“Spettri di Nietzsche” di Maurizio Ferraris

Comunicato stampa: “Spettri di Nietzsche” di Maurizio Ferraris (Guanda)

in libreria dal 28 agosto

Spettri di Nietzsche«In fondo la tua vecchia creatura ora è un animale straordinariamente famoso» scrive Nietzsche alla madre, da Torino, nel dicembre 1888. Vuole illudere lei e se stesso: non è vero, nessuno lo conosce, è costretto a pubblicare i libri a proprie spese. Ma nel 1900, quando muore, ignaro di tutto dopo il tracollo che lo ha ridotto alla demenza, è davvero la star che aveva sognato di essere, celebrato da D’Annunzio e Thomas Mann, messo in musica da Strauss e dipinto da Munch. Soprattutto, per uno strano sortilegio, la volontà di potenza sembra uscire dalle pagine dei libri per farsi storia, dalle tempeste di acciaio della Prima guerra mondiale alla catastrofe di Hitler a Berlino.

«Io sono Marlow, il testimone secondario. Lui è Kurtz», scrive Maurizio Ferraris, e risale la vita di Nietzsche come un fiume – il Congo di Cuore di tenebra o il Mekong di Apocalypse Now – ripercorrendone i vagabondaggi, tra l’Engladina e la Riviera, dalla fatale Torino alla Sassonia delle origini. Così a ogni stazione corrisponde un contenuto di pensiero – dal dionisiaco all’Eterno Ritorno, dal nichilismo alla morte di Dio – e insieme uno spaccato della storia intellettuale del Novecento, tra Jim Morrison e Heidegger, il ¡Viva la muerte! di José Millán-Astray y Terreros e la rivoluzione desiderante di Deleuze e Guattari, il Super-Eliogabalo di Arbasino e la scoperta degli antidepressivi.

La fenomenologia dello spirito di una modernità tragica e rumorosa attraverso la storia di quello che si credeva (e non del tutto a torto) «il più silenzioso degli uomini».

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Cosa significa swag e perché è diventata una parola di moda?

swagSwag sembra essere un termine alla moda di questi tempi. Ma sapete cosa significa, nonostante la grande diffusione nei media, soprattutto sul web? Swag, tradotto letteralmente dall’inglese significa “bottino” o “refurtiva”. Nello slang giovanilistico ha sostituito la parola cool, identificando una persona, un capo d’abbigliamento o in generale un oggetto che ha stile. Un tempo (nel giurassico?) si diceva: «It’s cool!».È figo, è una cosa figa, una cosa che spacca! Ora si dice: «Hey you’ve got swag!». Hai stile.

Quando ero adolescente (sempre nel giurassico?) frequentavo un caro amico che aveva un modo piuttosto particolare di atteggiarsi e parlare. Durante un alterco con un tizio, una discussione di cui non ricordo l’oggetto, il mio amico venne etichettato come “stiloso” e dovetti ricorrere al vocabolario per venire a capo di quello che, sulle prime, per com’era stato pronunciato e nel contesto del confronto verbale, mi parve un epiteto poco lusinghiero.

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“Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria” di Tiziano Terzani

Terzani-Unidea-di-destinoNon si esce indenni dalla lettura di Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria, le ultime e toccanti pagine ancora inedite scritte da Tiziano TerzaniQuesto libro ha il potere di minare le certezze più granitiche, di insinuare dubbi, di relativizzare i nostri costrutti teorici, di offrirci inattese modalità di vedere e sentire. Se siete sensibili e ricettivi non potrete che migliorare il vostro “essere nel mondo” e questo libro vi accompagnerà, non ho dubbi, per lungo tempo. Continua a leggere

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Come aprire un blog – cinque libri consigliati

come aprire un blog«Come potrei aprire un blog?» e «Puoi consigliarmi dei libri ad hoc?». Almeno cinque, essenziali e di riferimento li posso rimediare, anche se basterebbe fare un giro su qualche motore di ricerca per comprendere come, sul tema, esista una bibliografia sterminata. Ho creato il mio primo blog nel 2003, sulla (ormai leggendaria) piattaforma di Splinder. Non ho mai bloggato con grande dedizione e investimento di energie ma posso dire che, pure a voltaggio alternato, la mia attività di blogger è una costante nella mia vita da un decennio a questa parte.

Vediamo, prima di tutto di capire (se sei un neofita), cos’è un blog. La parola blog è una contrazione di due termini: web e log, dove web sta per la rete e log, nel termine inglese, si riferisce al registro nel quale vengono annotati i fatti. Una sorta di diario di bordo, per rimanere nella metafora della navigazione. Solo che del diario, ovvero di una versione digitale del diario personale e “intimo”, che riferisce pensieri e ricordi personali, il blog così come lo concepiamo oggi ha ben poco a che fare. È piuttosto un luogo virtuale di condivisione e aggregazione di contenuti: interpretazioni degli eventi più disparati, dalla cronaca alla politica, dall’economia allo spettacolo, sino alle riflessioni e approfondimenti sulle discipline più diverse, su temi e argomenti di interesse comune.

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Cosa si scrive nella prefazione di un libro?

introduction«Cosa si scrive nella prefazione di un libro?». Ecco una domandina fatta su misura per voi, cari scrittori esordienti (ma ritengo se la pongano anche i “prosivendoli” più navigati). Procediamo con ordine e vediamo, prima di tutto, di definire meglio cosa s’intende per prefazione. La prefazione è un testo che viene posto, dal punto di vista tipografico, all’inizio del vostro libro, dopo la copertina e le pagine (solitamente bianche) che la dividono dal frontespizio, la pagina in cui compare a lettere cubitali il titolo, il nome del suo autore e l’editore. Dopo il frontespizio può esserci o meno una pagina con una dedica da parte dell’autore, o con una citazione pertinente al contenuto del testo. Se si tratta di un saggio o di una tesi di laurea è una “rovinosa” caduta di tono omaggiare di una dedica il proprio relatore o anche solo tessere le sue lodi. Lo stesso vale per la fidanzata, il papà eccetera. Meglio omettere, in questo caso, la dedica e porre piuttosto a fine libro una pagina di note e ringraziamenti.

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