Breve trattato sulle coincidenze

Sabato 11 Aprile 2015 ore 17:30
Libreria Mondadori “Quarto potere”
Contrà Pusterla
– Vicenza -

Presso la Libreria Mondadori di Contrà Pusterla a Vicenza si terrà l’incontro di presentazione del romanzo
“Breve trattato sulle coincidenze”
di Domenico Dara pubblicato da Nutrimenti.

L’autore sarà presente all’incontro.

Breve trattato sulle coincidenzeAmbientato nel 1969, quando l’americano sta per compiere il primo passo sulla luna, il libro racconta la storia di un postino, uomo schivo e solitario, che coltiva un vizio particolare: apre, legge, ricopia e cataloga le lettere prima di consegnarle, tracciando una geografia privata delle minute vicende paesane.
E così un giorno, dal sacco della posta, spunta una lettera insolita, senza mittente, chiusa con un sigillo di ceralacca. Una carta d’amore, di quelle preferite dal portalettere, che ha tutta l’aria di nascondere un mistero che lui cercherà di svelare.
Inoltre il postino ha avuto il dono di imitare perfettamente le grafie altrui e così spesso interviene nei rapporti epistolari cambiando i destini degli uomini. Costantemente alla ricerca di un senso della vita, egli inoltre registra su un quaderno tutte le coincidenze che gli capitano, certo che dietro quegli inspiegabili incroci del caso si nasconda la chiave per interpretare meglio le direzioni dell’esistenza.

Domenico Dara

Domenico Dara

Domenico Dara nasce a Catanzaro il 2 febbraio 1971. Cresciuto a Girifalco, ha studiato alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa, dove si è laureato nel 1996 con una tesi sulla poesia di Cesare Pavese. Ha curato il volume Alessandro Verri, Lettere da un amore (Massimiliano Boni Editore, Bologna, 2005).

Nel 2013 è stato finalista al Premio Italo Calvino con il romanzo
Breve trattato sulle coincidenze, pubblicato da Nutrimenti nel maggio 2014.

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Festa delle donne: questo Paese non si salverà senza la meritocrazia

Di seguito potete leggere la mia intervista a Maria Latella, in occasione della Festa delle donne, comparsa l’8 marzo scorso sul sito di Sul Romanzo.

maria_latella_il_potere_delle_donne._confessioni_e_consigli_delle_ragazze_di_successoNella ricorrenza della Festa delle donne abbiamo avuto il piacere di conversare con Maria Latella, scrittrice, giornalista, editorialista e blogger de «Il Messaggero», inviata per la politica al «Corriere della Sera», direttrice per sette anni del settimanale «A», autrice e conduttrice di trasmissioni su Skytg24. In questi giorni è uscita per Feltrinelli la sua ultima fatica letteraria, Il potere delle donne. Confessioni e consigli delle ragazze di successo.

L’8 marzo è la Festa delle donne. Pensa sia importante e doveroso onorare questa ricorrenza e con quale spirito festeggerà questa giornata, se la festeggerà, Maria Latella?

Penso che vada celebrata perché è ancora troppo presto per rinunciare a una data così significativa. Ci sono quelli che dicono «l’otto marzo per me è tutti i giorni», banalità di cui io non sono convinta. L’otto marzo deve essere festeggiato e l’ho onorato regolarmente tutti i santi giorni ma in quella data lì va ricordato il concetto che in questo Paese – così come in tutti gli altri Paesi in cui le donne stanno passando dei pessimi momenti – non c’è equilibrio se non c’è armonia tra i generi. Come riconosciamo ai nostri amici e ai nostri colleghi maschi la straordinaria bellezza del lavorare e vivere insieme, così deve essere reciproco.

Il suo nuovo libro si apre sulla figura di Rita Levi Montalcini, illustre scienziata e premio Nobel, scomparsa nel 2012, autorevole quanto “pervasiva” se riferita al mondo femminile. Vuole raccontare ai lettori di «Sul Romanzo» com’è nata l’idea di questo libro e di come ha organizzato i “ritratti” di donne di cui è composto?

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“A come Animale”

Comunicato stampa

“A come animale”, a cura di Leonardo Caffo e Felice Cimatti

A_come_animaleÈ un bestiario ma non vi spiega come convivere con i gatti o come capire il “linguaggio” dei cani: è un libro che parla soprattutto di noi umani, e dell’animalità che attraversa le nostre vite. Un alfabeto della diversità che racconta da più punti di vista – attraverso la filosofia, la storia dell’arte, la scienza – il rapporto simbiotico tra l’uomo e il mondo animale. Un percorso curioso per scoprire che gli animali sono ovunque, dalle foto di famiglia alla filosofia di Hegel, mentre noi sappiamo molto più delle galassie distanti anni luce che dei desideri di un pesce rosso. Un piccolo atlante (non solo) filosofico, in cui gli animali sono il pretesto per parlare dell’uomo, delle sue passioni e delle sue paure.

