Come scrivere una lettera formale in 10 sezioni

Lettera formaleVorreste conoscere le 10 sezioni per scrivere una lettera formale il più perfetta possibile? Quante volte vi sarà capitato di scrivere a un ente, a un ufficio pubblico o privato, a un’azienda o in generale a un’autorità? Lo avrete fatto per comunicare un avviso, un reclamo o anche solo per richiedere alcune informazioni. È probabile che abbiate una certa familiarità con questo tipo di lettere ma le indicazioni che seguono vogliono offrirvi un comodo schema di riferimento per le vostre comunicazioni ufficiali.

Scrivere una lettera formale è un procedimento usuale e ampiamente utilizzato in quelle comunicazioni di carattere lavorativo o commerciale, dove l’obiettivo è quello di regolamentare, definire, articolare i rapporti tra professionisti, aziende, enti pubblici e privati, ma pure quello di tracciare e conservare informazioni e dati sensibili, oggetto di analisi e interpretazione da più parti potenzialmente interessate a questo tipo di documentazione. Il destinatario di una lettera formale è in genere estraneo al mittente; oppure, se i due si conoscono, vi è tra loro un rapporto di rilevanza per lo più strumentale e non confidenziale.

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“E così vuoi lavorare nell’editoria – I dolori di un giovane editor” di Alessandra Selmi

alessandra_selmi_e_cosi_vuoi_lavorare_nelleditoriaE così vuoi lavorare nell’editoria  (Editrice Bibliografica) è un agile e corrosivo libricino che si legge d’un fiato, col sorriso sulle labbra. Lo ha scritto Alessandra Selmi, laureata alla IULM di Milano in Scienze della comunicazione. Il sottotitolo, citazione di una celebre opera di Goethe, cala senza mezzi termini il lettore nella dimensione complicata e spesso “tribolata” di un lavoro non sempre compreso dai più: quello dell’editor in una casa editrice.

«Faccio l’editor. “Ah, e cioè?”. Be’, lavoro per una casa editrice. Seleziono manoscritti per la pubblicazione. Poi dipende… correggo gli errori, sposto virgole, sistemo la sintassi, riscrivo dei pezzi, suggerisco cambiamenti di trama, vado alle presentazioni, faccio la balia, la baby sitter, la badante, eccetera». Difficile restringere il campo sulle competenze professionali – e io aggiungerei anche etiche e di relazione – che ha o dovrebbe avere l’editor, figura proteiforme che accoglie un manoscritto nella sua forma originaria, ne intuisce il valore (non solo artistico, ma pure il suo potenziale commerciale: non dimentichiamo che l’editor viene stipendiato da un editore); concorre a ricombinarlo e plasmarlo, in sinergia con il suo autore, per trasformarlo in un oggetto-libro e ne segue, in parte, la successiva pubblicazione e promozione. Vallo a spiegare ai parenti, per dirne una. C’è sempre qualcuno che si finge interessato, per poi sbadigliare a più riprese e rinvenire all’ultimo: “Ho capito! Scrivi i romanzetti!” E a quel punto, scrive Selmi: «Il desiderio di scavalcare il tavolo e inciderle sulla fronte con il coltello del pesce “EDITOR” fu grande. Ma purtroppo avevano già sparecchiato». Continua a leggere

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Come scrivere un saggio breve in 10 mosse

uomo di pagliaPer la prima prova della maturità pensate di scrivere un saggio breve? Sognate 10 mosse efficaci per consegnare trionfalmente un saggio breve per un test di fine anno o per un corso che avete frequentato (si spera) con profitto? Niente paura. Eccovi uno schema e qualche dritta utile in ogni occasione per convergere sull’obiettivo.

Notte prima degli esami. Con buona pace di Antonello Venditti e del suo bric-à-brac emotivo (che non manca di solleticare ogni generazione), diamoci alcune direttive utili alla stesura del nostro breve saggio. Prima di tutto, chiediamoci: «Cos’è un saggio breve?»Stiamo parlando di un elaborato che riprende e sintetizza alcune idee e informazioni reperite da fonti diverse. Se l’argomento del vostro saggio vi è stato assegnato, sarete anche muniti di un elenco di testi dai quali attingere notizie. Se esaminate fonti visive (documentari, film, videoclip, dipinti, fumetti eccetera) o materiali in rete,cercate il riferimento preciso e citate correttamente la bibliografia inerente al vostro argomento.

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Scrittura creativa – Cosa fanno i personaggi?

personaggiEccoci qua, per parlare ancora di scrittura creativa e riprendere il nostro discorso sui personaggi. La scorsa settimana abbiamo parlato del “chi sono” i personaggi e come costruirli in maniera efficace. Oggi diremo “cosa fanno”, ovvero quali sono gli elementi fondamentali delle loro azioni e motivazioni.

Alcuni filosofi sostengono che l’esistenza umana è quantificabile come somma totale delle sue azioni. La vita, pertanto, si misura con quel che realizziamo. Vale lo stesso anche per i personaggi. «La vita è azione», afferma Aristotele. Il suo fine è, pertanto, una modalità d’azione non una qualità. La qualità, per uno scrittore, potrebbe rivelarsi intrigante per rappresentare lo scarto che c’è tra il pensiero e l’azione di un personaggio. Come se quel personaggio che avete in testa rivelasse determinate potenzialità che, tradotte in azioni sulla carta, confermano le sue caratteristiche, o le precisano in modo parziale; oppure si pongono in aperto contrasto con quelle premesse. I motivi e le cause del realizzarsi di queste eventualità sta a voi raccontarli.

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Scrittura creativa – Il personaggio

personaggioQuesta volta mi sono preso una bella gatta da pelare. Parlando di scrittura creativa, il personaggio sembra essere l’elemento che più è stato analizzato dalla critica. Non starò qui a farvi una rassegna degli studi (con buona pace di Propp e degli strutturalisti), ma cercherò di andare sul concreto. Chiediamoci, dunque, come scrittori e lettori: cosa rende veramente efficace un personaggio e come costruirlo con cognizione di causa?

Sono più che certo che dei (molti) libri di narrativa che avrete letto ricorderete di sicuro un personaggio più che lo stile del romanzo o alcune delle sue pagine particolarmente riuscite.Questo perché il personaggio ha “bucato” la pagina e si è insediato stabilmente nel vostro immaginario. Ci sono personaggi che hanno dato nome ai romanzi che li vedono come protagonisti: Anna KareninaMadame BovaryDavid CopperfieldEmmaIl giovane Holden,Martin Eden. Potremmo pensare a La versione di Barney priva di Barney Panofsky? O Moby Dick senza il capitano Achab? Per non dire dei comprimari: cosa ce ne faremmo di un Don Chisciotte orfano di Sancho Panza, di Sherlock Holmes monco del dottor Watson o di Batman senza Robin?

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