Sandro Pertini: un monito contro la corruzione

Di seguito potete leggere la mia intervista a Giancarlo De Cataldo sulla figura di Sandro Pertini, oggetto del suo recente libro Il combattente. Come si diventa Pertini (Rizzoli, 2014).

(fonte: sulromanzo.it)

di Alberto Carollo (ringrazio per il supporto la Redazione di Sul Romanzo e in particolare Gerardo Perrotta)

sandro_pertini_5Sono trascorsi venticinque anni dalla scomparsa di Sandro Pertini e, nella memoria collettiva, resta il Presidente della Repubblica per eccellenza, quello che più di tutti ha saputo penetrare nel cuore degli italiani, riuscendo a rompere il muro di diffidenza che separa i cittadini dai loro governanti.

Abbiamo provato a indagarne le ragioni insieme a Giancarlo De Cataldo, che ha dedicato al Presidente un commovente ricordo ne Il combattente. Come si diventa Pertini, edito nel 2014 da Rizzoli.

Sandro Pertini: cosa vuol dire confrontarsi con la sua figura a 25 anni dalla scomparsa?

L’idea socialista girava nella mia famiglia fin da quando ero piccolino. Mio papà era stato, dopo la guerra, un giovane militante socialista e batteva le campagne del sud per convincere i contadini a votare Repubblica al referendum istituzionale. Era l’anima del partito socialista nel paese. Di Socialismo sentivo parlare anche dai miei parenti, dagli zii e dai cugini: ne sentivo parlare nel bene e nel male; si isolavano alcune figure mitiche, quella di Nenni e quella di Pertini per esempio; ci si lamentava che, invece, quelli che si vedevano ogni giorno, nella prassi politica, avessero pervertito questo disegno. Insomma il sentimento oscillava tra “Non possiamo fare a meno del Socialismo” e “Il Socialismo è il grande male” e via dicendo. Quando poi andai a vivere a Roma, da giovane studente che collaborava a una radio libera del tempo – si chiamava Radioblu e io avevo 22 anni –, mi feci la passeggiata, seguendo Sandro Pertini dalla Fontana di Trevi fino al Quirinale per la cerimonia dell’insediamento. Fu un momento molto emozionante perché quest’anziano signore – di lui si sapeva che qualche mese prima aveva assistito al funerale del sessantottino Walter Rossi, un ventenne militante di Lotta Continua ucciso nel quartiere Prati – era un uomo spiritoso, uno che alzava il telefono e interveniva; era stato un grande presidente della Camera e un presidente partigiano; insomma, fu un sussulto, uno scatto d’orgoglio della politica e Pertini una figura carismatica. Il carisma “vero” uno se lo costruisce nel corso della vita ma a volte ha delle ragioni inafferrabili. Lui ce l’aveva.

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Come promuovere un libro online

(fonte: sulromanzo.it)

di Alessandro Puglisi

promozione_libriOgni scritto cerca dei lettori, ma come si fa a promuovere un libro online con efficacia? I cosiddetti nuovi media hanno spalancato le porte a possibilità inedite; tuttavia, è importante capire alcune dinamiche che regolano questi potenti strumenti. Una cosa, di base, è certa: non basta aver scritto qualcosa, bisogna invece che quanto si è scritto venga fatto conoscere.

Promuovere un’opera letteraria richiede pazienza, pianificazione, oltre che disponibilità a cambiare idea in progress e l’immancabile voglia di sperimentare ed entrare in contatto con i lettori, sia effettivi che potenziali.

Ma quali sono i passi necessari per promuovere un libro online? Proviamo a vederli, uno per uno, con una fondamentale avvertenza: alcune delle strategie suggerite, ad esempio quelle relative al booktrailer, al blog e all’utilizzo dei social network, non sono da considerarsi in ordine di importanza, né tanto meno come fasi di una cronologia. Se è vero, infatti, che alcuni passi preliminari non possono essere elusi, la promozione di ciò che avete creato sarà, da un certo momento in avanti, un intersecarsi di vari mezzi.

