Come scrivere un saggio breve in 10 mosse

uomo di pagliaPer la prima prova della maturità pensate di scrivere un saggio breve? Sognate 10 mosse efficaci per consegnare trionfalmente un saggio breve per un test di fine anno o per un corso che avete frequentato (si spera) con profitto? Niente paura. Eccovi uno schema e qualche dritta utile in ogni occasione per convergere sull’obiettivo.

Notte prima degli esami. Con buona pace di Antonello Venditti e del suo bric-à-brac emotivo (che non manca di solleticare ogni generazione), diamoci alcune direttive utili alla stesura del nostro breve saggio. Prima di tutto, chiediamoci: «Cos’è un saggio breve?»Stiamo parlando di un elaborato che riprende e sintetizza alcune idee e informazioni reperite da fonti diverse. Se l’argomento del vostro saggio vi è stato assegnato, sarete anche muniti di un elenco di testi dai quali attingere notizie. Se esaminate fonti visive (documentari, film, videoclip, dipinti, fumetti eccetera) o materiali in rete,cercate il riferimento preciso e citate correttamente la bibliografia inerente al vostro argomento.

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Scrittura creativa – Cosa fanno i personaggi?

personaggiEccoci qua, per parlare ancora di scrittura creativa e riprendere il nostro discorso sui personaggi. La scorsa settimana abbiamo parlato del “chi sono” i personaggi e come costruirli in maniera efficace. Oggi diremo “cosa fanno”, ovvero quali sono gli elementi fondamentali delle loro azioni e motivazioni.

Alcuni filosofi sostengono che l’esistenza umana è quantificabile come somma totale delle sue azioni. La vita, pertanto, si misura con quel che realizziamo. Vale lo stesso anche per i personaggi. «La vita è azione», afferma Aristotele. Il suo fine è, pertanto, una modalità d’azione non una qualità. La qualità, per uno scrittore, potrebbe rivelarsi intrigante per rappresentare lo scarto che c’è tra il pensiero e l’azione di un personaggio. Come se quel personaggio che avete in testa rivelasse determinate potenzialità che, tradotte in azioni sulla carta, confermano le sue caratteristiche, o le precisano in modo parziale; oppure si pongono in aperto contrasto con quelle premesse. I motivi e le cause del realizzarsi di queste eventualità sta a voi raccontarli.

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Scrittura creativa – Il personaggio

personaggioQuesta volta mi sono preso una bella gatta da pelare. Parlando di scrittura creativa, il personaggio sembra essere l’elemento che più è stato analizzato dalla critica. Non starò qui a farvi una rassegna degli studi (con buona pace di Propp e degli strutturalisti), ma cercherò di andare sul concreto. Chiediamoci, dunque, come scrittori e lettori: cosa rende veramente efficace un personaggio e come costruirlo con cognizione di causa?

Sono più che certo che dei (molti) libri di narrativa che avrete letto ricorderete di sicuro un personaggio più che lo stile del romanzo o alcune delle sue pagine particolarmente riuscite.Questo perché il personaggio ha “bucato” la pagina e si è insediato stabilmente nel vostro immaginario. Ci sono personaggi che hanno dato nome ai romanzi che li vedono come protagonisti: Anna KareninaMadame BovaryDavid CopperfieldEmmaIl giovane Holden,Martin Eden. Potremmo pensare a La versione di Barney priva di Barney Panofsky? O Moby Dick senza il capitano Achab? Per non dire dei comprimari: cosa ce ne faremmo di un Don Chisciotte orfano di Sancho Panza, di Sherlock Holmes monco del dottor Watson o di Batman senza Robin?

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Scrittura creativa – Scavare caverne intorno ai personaggi

London, Piccadilly Circus, England (1923)Rileggendo il titolo di questa lezione di scrittura creativa, ho come l’impressione di avvertire la vostra perplessità. Cosa vuol dire “scavare caverne intorno ai personaggi”? Potrebbe trattarsi di una metafora, invece mi riferisco a una “tecnica di scrittura”, un modo di trattare il flusso di coscienza, così come ve ne ho parlato la scorsa settimana. Vi avevo detto che la rivoluzione nella tecnica di rappresentazione dell’attività psichica si ha in special modo con due romanzi: Ulisse (1922) di Joyce e La signora Dalloway di Virginia Woolf (1925). È difficile eludere l’influenza che il romanzo di Joyce ha avuto sul lavoro di Virginia Woolf. La materia dei due libri presenta aspetti comuni, anche se lo stile è declinato in maniera del tutto personale da ciascuno dei due autori. Diciamo delle somiglianze: entrambi adottano le unità aristoteliche di tempo, di luogo e di azione, con una giornata e una città di riferimento: Dublino per Joyce; Londra per Woolf. Analoga è l’esperienza complessa e ambigua della città: da una parte una descrizione particolareggiata e riconoscibile, di sorprendente realismo; dall’altra l’esperienza soggettiva e trasfigurata della metropoli che diviene irreale e fantastica.

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Scrittura creativa – Il flusso di coscienza

flusso di coscienza_joyceDel flusso di coscienza, cari amici scrittori, avrete sentito parlare svariate volte. Il termine si sovrappone, in alcuni manuali di scrittura creativa o testi critici, a quello di stream (in inglese: corrente, flusso), di stream of consciousness (flusso di coscienza) o a quello di monologo interiore, per citarne alcuni. Non è un caso che io abbia scelto di parlarvene proprio ora, quando posso immaginare abbiate già qualche conoscenza sulla voce, sul punto di vista e sulla focalizzazione. In effetti, possiamo ricondurre la tecnica del flusso di coscienza ad alcune considerazioni sulla voce che compie l’atto di enunciazione.

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