| Doppio ritratto a Villa Giusti Suman: com'è andata |
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16 settembre 2011
Zugliano è molto cambiata dagli anni Ottanta che mi hanno visto, adolescente, scorazzare per le sue contrade. E ci mancherebbe. Allora, prima di perdere la memoria è bene procedere alla vendemmia, raccogliere i frutti dei ricordi. Archeologia dell'infanzia. Il mio prossimo romanzo, l'ho già annunciato, parlerà anche di Zugliano. Sarà un romanzo molto vicino al genere dell'autobiografia, se non fosse che ho l'intenzione di strapazzare i personaggi, di storpiarli a piacere fino a farli diventare gli abitanti di una Zugliano di un universo paralllelo. Così farò. sarà un romanzo dove la musica la farà da padrone, e forse riuscirò a trovare un po' di pace alla mia anima di songwriter frustrato. Intanto mi sono deliziato della musica di Massimo Barbieri, carissimo amico d'infanzia, che ha commentato con le tastiere le mie chiacchiere, rendendole più lievi e sopportabili per l'uditorio. Per l'occasione ha suonato dei pezzi di Giovanni Allevi; nella sua interpretazione erano molto confacenti all'atmosfera della serata, all'elegante cornice della villa. Ho riabbracciato vecchi amici, come l'assessore alla cultura e identità veneta Michele Pesavento. Ho re-incontrato ex-colleghi, compagni di scuola, conoscenti di cui avevo perduto le tracce. Se volete vedere altre foto dell'incontro le troverete a breve nella sezione fotogallery. |
Tornare a Zugliano è sempre un piacere, dicevo in apertura di questa presentazione al pubblico intervenuto. Tanto più tornare a Villa Giusti Suman, dove ho presentato il mio primo libro qualche anno fa. Tornare a Zugliano è tornare a casa, e potrebbe anche essere un'affermazione banale ma se ci pensate è proprio il contrario. Lo stesso pomeriggio dell'incontro mi trovavo a riflettere sul paesello natio e rispolveravo il campionario dei ricordi. Ero seduto nella poltrona del mio dentista, situazione non necessariamente gradevole considerato che mi stava trattando una carie. Ad un certo punto, esplorando il mio cavo orale si accorge della ricostruzione di un incisivo. "Sì", gli confermo, "saranno trascorsi più di vent'anni."
