno -, che ti dà le coordinate per apprezzare quello che conta veramente. L'ospedale ha rappresentato per me quel ch'è stato il carcere di Reading per Oscar Wilde, la Western Union per Henry Miller e la Siberia per Dostoevskij.

C'è una frase di Carl Gustav Jung che cito spesso in proposito:

«Chi vede gli orrori di un manicomio, di una prigione o di un ospedale amplia, per la forte impressione che suscitano in lui tali fatti, la propria visione della vita».


U.S. ultima sigarettaSono un lettore onnivoro, con una duplice formazione: scientifica e umanistica. Ho letto medicina, psicanalisi, psicologia, filosofia, storia dell'arte. Ho una predilezione per la narrativa dei primi decenni del Novecento. Credo che le avanguardie artistiche di quegli anni abbiano espresso in modo egregio la condizione dell'uomo moderno: penso a Kafka, a Mann, ad Eliot e alla Woolf. Un romanzo che mi è rimasto incollato addosso è l'Ulisse di James Joyce. L'ho letto sei volte e non me ne sono ancora fatto una ragione. Leggo anche molta narrativa contemporanea: Goffredo Parise, Fulvio Tomizza, Antonio Tabucchi, Ian Mc Ewan, Jonathan Coe, Paul Auster, Thomas Pynchon, Don De Lillo, Philip Roth solo per dirne alcuni.

Firenze 1991

 


Pensavo sarei rimasto un lupo solitario, uno dalle relazioni passeggere e non vincolanti, ma nella vita mai dire mai: nel 1991 ho incontrato Sabrina. Ne è passata d'acqua (Bridge over troubled water) sotto i ponti da allora, ma siamo ancora qui a raccontarcelo, e nel frattempo sono arrivati due figli: Matteo (2005) e Giacomo (2008). Tra i tanti progetti condivisi con Sabrina c'è quello dello studio. Entrambi siamo iscritti a Lettere, curriculum in Linguaggi e tecniche di scrittura, a Padova. E' dura barcamenarsi tra lavoro, studio e pupi ma lo facciamo con piacere, ci fa sentir bene, e pur a piccoli passi – non siamo proprio di “primo pelo” - la laurea ci attende dietro l'angolo. Tra tante avventure quella del matrimonio era un'evenienza che non avevamo contemplato (la dimensione di una laica convivenza ci sembrava più congeniale), ma alla fine, anche per il bene della progenie, ci siamo sposati con rito civile nel giugno 2009.

27 giugno 2009

Ho viaggiato in Italia e in Europa, seguendo rotte letterarie. Sono stato in Francia, Germania, Irlanda, Ungheria, Cecoslovacchia. Ho una predilezione per le isole: Malta, le Cicladi, Sicilia, Sardegna ed Elba. Fino ai trentanni non mi sono molto curato di praticare degli sport. Nel 2007, dopo essermi liberato volontariamente dalla schiavitù della nicotina, ho iniziato a correre. Da allora ho portato a termine sei maratone in tempi di tutto rispetto per un amatore e nella stagione fredda adoro mettere gli sci da fondo ai piedi e percorrere i sentieri dell'altipiano di Asiago o del vicino Trentino.

maratona sant'antonio 2000

Ascolto molta musica: rock, principalmente, ma anche jazz e classica.

Giacomo e Matteo

A partire dal 1998 ho curato vari laboratori di scrittura creativa nella mia città. Attualmente ho il piacere di presiedere un'associazione culturale, CaRtaCaNta, Parola alla scrittura.

Organizziamo presentazioni di libri in presenza degli autori, workshop di scrittura creativa e iniziative consimili: ci trovate in rete all'indirizzo http://www.cartacantalab.com.

 

 

Finora ho pubblicato una raccolta di racconti, Miramare e altre storie (Il Foglio, 2003) e Doppio ritratto (Edizioni Creativa, 2010), il mio primo romanzo edito.

Commenti (1)
 


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