| il parere dei lettori # 1 |
Dopo la mia trasferta torinese al Lingotto non vi ho più parlato di Doppio ritratto. Non volevo ammorbarvi l'animo con notizie esclusivamente autoreferenziali. Noi veneti abbiamo un detto: «Chi se loda se sbroda» ed ho sempre cercato, per quanto possibile, di evitare gli autocompiacimenti e puntare in buona parte a perfezionare la mia scrittura.Certo è innegabile che i complimenti facciano piacere e quando un libro edito e consegnato ai lettori ti regala soddisfazioni inaspettate la consapevolezza che forse hai fatto un buon lavoro ti ripaga di tanta fatica, degli sforzi e delle energie profuse. Sto raccogliendo recensioni di addetti ai lavori, note di amici scrittori, di blogger e via discorrendo che si rivelano davvero lusinghiere. Ma più di tutte conservo con orgoglio le attestazioni del “lettore comune” che poi tanto comune non è; anzi, è straordinario a mio avviso. Scrivo narrativa nel tentativo di sollecitare qualche corda segreta nell'animo di chi mi legge, di far scaturire in lui un'emozione. Quando ci riesco, e il lettore articola e rappresenta la sua esperienza di lettura tramutandosi in “scrittore di ritorno” per testimoniarmi la sua vicinanza e gratitudine, allora si compie qualcosa di prodigioso. Il mio non è più un messaggio nella bottiglia che da naufrago affido all'oceano, confidando segretamente che qualcuno lo strappi ai flutti. E' un piccolo/grande successo, la prova vivente che il patto tra autore e lettore di cui parlano tanti manuali di teoria della comunicazione è qualcosa di concreto e possibile. Poter disporre di una pagina web come un blog e un sito vuol dire, per me, conservare nel tempo pure questi preziosi “regali” che i lettori hanno voluto farmi. Così avrò qualcosa da raccontare ai nipotini.Vari materiali li ho ripresi in link che ho sparso nei miei profili Facebook e Twitter ma in questa sede vorrei iniziare a postarli partendo dal contributo di Mirella, che potete leggere di seguito. Mirella è un valente chirurgo che ho avuto il piacere di conoscere nel reparto in cui lavoro. E' una lettrice onnivora, Mirella, e ci si fiuta, tra bibliofili, ci si riconosce, tanto che il feeling è scattato fin da subito. Certo non mi potevo aspettare che, ultimata la lettura di Doppio ritratto, scrivesse questo pezzo che verrà pubblicato come consiglio di lettura nel prossimo periodico dell'Asl 6 di Vicenza. Come a dire che, considerata la capillare distribuzione, entrerò con sommo piacere in ogni casa della mia città e dei Comuni del circondario. A prescindere da questo, le parole di Mirella – cercando di scalfire i luoghi comuni -, mi hanno sinceramente commosso. Grazie Mirella. Talenti nascosti di Mirella Capalbo Divisione di Chirurgia Generale Ospedale San Bortolo di Vicenza Ho sempre pensato che ciascuno di noi possiede qualcosa di inespresso, di profondo che prova ad esprimere in un atto creativo. Chi sceglie la “Professione Sanitaria”, vive una realtà di grande commistione fra tecnica, professionalità, conoscenze scientifiche, continue innovazioni e, il fondamentale ed unico incontro con l’essere umano che accompagna nel percorso della malattia, dalla diagnosi alla cura. Tutto questo permette di imparare a leggere tra le righe, capire, interpretare ed arricchire la nostra esperienza umana e professionale. Durante le ore notturne, quando i pazienti riposano e i “lavori” sono terminati, ci si ferma a bere un caffè e noi, quelli della notte, scambiamo quattro chiacchiere. Ho scoperto così la passione per la scrittura del Nostro Infermiere Professionale Alberto Carollo, passione che coltiva da anni e che si sta concretizzando con progetti invidiabili e di tutto rispetto: Laurea in lettere in corso d’opera e, dal 1998, la gestione e cura di laboratori di scrittura creativa. Attualmente presiede l'associazione culturale: CaRtaCaNta, Parola alla Scrittura. All’attivo Alberto ha una raccolta di racconti: Miramare e altre storie (Il Foglio, 2003) che ha avuto ottime recensioni, pure sul Giornale di Vicenza ed ora Doppio Ritratto (Edizioni Creativa, 2010, pp. 234, € 16,00), romanzo d’esordio presentato alla Fiera del Libro di Torino il maggio scorso. Come Alberto condivido la “passione onnivora” per la lettura e, così, non mi sono fatta mancare questo romanzo. Non sono né giornalista né recensore di libri ma, con un pò di “sana presunzione” posso dire che di libri ne ho letti tanti ed un po’ me ne intendo! Ciò che ho apprezzato in questo romanzo sono la capacità di mescolare sapientemente piani diversi di storie parallele, intagliare personaggi che, oltre al protagonista Alfredo, sono tutti definiti, chiari e leggibili con le loro peculiarità ed ampie sfaccettature. Non sono personaggi abbozzati ma a tutto tondo. I riferimenti alla Storia, Filosofia, Arte sono precisi, puntuali e ben documentati. I dialoghi sono serrati e veri, tipici del linguaggio dei nostri tempi. La descrizione di momenti intimi è cinematografica , senza doppi sensi e soprattutto senza veli o ipocrisia. Le aspirazioni giovanili, di chi coltiva il sogno di teatro, pittura scrittura o altro, sono descritte con la giusta passione e slancio. In fondo sono quelle scelte “alternative” che spesso nessun genitore vede di buon occhio per i propri figli, preferendo magari mestieri e professioni più consolidate e “sicure”. Ma in fondo siamo o vogliamo essere tutti un po’ artisti, un po’ scrittori, un po’ pittori, un po’ filosofi nei ritagli di tempo, tenendo nel “cassetto” i nostri talenti. Così in questo libro vedo molte potenzialità in attesa di essere espresse, fiori in bocciolo che aspettano acqua, luce, tepore per poter esplodere nella loro rigogliosa pienezza. E’ bello pensare che fra noi ci sia chi ha il coraggio e l’umiltà di mettersi in gioco, affrontando il giudizio, la critica e regalandoci qualcosa che è comunque unico, come è sempre unica l’esperienza, la vita ed il sentire dello scrittore. Nella lettura sono entrata di soppiatto, curiosa e forse anche un po’ dubbiosa, poi le pagine, le storie intrecciate mi hanno coinvolto ed ho chiuso il libro, alle tre di notte, pensando con orgoglio che Alberto ci regalerà ancora cose belle da leggere. Buon romanzo a tutti e grazie Alberto per quanto vorrai ancora raccontarci! |
Dopo la mia trasferta torinese al Lingotto non vi ho più parlato di Doppio ritratto. Non volevo ammorbarvi l'animo con notizie esclusivamente autoreferenziali. Noi veneti abbiamo un detto: «Chi se loda se sbroda» ed ho sempre cercato, per quanto possibile, di evitare gli autocompiacimenti e puntare in buona parte a perfezionare la mia scrittura.