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“La stagione degli scapoli” di Vincenzo Monfrecola: tra ironia sociale e di costume

(fonte: sulromanzo.it)

di Viviana Filippini

vincenzo_monfrecola_la_stagione_degli_scapoliLa stagione degli scapoli di Vincenzo Monfrecola ha lo humour tipico della commedia degli equivoci made in England di inizio del XX secolo ma, allo stesso, tempo nella trama ci sono momenti narrativi caratterizzati da una comicità tipica della cultura partenopea. Il nuovo libro di Monfrecola, pubblicato da Gargoyle, è un’analisi della società inglese di epoca edoardiana, con i suoi usi e costumi, dove si ha una netta sensazione della separazione tra ruoli maschili e femminili all’interno della società.

La storia prende il via a Londra, città nella quale Cyrill Billingwest, noto critico letterario, deve affrontare un grande dolore che lo ha colpito proprio in quello che avrebbe dovuto essere il momento più felice della sua vita: il fallimento del suo matrimonio. Cyrill avrebbe dovuto sposare l’amata Vera, ma lei lo ha lasciato poco prima di pronunciare il fatidico “sì”. L’uomo è così affranto, e allo stesso tempo arrabbiato per l’abbandono, che decide di darsi alla scrittura, stendendo di proprio pugno Le dodici mosse di Ulisse. Se quelle di Ercole erano dodici fatiche da superare per espiare una colpa personale (la morte dalla propria famiglia), le dodici mosse concepite dal protagonista sono una sorta di manuale di istruzioni con i rimedi infallibili e ideali per ogni scapolo, per trovare la salvezza dalla prigione dell’unione coniugale.

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Darwin Day: 5 bufale dei creazionisti

(fonte: wired.it)

Il 12 febbraio torna il Darwin Day, quest’anno diamo un’occhiata ai miti creazionisti.

Charles Darwin

Charles Darwin

L’anno scorso, in occasione del Darwin Day del 12 febbraio, avevamo provato a fare un po’ di chiarezza su alcuni dei più comuni errori che si fanno parlando di evoluzione.

Vedere l’evoluzione come un progresso, o pensare che la selezione naturale sia qualcosa di riassumibile con la sopravvivenza del più forte sicuramente significa non avere capito bene l’argomento, ma questi errori, se pur gravi, non implicano necessariamente un rifiuto della scienza da parte di chi ne è convinto. Cosa diversa sono invece quelle bufale diffuse in particolare dai creazionisti o, come amano farsi chiamare oggi nel vano tentativo di rinnovarsi,anti-darwinisti. Aspettando il Darwin Day 2015 (su Pikaia trovate l’elenco degli eventi previsti in Italia), ecco alcune delle leggende più diffuse.

1. L’evoluzione è solo una teoria
La deformazione del significato di teoria scientifica è uno dei cavalli di battaglia storici del movimento creazionista, che essendo da sempre estraneo al dibattito scientifico, deve basare la sua attività su stratagemmi retorici. Dire che “l’evoluzione è solo una teoria” è infatti tanto disonesto quanto, purtroppo, efficace nel giusto contesto.

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Isis Horror Picture Show

(fonte lastampa.it)

di Massimo Gramellini

Massimo GramelliniSiamo le cavie di un esperimento senza precedenti. Un gruppo di tecno-trogloditi sta usando i media per trascinare il resto del mondo sul suo terreno preferito, l’odio e la disumanità. Non esiste nefandezza dell’Isis di cui qualche altra comunità di fanatici non si sia già ampiamente macchiata in passato. Da Neanderthal in poi è capitato mille e mille volte che un nemico venisse arso vivo dentro un gabbia e che un omosessuale venisse gettato da una rupe o lapidato da folle inferocite. La differenza è che gli aguzzini di oggi non si limitano a fare l’indicibile. Lo ostentano e lo diffondono, con un copione cucito su misura intorno alla sensibilità televisiva dell’opinione pubblica. Sanno che la notizia di cento morti lontani è un numero freddo che scivola davanti alle pupille assuefatte del telespettatore bombardato da infiniti stimoli. Mentre l’immagine di una sola persona decapitata, o bruciata viva dopo un referendum in Rete sul tipo di condanna a morte da infliggergli, procurerà a quello stesso telespettatore un soprassalto di disgusto e di panico. E assieme alla paura gli farà montare la rabbia, il desiderio di rispondere alla violenza con altra violenza. Lo indurrà a fare il loro gioco.

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