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Bonus track

Quando esce il Greatest hits di una qualche rockstar o una riedizione digitale rimasterizzata di un vecchio vinile è consuetudine stimolare la curiosità del fan o del collezionista inserendo nella lista dei brani qualche bonus track. Si tratta a volte di incisioni rubate in sala di registrazione, qualche ripresa dal vivo, una cover, un unplugged o solamente una versione più estesa e ri-arrangiata per l'occasione di un brano conosciuto.
Quando uno scrittore pubblica un libro e ne veicola la promozione sulla rete, il suo sito web si comporrà di contenuti prevedibili come l'annuncio delle presentazioni o una rassegna stampa, ma pure di rubrichette con curiosità e in certi casi anche dei “bonus track”, ovvero degli episodi depennati in fase di editing, vuoi per scelte personali dell'autore, per incongruenze con l'intreccio, per esigenze editoriali e via dicendo.
A cosa servono i bonus track di un libro?
A creare interesse e curiosità sulla composizione del testo, sul progetto narrativo, sui suoi meccanismi creativi; a entrare per così dire nell'officina dello scriba, a coglierne ingenuità titubanze errori o a carpire qualche trucchetto del mestiere, qualche espediente per catalizzare l'attenzione del lettore.


In Doppio ritratto ho usato la mannaia e sono numerose le pagine e le scene che ho eliminato rispetto alla versione definitiva. Il romanzo ha subito almeno tre consistenti riscritture e alcuni lettori competenti, amici e addetti ai lavori, mi hanno aiutato a limare e levigare ulteriormente prima di andare in stampa. Lungi da me render conto di tutto il processo, dei file e delle stampe cartacee che conservo gelosamente. Mi piacerebbe, in questa sede, condividere con i lettori alcuni singolari passaggi di questo interminabile taglia e cuci, per fare qualche spicciola considerazione o anche solo per divertimento nella sua accezione prettamente semantica: di-vertere: spostare l'attenzione, distrarre.

In tema di facezie, procedendo per ordine cronologico, a pagina 14 troviamo, dopo l'incontro di Alfredo con la misteriosa Signora in grigio che apre il romanzo, la scena della festa di laurea di Irene. Il nostro protagonista cerca di dirottare l'attenzione dalle sue pene (rivede Alina dopo lungo tempo e diverse complicazioni sentimentali) concentrandosi sull'amico Adone, che cerca di attirare l'attenzione di un gruppo di invitati con una delle sue barzellette non sense. Gli ospiti sembrano non gradire o comprendere l'umorismo del regista e si defilano prontamente. Adone cerca conferme in Alfredo: «Immaginati Mike Bongiorno...»
Alfredo, però, gli taglia subito le gambe: «Me l'avrai raccontata tre o quattro volte (...)»
Nel manoscritto iniziale avevo ampliato maggiormente la scena, ed il motto di spirito compariva integralmente, con a seguire i commenti incrociati di Adone e Alfredo. Ho deciso in seguito di sforbiciare perché mi sembrava che raccontare per intero anche il non sequitur rallentasse troppo il ritmo. Ho quindi optato per un rapido botta e risposta tra i due, per focalizzare meglio l'esperienza praghese di Adone nelle righe successive. Questo il testo come figurava nella prima stesura:

Mentre si avvicinava il gruppo fu scosso da un mormorio generale. Riuscì a udire chiaramente una frase: «Sei proprio tosto!» e realizzò ch'era diretta allo spavaldo De Feo, che aveva appena finito di raccontare loro qualcosa, probabilmente uno dei suoi buffi non sequitur. Gli passò accanto un tizio con una faccia da topo che guardò perplesso la sua amica e le chiese se doveva ridere o era facoltativo. I più vicini ad Adone sorrisero a denti stretti e gli diedero delle pacche sulla schiena, poi si dispersero.
- È andata meglio qualche giorno fa con quei miei amici di Venezia...
- Può essere che questa non sia la piazza giusta - disse Alfredo.
- Non era male. Immaginati Mike Bongiorno con un chitone bianco che ti chiede "Vuole la busta 1, la due o la 3?"
- Fammi pensare... la 3. Numero perfetto.
- «Molto bene», dice Mike, «per una notte in compagnia di Venere mi sa dire signor Algelo qual è il senso della sua vita? Via al cronometro».
- Una domanda imbarazzante.
- Agghiacciante, amico mio, è l'aggettivo giusto. Non sai rispondere e i minuti trascorrono... Goong! Tempo scaduto... «Signor Algelo lei mi è caduto sul senso della vita! La risposta esatta era... » Estrae il foglietto dalla busta, lo avvicina alla telecamera per un primo piano e...
- Il foglio è completamente bianco.
- Eh? La sapevi già?
- Me l'avrai raccontata tre o quattro volte. Beviamo qualcosa?


 

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