Cosa significa swag e perché è diventata una parola di moda?

swagSwag sembra essere un termine alla moda di questi tempi. Ma sapete cosa significa, nonostante la grande diffusione nei media, soprattutto sul web? Swag, tradotto letteralmente dall’inglese significa “bottino” o “refurtiva”. Nello slang giovanilistico ha sostituito la parola cool, identificando una persona, un capo d’abbigliamento o in generale un oggetto che ha stile. Un tempo (nel giurassico?) si diceva: «It’s cool!».È figo, è una cosa figa, una cosa che spacca! Ora si dice: «Hey you’ve got swag!». Hai stile.

Quando ero adolescente (sempre nel giurassico?) frequentavo un caro amico che aveva un modo piuttosto particolare di atteggiarsi e parlare. Durante un alterco con un tizio, una discussione di cui non ricordo l’oggetto, il mio amico venne etichettato come “stiloso” e dovetti ricorrere al vocabolario per venire a capo di quello che, sulle prime, per com’era stato pronunciato e nel contesto del confronto verbale, mi parve un epiteto poco lusinghiero.

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“Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria” di Tiziano Terzani

Terzani-Unidea-di-destinoNon si esce indenni dalla lettura di Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria, le ultime e toccanti pagine ancora inedite scritte da Tiziano TerzaniQuesto libro ha il potere di minare le certezze più granitiche, di insinuare dubbi, di relativizzare i nostri costrutti teorici, di offrirci inattese modalità di vedere e sentire. Se siete sensibili e ricettivi non potrete che migliorare il vostro “essere nel mondo” e questo libro vi accompagnerà, non ho dubbi, per lungo tempo. Continua a leggere

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Come aprire un blog – cinque libri consigliati

come aprire un blog«Come potrei aprire un blog?» e «Puoi consigliarmi dei libri ad hoc?». Almeno cinque, essenziali e di riferimento li posso rimediare, anche se basterebbe fare un giro su qualche motore di ricerca per comprendere come, sul tema, esista una bibliografia sterminata. Ho creato il mio primo blog nel 2003, sulla (ormai leggendaria) piattaforma di Splinder. Non ho mai bloggato con grande dedizione e investimento di energie ma posso dire che, pure a voltaggio alternato, la mia attività di blogger è una costante nella mia vita da un decennio a questa parte.

Vediamo, prima di tutto di capire (se sei un neofita), cos’è un blog. La parola blog è una contrazione di due termini: web e log, dove web sta per la rete e log, nel termine inglese, si riferisce al registro nel quale vengono annotati i fatti. Una sorta di diario di bordo, per rimanere nella metafora della navigazione. Solo che del diario, ovvero di una versione digitale del diario personale e “intimo”, che riferisce pensieri e ricordi personali, il blog così come lo concepiamo oggi ha ben poco a che fare. È piuttosto un luogo virtuale di condivisione e aggregazione di contenuti: interpretazioni degli eventi più disparati, dalla cronaca alla politica, dall’economia allo spettacolo, sino alle riflessioni e approfondimenti sulle discipline più diverse, su temi e argomenti di interesse comune.

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Cosa si scrive nella prefazione di un libro?

introduction«Cosa si scrive nella prefazione di un libro?». Ecco una domandina fatta su misura per voi, cari scrittori esordienti (ma ritengo se la pongano anche i “prosivendoli” più navigati). Procediamo con ordine e vediamo, prima di tutto, di definire meglio cosa s’intende per prefazione. La prefazione è un testo che viene posto, dal punto di vista tipografico, all’inizio del vostro libro, dopo la copertina e le pagine (solitamente bianche) che la dividono dal frontespizio, la pagina in cui compare a lettere cubitali il titolo, il nome del suo autore e l’editore. Dopo il frontespizio può esserci o meno una pagina con una dedica da parte dell’autore, o con una citazione pertinente al contenuto del testo. Se si tratta di un saggio o di una tesi di laurea è una “rovinosa” caduta di tono omaggiare di una dedica il proprio relatore o anche solo tessere le sue lodi. Lo stesso vale per la fidanzata, il papà eccetera. Meglio omettere, in questo caso, la dedica e porre piuttosto a fine libro una pagina di note e ringraziamenti.

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Come scrivere una lettera formale in 10 sezioni

Lettera formaleVorreste conoscere le 10 sezioni per scrivere una lettera formale il più perfetta possibile? Quante volte vi sarà capitato di scrivere a un ente, a un ufficio pubblico o privato, a un’azienda o in generale a un’autorità? Lo avrete fatto per comunicare un avviso, un reclamo o anche solo per richiedere alcune informazioni. È probabile che abbiate una certa familiarità con questo tipo di lettere ma le indicazioni che seguono vogliono offrirvi un comodo schema di riferimento per le vostre comunicazioni ufficiali.

Scrivere una lettera formale è un procedimento usuale e ampiamente utilizzato in quelle comunicazioni di carattere lavorativo o commerciale, dove l’obiettivo è quello di regolamentare, definire, articolare i rapporti tra professionisti, aziende, enti pubblici e privati, ma pure quello di tracciare e conservare informazioni e dati sensibili, oggetto di analisi e interpretazione da più parti potenzialmente interessate a questo tipo di documentazione. Il destinatario di una lettera formale è in genere estraneo al mittente; oppure, se i due si conoscono, vi è tra loro un rapporto di rilevanza per lo più strumentale e non confidenziale.

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