Leonardo Caffo, filosofo, è membro del LabOnt, laboratorio di ontologia dell’Università degli studi di Torino. È inoltre Fellow dell’Oxford Centre for Animal Ethics e codirige, con Valentina Sonzogni, la rivista “Animot: L’altra filosofia”. Tra i suoi ultimi libri, il manifesto antispecista Il maiale non fa la rivoluzione (2013), An Art for the Other. Animals in Art and Philosophy (2015) e Il bosco interiore (2015). Scrive per “Huffington Post Italia”.

Felice Cimatti insegna Filosofia del Linguaggio all’Università della Calabria e dirige la “Rivista Italiana  di Filosofia del Linguaggio”. Tra le sue pubblicazioni più recenti, La vita che verrà. Biopolitica per Homo sapiens (2011), Filosofia dell’animalità (2013) e il romanzo Senza colpa (2010). È uno dei conduttori del programma “Fahrenheit” su Radio3 e scrive per le pagine culturali  del quotidiano “il manifesto”.

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Patrizia Garofalo. Io sono anaffettivo.

di Patrizia Garofalo

(fonte: tellusfolio.it)

Anaffettivo2015MorbegnoCompagnia teatrale “Gente Assurda”, sceneggiatura e regia Gianluca Moiser

“Il riso chiede una sorta di sospensione del legame di simpatia che ci lega a colui di cui ridiamo”
(Bergson, Il riso)

La preparazione della scena avviene al momento, montata quasi per caso, improvvisata; un bancone di quelli da bar, gli sgabelli alti e strane scatole di cui è sconosciuto il contenuto, gli attori indossano pantaloni neri e maglietta bianca con la scritta “IO SONO ANAFFETTIVO”. Le luci solo e sempre sul personaggio, sull’attore, sull’uomo e sulla donna, sul volto in particolare, quasi ad uno specchio che trattenga luce e verità. E, dall’incipit: “Malgrado le apparenze non sono uno di voi” al finale: “Io non ci casco, io sono an-naf-fet-ti-vo”, la tensione attoriale è alta, mentire non è facile e far ridere ancora meno. Eppure ci si diverte, si ride e di gusto ad una realtà denunciata sottoriga dalla serietà dei protagonisti fortunatamente affetti dai non-affetti “… Continua a leggere

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Sandro Pertini: un monito contro la corruzione

Di seguito potete leggere la mia intervista a Giancarlo De Cataldo sulla figura di Sandro Pertini, oggetto del suo recente libro Il combattente. Come si diventa Pertini (Rizzoli, 2014).

(fonte: sulromanzo.it)

di Alberto Carollo (ringrazio per il supporto la Redazione di Sul Romanzo e in particolare Gerardo Perrotta)

sandro_pertini_5Sono trascorsi venticinque anni dalla scomparsa di Sandro Pertini e, nella memoria collettiva, resta il Presidente della Repubblica per eccellenza, quello che più di tutti ha saputo penetrare nel cuore degli italiani, riuscendo a rompere il muro di diffidenza che separa i cittadini dai loro governanti.

Abbiamo provato a indagarne le ragioni insieme a Giancarlo De Cataldo, che ha dedicato al Presidente un commovente ricordo ne Il combattente. Come si diventa Pertini, edito nel 2014 da Rizzoli.

Sandro Pertini: cosa vuol dire confrontarsi con la sua figura a 25 anni dalla scomparsa?

L’idea socialista girava nella mia famiglia fin da quando ero piccolino. Mio papà era stato, dopo la guerra, un giovane militante socialista e batteva le campagne del sud per convincere i contadini a votare Repubblica al referendum istituzionale. Era l’anima del partito socialista nel paese. Di Socialismo sentivo parlare anche dai miei parenti, dagli zii e dai cugini: ne sentivo parlare nel bene e nel male; si isolavano alcune figure mitiche, quella di Nenni e quella di Pertini per esempio; ci si lamentava che, invece, quelli che si vedevano ogni giorno, nella prassi politica, avessero pervertito questo disegno. Insomma il sentimento oscillava tra “Non possiamo fare a meno del Socialismo” e “Il Socialismo è il grande male” e via dicendo. Quando poi andai a vivere a Roma, da giovane studente che collaborava a una radio libera del tempo – si chiamava Radioblu e io avevo 22 anni –, mi feci la passeggiata, seguendo Sandro Pertini dalla Fontana di Trevi fino al Quirinale per la cerimonia dell’insediamento. Fu un momento molto emozionante perché quest’anziano signore – di lui si sapeva che qualche mese prima aveva assistito al funerale del sessantottino Walter Rossi, un ventenne militante di Lotta Continua ucciso nel quartiere Prati – era un uomo spiritoso, uno che alzava il telefono e interveniva; era stato un grande presidente della Camera e un presidente partigiano; insomma, fu un sussulto, uno scatto d’orgoglio della politica e Pertini una figura carismatica. Il carisma “vero” uno se lo costruisce nel corso della vita ma a volte ha delle ragioni inafferrabili. Lui ce l’aveva.

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